Santarcangelo Sotterranea

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Santarcangelo Sotterranea


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Dicono che l’amore muova il mondo e io, in effetti, per amore mi sono sempre mosso tanto attraverso l’Emilia-Romagna. Mi ricordo, ad esempio, quella volta che per mesi andai a Ferrara tutti i fine settimana: ormai ne conoscevo le strade del centro a memoria, dai vicoli del ghetto alla grande piazza estense; oppure quell’altra volta che una siciliana di stanza a Santarcangelo mi trafisse il cuore. Lei studiava a Rimini e io speravo che trovasse un po’  di tempo per me. Anche lì fu un via vai continuo per la Romagna. Anche lì una “tragedia”.

Di certo, si trattava di viaggi catartici per riflettere su me stesso ma anche percorsi propedeutici alla crescita della conoscenza del territorio in cui vivevo. Dovevo studiare ogni volta nuovi itinerari da proporre, nuove strade da percorrere ma anche, e soprattutto, nuovi luoghi da visitare. Ogni appuntamento equivaleva a 1/2 giornate di studio alle quali si sommava anche l’ansia che tutto andasse bene. Incredibile! Con il senno di poi, oggi mi viene da sorridere, ma a quel tempo – capirete bene – non fu proprio così.

Santarcangelo di Romagna

Santarcangelo di Romagna (RN) | Foto © Gilberto Gibo Urbinati

Ma se le delusioni lasciano il segno, allo stesso tempo veicolano anche nuovi insegnamenti. Trascurando quelli emotivi, che sono personali, con il tempo queste “avventure” hanno ampliato il mio interesse per tutto il territorio della Romagna, facendomi scoprire realtà urbane, culturali e sociali che fino a quel momento non conoscevo tanto bene.
Tra queste la piccola Santarcangelo, la quale – per chi non lo sapesse – nasconde sotto la sua armoniosa bellezza di borgo di provincia, terra di intellettuali e artisti, una storia misteriosa, fatta di cavità, pozzi, cunicoli e gallerie che costituiscono una città parallela a quella visibile.

La piccola collina del Monte Giove, su cui è adagiato il nucleo più antico del borgo con l’imponente Rocca Malatestiana, protegge infatti una districata rete di sotterranei, scavati nell’arenaria e nell’argilla, di dimensioni differenti.
Al mio primo appuntamento non sapevo niente di tutto ciò. Fu al secondo che mi informai meglio: un labirinto di corridoi, stanze e nicchie, anche su più livelli, serpeggiava sotto le fondamenta delle case e i lastricati delle piazze sui quali stavamo camminando. Una sorpresa dal fascino irresistibile!

Grotte di Santarcangelo | Foto by mammaebici

Grotte di Santarcangelo | Foto © mammaebici

Studi in passato ma anche ipotesi odierne hanno sostenuto teorie affascinanti sul loro utilizzo, da luoghi di culto pagano legate al Dio Mitra, all’uso come catacombe durante il periodo paleocristiano fino a romitaggi (luogo d’isolamento) per monaci Basiliani.

L’assenza di indicazioni storico-archeologiche, certo, lasciano spazio alle perplessità e i documenti d’archivio disponibili non aiutano visto che attestano una Santarcangelo sotterranea solo a partire dal 1496, con un successivo incremento – in funzione di deposito (vino e derrate alimentari) – nel corso del ‘700 al pari di altri comuni limitrofi come Rimini, Cattolica, Saludecio e Gradara.
Ciò che invece è risaputo è che, durante il 2° Conflitto Mondiale, furono utilizzati come rifugi dagli oppositori del fascismo e dalla popolazione che voleva riparsi dai bombardamenti in atto.

Grotte Pubblica | Foto T. Mosconi - Archivio Fotografico Comunale

Grotte Pubblica | Foto © T. Mosconi – Archivio Fotografico Comunale

Uno studio recente attesta la presenza di circa 150 grotte, anche se l’effettivo rilievo è stato possibile per soli 130 casi a causa di tamponamenti e crolli. La temperatura interna si aggira attorno 12°/13° costanti, il che li rende luoghi perfetti per la conservazione, soprattutto del vino.
Basta una semplice visita per capire che indicarle come semplici cantine è alquanto riduttivo, visto che le maestranze che le realizzarono dovettero essere altamente qualificate oltre che dotate di raffinata cultura. S’incontrano così ambienti a volta, sale circolari o poligonali e gallerie a pettine su cui si aprono nicchie un tempo destinate anche alle botti di Sangiovese.


Trascorrere qualche ora all’interno di questi ipogei è un’occasione davvero unica per comprendere lo spirito più autentico di questa terra. Molte di queste sono ancora visitabili grazie a un tour gestito dall’ufficio IAT | Proloco di Santarcangelo che, durante l’anno, accompagna gruppi di visitatori alla scoperta della Grotta Monumentale di via Ruggeri. Esistono anche percorsi privati come quello degli ipogei Stacchini e Teodorani in Piazza delle Monache.

Chiunque si trovi a visitare Santarcangelo deve pertanto, come facemmo io e quella ragazza siciliana tanto amata, seguire un tour tra le gallerie sotterranee per comprenderne al meglio il passato misterioso di questa bellissima città, ancora oggidopo secoli, in bilico tra sogno e realtà.

Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

Un commento

  1. Andrea

    Affascinato da tutte le bellezze della nostra terra, se poi è condito da un po’di mistero la cosa si fa estremamente accattivante. Un saluto a tutti, e spero di venire da quelle parti dopo l’ appuntamento di Prato sotterranea del 30 settembre. Andrea

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