[Emilia Romagna Città d’Arte] Faenza in 3 minuti

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[Emilia Romagna Città d’Arte] Faenza in 3 minuti


Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Le città di Lamone e di Santerno
conduce il lïoncel dal nido bianco,
che muta parte da la state al verno.
Dante Alighieri (Inferno, Canto XXVII)

Faenza | Foto di Pedro, via Flickr

Faenza | Foto di Pedro, via Flickr

Tagliata in due dalla Via Emilia e attraversata dal fiume Lamone, Faenza è una città d’arte dall’antico cuore romano ma dall’aspetto spiccatamente rinascimentale che non sdegna di mostrare, qua e là, sul suo tessuto urbano, chiari richiami allo splendore del barocco e all’eleganza borghese del liberty.

Pur essendo un piccolo centro urbano della Romagna, posto sul grande asse della via Emilia (oggi corsi Mazzini e Saffi), il suo nome è celebre oltre i confini d’Italia per la produzione della nota ceramica. Una tradizione artistica e artigianale iniziata nel Rinascimento ma che da oltre cinque secoli dà vita a oggetti unici realizzati nelle botteghe locali. Non è un caso, del resto, che in gran parte del globo la maiolica si indichi con il termine di “faïence” e proprio qui si trovi, all’interno del MIC – Il Museo Internazionale delle Ceramiche, la più estesa raccolta tipologica al mondo dedicata alla ceramica.

In questa città il trascorrere del tempo ha lasciato in eredità ai suoi cittadini tesori artistici e architettonici che ancora oggi possono essere ammirati, passeggiando lungo le strade ortogonali del centro storico di tradizione romana. Le facciate neoclassiche dei palazzi Conti, Zanelli, Gessi, e ancora Casa Morri, casa Matteucci e casa Pianipasi abbelliscono lo sguardo mentre si raggiunge a passi lenti la scenografica Piazza del Popolo che, insieme all’adiacente Piazza della Libertà, costituiscono da sempre il centro civile, religioso e sociale della città.

La prima, racchiusa tra due eleganti porticati, accoglie dirimpettai il Palazzo del Podestà e il Palazzo Comunale, antica residenza dei Manfredi signori della città nel 1300; la seconda, invece, è sede del potere religioso con l’imponente cattedrale rinascimentale intitola a San Pietro Apostolo. Nel mezzo, tra le due, la barocca fontana monumentale in pietra d’Istria e bronzo e la torre civica dell’Orologio, simboli indiscussi dal XVII secolo.

MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche | Foto by ravenna24ore.it

MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche | Foto by ravenna24ore.it

La fama artistica goduta in passato rende ancora oggi Faenza un centro dinamico e ricco di iniziative dal punto di vista culturale: dai tradizionali Nott de Bisò e Palio del Niballo che coinvolgono i cinque rioni storici, fino ad arrivare al Wam, al MEI e agli eventi legati alla ceramica con i Mondiali Tornianti e la mostra-mercato Argilà, e da ultimo le iniziative dal collettivo Distretto A con le loro incursioni creative nel cuore della città.

Qui, come in tutta la Romagna, poi la buona cucina rende ogni visita più dolce. E dopo un aperitivo o una cena in una delle osterie del centro, la serata può sempre prendere strade differenti: a capofitto nella cultura sui palchi dello storico teatro Masini; a rimirar lo schermo di uno dei tradizionali cinema che, a dispetto di tutte le mode, continuano a far sognare genti di tutte le età; in festa in una dei tanti locali della città travolti da musica, risate e buona compagnia.


I MUSEI

Oltre a un giro tra le oltre 50 botteghe artigianali e un tour di qualche ora (ma forse non bastano!) tra le sale nel già citato MIC, tra gli spazi culturali della città merita sicuramente una visita il Museo Carlo Zauli, realizzato in onore di uno dei maggiori scultori ceramisti del ‘900 che, partendo dalle opere di quest’ultimo, strizza l’occhio all’arte contemporanea nel suo complesso.

Palazzo Milzetti | Foto di Felice Giani, via Wikipedia

Palazzo Milzetti | Foto di Felice Giani, via Wikipedia

Attraversato il centro, è d’obbligo un passaggio alla pinacoteca comunale ma soprattutto un percorso guidato tra le sale affrescate di Palazzo Milzetti, sede del Muso Nazionale dell’Età Neoclassica in Romagna: pitture policrome a tema mitologico e stucchi incredibili ne abbelliscono le pareti e i soffitti, rendendo pregevole la scoperta dal vivo di una dimora patrizia nel XVIII secolo.

Poco fuori, infine, da non perdere la bellezza naturale di Parco Bucci, polmone verde della città, e in direzione diametralmente opposta, al di là del fiume Lamone, la piccola chiesa della Commenda, risalente al XII secolo.


FUORI DALLA CITTÀ

Sullo sfondo dell’appennino tosco-romagnolo la bellezza di Faenza risiede nell’armonia del suo territorio e nella pace agreste della ricca campagna. Le vicine località (Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme, Castel Bolognese e Solarolo) custodiscono ciascuna tesori artistici ed enogastronomici che meritano più di una visita nel corso dell’anno.
L’Adriatico è poco lontano e la Toscana molto più vicina di quanto si pensi.

Foto di Vanni Lazzari | Fonte Wiki Love Monuments 2016

Foto di Vanni Lazzari | Fonte Wiki Love Monuments 2016


COME ARRIVARE A FAENZA

IN AEREO

L’Aeroporto Internazionale di Bologna “Guglielmo Marconi” si trova a circa 60 km d’autostrada da Faenza ed è raggiungibile in 45 minuti. Nella direzione opposta, a 74 km, si trova invece l’Aeroporto Internazionale “Federico Fellini”

IN AUTO

Si raggiunge con l’autostrada A14 Bologna-Ancona, in cui confluiscono l’A1 del Sole, l’A21 Torino-Piacenza, l’A22 del Brennero (www.autostrade.it) e l’E45 che, attraversando l’Appennino, collega la Romagna con l’Italia centrale. Da non dimenticare, poi, la panoramica Strada statale 302 Brisighellese Ravennate che solcando l’appennino tosco-romagnolo collega Firenze a Russi

IN TRENO

Posta sulla direttrice Milano-Bari, la stazione di Faenza è collegata alle principali città italiane: www.trenitalia.it. Inoltre, grazie alla storica linea “Faentina” è possibile raggiungere Firenze attraverso un suggestivo percorso collinare.


Per maggiori info: www.prolocofaenza.it
Se si vuole conoscere la storia di Faenza in modo curioso e approfondito: Pagina Facebook | Torre dell’Orologio

Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

2 commenti

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