Le strade del Vino in Emilia Romagna

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Le strade del Vino in Emilia Romagna


Tempo stimato di lettura: 6 minuti

Che sia rosso, bianco o rosé numerose ricerche hanno ormai dimostrato come il vino produca effetti benefici sul nostro organismo agevolando molte delle funzioni quotidiane che regolano il nostro corpo. Ovviamente come in tutte le cose anche con il vino non bisogna esagerare, ma è certo che concedersi di tanto in tanto un buon bicchiere non può che farci bene.

In Emilia Romagna nel corso degli ultimi vent’anni sono stati definiti specifici itinerari enogastronomici alla scoperta di alcune delle cantine e delle aziende agricole più importanti al mondo. Sono le cosiddette Strade dei Vini e dei Sapori. Percorsi tematici che, dipanandosi su oltre 2000km, hanno l’obiettivo di collegare non solo realtà produttive differenti ma anche favorire un turismo attento alle tradizioni, alla storia e al passato dei territori. Oggi, pertanto, regoliamo la bussola e intraprendiamo un viaggio per conoscere più da vicino alcune di queste eccellenze enologiche.


Strada dei Vini dei Colli Piacentini

Un itinerario che percorre le quattro valli principali dell’Appennino Piacentino (Arda, Nure, Trebbia e Tidone), incontrando un patrimonio di storia, architettura e arte unico che trova nei castelli e nei monasteri la sua massima espressione. A oggi sono venticinque i vitigni coltivati ma tra questi sono solo quattro i principi della viticoltura di quest’area: il Barbera e Croatina a bacca rossa, il Malvasia di Candia Aromatica e l’Ortrugo a bacca bianca.

DA NON PERDERE: Piacenza con una visita obbligata a Palazzo Farnese; il piccolo borgo di Grazzano Visconti, con l’incantevole centro storico ricostruito nei primi del ‘900; Castell’Arquato, poetico paese medievale; il Castello di Gropparello, primo parco delle Fiabe d’Italia; Bobbio con l’antichissima abbazia di San Colombano.


Strada dei Vini dei Colli di Scandiano e di Canossa

Tra castelli matildici, ville signorili, borghi storici, case torri e antiche pievi la strada percorre il territorio reggiano seguendo la direttrice che da Montecchio Emilia giunge a Scandiano. Qui, nell’alta pianura reggiana e nella splendida Val d’Enza, il principe della produzione vinicola è senza dubbio il Lambrusco con il suo piacevole gusto frizzante tanto famoso al mondo, a cui si affiancano i vini bianchi dei colli di Scandiano e Canossa.

DA NON PERDERE: Bibbiano, patria del Parmigiano Reggiano; i comuni di Quattro Castella; Canossa con i ruderi del castello e l’indimenticabile panorama sulla Val d’Enza; Albinea con le sue belle ville e il castello.


Strada dei Vini delle Corti Reggiane

Un percorso che si snoda tra la via Emilia e il Po attraversando i territori di quelle che furono le più importanti signorie del Rinascimento, le cui tracce si ritrovano ancora oggi nelle piazze porticate, nei castelli e nei palazzi, oltre che nelle opere artistiche come i dipinti del Correggio o dei maestri di scuola ferrarese o bolognese. Girovagando per le cantine vinicole fanno da padroni il Lambrusco Reggiano DOC, dal colore rosato e dal tipico gusto frizzante e il Bianco di Scandiano, delicato e fresco.

DA NON PERDERE: Reggio Emilia con le sue notevoli testimonianze storiche; Correggio e le sue antiche origini legate alla dominazione longobarda; la rinascimentale Guastalla; il comune di Brescello, patria cinematografica di Don Camillo e Peppone; Poviglio con uno dei più grandi insediamenti protototorici d’Europa.


Strada dei Vini dei Colli di Parma

Incastonato tra l’Appennino e la pedemontana, e tra i fiumi Taro e Ceno, questo territorio racchiude una varietà di paesaggi e di prodotti d’arte culinaria in misura tale da meritarsi il titolo di Food Valley. Un lembo di terra dedito al cibo di qualità e nel quale potrete gustare alcuni dei prodotti culinari più famosi di tutta l’EmiliaRomagna: dal famoso prosciutto al parmigiano reggiano e al culatello di Zibello.
Tra i vitigni storici che si fregiano del titolo di origine controllata “Colli di Parma” spicca la famosissima Malvasia di Candia aromatica, il Sauvignon blanc e, infine, il Rosso Colli di Parma prodotto da uve Barbera e Bonarda.

DA NON PERDERE: Collecchio con la chiesa romanica di San Prospero; il Parco regionale fluviale del Taro, paradiso per gli appassionati di birdwatching; il piccolo comune di Langhirano con il castello di Torrechiara, uno dei più belli e meglio conservati d’Italia e infine Mamiano, frazione del comune di Traversetolo, che ospita la Fondazione Magnani-Rocca con le sue collezioni d’arte.


Strada dei Vini “Città Castelli Ciliegi”

Oltre 250 km attraverso il territorio collinare a sud della Via Emilia, tra le città di Bologna e Modena. Fra la valle del Panaro e quella del Samoggia, un articolato itinerario enogastronomico punteggiato da rocche e castelli e contraddistinto da innumerevoli prodotti tipici come il Parmigiano-Reggiano, l’Aceto balsamico tradizionale di Modena, la Mortadella di Bologna e i rinomati salumi e insaccati modenesi.
Anche la produzione vitivinicola abbonda presentando numerosi vini Doc di pregio, che trovano i loro alfieri nel vivace e rubino Lambrusco Grasparossa modenese e nel Pignoletto, il più tipico dei bianchi bolognesi.

DA NON PERDERE: Castelnuovo Rangone, terra del maiale; il borgo di Spilamberto; Vignola famosa nel mondo per le sue ciliegie; Castelvetro di Modena con le sue antiche vestigia storiche; e ancora Marano sul Panaro, Guiglia, Zocca, Castello di Serravalle, Savignano sul Panaro, Bazzano e Monteveglio.


Strada dei Vini della provincia di Ferrara

Racchiuso tra i fiumi Po e Reno e cinta dal Mar Adriatico, l’itinerario attraversa alcuni dei più suggestivi luoghi legati alla famiglia degli Estensi. Tra canneti, aree boschive e migliaia di uccelli protetti, le terre del Parco del Delta del Po producono i famosi Vini DOC delle Sabbie del Bosco Eliceo le cui origini corrono indietro fino attorno al 1500. L’ambiente umido, le nebbie, l’aria e la vicinanza del mare danno vita a una varietà unica che si traduce nei vini rossi Fortana, Merlot, e nei bianchi Sauvignon e Bianco del Bosco.

DA NON PERDERE: Ferrara con il suo centro storico rinascimentale, Patrimonio Mondiale dell’Umanità; la ricchezza naturalistica del Parco Regionale del Delta del Po, anch’esso patrimonio Unesco; l’antica Comacchio con i suoi sette lidi; l’abbazia di Pomposa, capolavoro d’arte romanica e bizantina.


Strada dei Vini dei Colli di Faenza

Si tratta di uno dei percorsi più suggestivi di tutta l’Emilia Romagna. Un itinerario che si snoda tra storia, arte e cultura inseguendo le tracce del Sangiovese, uno dei più importanti vitigni del nostro Paese. Qualunque appassionato di vino qui si troverebbe a casa propria. Tra i rossi spicca il Romagna Sangiovese Doc così antico da ignorarne l’origine del nome; la Romagna Cagnina Doc, forse di diffusione bizantina; il Bursôn, denominato anche Uva Longanesi per via del nome della famiglia che riscoprì e coltivò questo antico vitigno nell’area di Bagnacavallo; il Centesimino e l’Uva del Tundè.
Tra i bianchi, invece, ritroviamo il Romagna Albana Docg, la cui origine probabilmente romana è avvolta nel mistero; il Romagna Trebbiano DOC con una ricca tradizione alle spalle, il Romagna Pagadebit Doc e la Doc Colli di Faenza.

DA NON PERDERE: Faenza, antica città romana con un centro dalle forme rinascimentali, luogo di produzione ceramiche famose in tutto il mondo; la suggestiva Brisighella, riconosciuta come uno dei borghi più belli d’Italia; Riolo Terme, stretto attorno all’antica rocca rinascimentale; Casola Valsenio, sede del Giardino delle erbe officinali e luogo di salvaguardia dei “frutti dimenticati”.


Strada dei Vini dei Colli di Forlì e di Cesena

Siamo nella patria della Piadina, luogo natio di Pellegrino Artusi e dei famosi Passatelli e Cappelletti in brodo. Un paesaggio che si divide tra colline e piccoli borghi alle spalle della via Emilia; una terra dalla atmosfere autentiche, profondamente legata al buon cibo e al buon vino. Come per la Strada dei Vini dei Colli di Faenza, a far da principi qui sono il Sangiovese e l’Albana accompagnati dal Trebbiano, dalla Cagnina e dal Pagadebit.

DA NON PERDERE: Castrocaro, rinomato centro termale; Terra del Sole, la “città ideale” costruita nel 1564 dai Medici; Predappio, con il suo interessante centro storico con gli interventi architettonici degli anni ’30; Forlimpopoli e la sua rocca tra le meglio conservate della Romagna; Bertinoro “Città del vino” e capitale dell’ospitalità; il borgo medievale di Longiano; e, infine Cesena, città dalle forme malatestiane, dalle mura alla rocca.


Strada dei Vini dei Colli di Rimini

Un percorso suggestivo lungo la valle del Marecchia e del fiume Conca tra sapori, profumi e antiche tradizioni. Una terra costellata da tracce romane e da borghi in gran parte databili tra il Medioevo e il Rinascimento quando la famiglia dei Malatesta controllò incontrastata tutto il territorio. Qui i vigneti rivolgono lo sguardo al mar Adriatico, proponendo una variegata rappresentanza di specie. Tra le uve rosse domina il Sangiovese, utilizzato anche base di uvaggi con il Cabernet Sauvignon e, in misura più limitata, con uve quali il Verucchiese e il Marzabino. Sul lato bianchi, troviamo il Trebbiano Romagnolo, il Biancame e il Rebola cardini della produzione riminese.

DA NON PERDERE: Rimini con il ponte di Tiberio e l’arco di Augusto, il fortificato Castel Sismondo e il Tempio Malatestiano; Santarcangelo di Romagna con la rocca e le grotte; Torriana con il Castello di Montebello; il borgo di Verucchio ai piedi del grande Monte Titano su cui sorge San Marino; la rete di borghi malatestiani della Valconca (Montegridolfo, Montescudo, Mondaino, Montefiore Conca, etc).


…e se volete saperne di più sul vino in Emilia Romagna visitate l’ENOTECA REGIONALE all’interno della Rocca Sforzesca del comune di Dozza!

Autore:

Davide Marino was born archaeologist but ended up doing other things. Rational – but not methodic, slow – but passionate. A young enthusiast with grey hair.

2 commenti

  1. Patricia Frazzi

    Cual es la mejor epoca del año para hacer las rutas y cuanto tiempo lleva?

    1. Elisa Mazzini

      Hola Patricia!
      Las mejores epocas son primavera y fin de verano/comienzo de otoño; el tiempo depende de la cantidad de paradas que haces por pueblos y bodegas 🙂
      Elisa – Staff TER

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