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L’Emilia nel piatto: 5 cibi a cui non rinunciare

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L’Emilia nel piatto: 5 cibi a cui non rinunciare


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Come la Romagna, anche l’Emilia ha 5 piatti assolutamente da non perdere per chi si trova in queste terre.
Il loro tocco segreto è la semplicità e la qualità dei prodotti utilizzati, che spesso sono detentori delle più importanti certificazioni di qualità, quali DOP e IGP.


Coppa Piacentina

Un pezzo forte dell’Emilia sono i suoi salumi, a partire dal famosissimo Prosciutto di Parma, ma non solo. La zona di Piacenza è infatti culla della coppa piacentina.

Le prime testimonianze di questo prodotto risalgono addirittura all’epoca romana e ci raccontano di come veniva lavorata la carne di maiale, tramandandoci anche le dosi e le spezie utilizzate per la loro produzione.

La coppa era considerata uno dei salumi più pregiati, spesso destinato ad essere consumato nel corso delle ricorrenze più importanti o utilizzato come dono di un certo pregio.

Le testimonianze di questo insaccato con il nome di “coppa” risalgono invece al 1800 e provengono in particolare dalle zone tra la Val Nure e la Val Trebbia, ovviamente in provincia di Piacenza.
Dal 1996 la coppa piacentina gode anche della certificazione DOP.

Gnocco fritto

Lo gnocco fritto è uno dei piatti più diffusi in tutta l’Emilia tanto che, a seconda della zona, gli viene attribuito un nome differente:”gnocco fritto” nelle province di Modena e Reggio Emilia, “torta fritta” a Parma, “chisulèn” a Piacenza e “crescentina” a Bologna.

Grazie alla semplicità e velocità di preparazione (e di consumo!), lo gnocco fritto può essere considerato il precursore del moderno street-food.

Gnocco fritto

Le sue origini arrivano dalla cultura culinaria longobarda, che è stata poi tramandata, durante la loro dominazione, agli emiliani.
Fino al 1900 lo gnocco fritto era il principale alimento per la colazione dei contadini durante il periodo invernale, quando venivano uccisi i maiali e vi era quindi disponibilità di strutto, ingrediente fondamentale per l’impasto e la cottura dello gnocco.

Oggi è invece per lo più gustato in abbinamento ad affettati e formaggi nostrani.
La zona di Reggio Emilia e Modena è senz’altro il luogo perfetto in cui fermarsi a metà giornata per uno spuntino, rigorosamente accompagnato da un bicchiere di Lambrusco.

Tortellini

Quando si parla della cucina Emiliana, e in particolare di piatti tipici bolognesi, poi è impossibile non menzionare i tortellini. Conosciuti ormai in tutto il mondo, questi scrigni di sapore sono in grado di mettere praticamente tutti d’accordo!

Il tortellino ha una storia piuttosto antica, le cui origini non sono chiare e che spesso si confondono con la leggenda (ve la raccontiamo qui).
Parimenti, ciascuna nonna emiliana ha la sue personale ricetta, che conserva e tramanda di generazione in generazione; solo una però è quella depositata dalla Dotta Confraternita del Tortellino presso la Camera di Commercio di Bologna.

Se avete tempo, vi consigliamo di provarli più di una volta, per apprezzare al meglio le sfumature di sapore tra ricette differenti e trovare la vostra preferita.
Su una cosa però dobbiamo essere intransigenti: anche se oggi giorno si possono trovare con stravaganti abbinamenti e salse, non dimenticate che i tortellini – secondo tradizione – vanno consumati esclusivamente in brodo!

Tortelli di erbette

Spostandosi verso Parma, cuore della FoodValley, numerosi sono i piatti della tradizione che meritano menzione e uno di questi è senza dubbio il tortello di erbette.
Si tratta di una pasta fresca ripiena con un composto di spinaci, bietole verdi, formaggio e ricotta, condito con burro fuso e una abbondante spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato.

Questa ricetta, che profuma di casa e di tradizione, è nata probabilmente dalla necessità di abbinare tra loro i pochi semplici prodotti che un tempo offriva l’ambiente contadino, ma rimane tutt’oggi uno dei piatti più amati nelle domeniche in famiglia.

I tortelli di erbette sono diffusi anche nelle province di Reggio Emilia e Modena, ma solo quelli della provincia di Parma sono stati riconosciuti “prodotto tipico della regione Emilia-Romagna” e inseriti nell’apposito elenco dal Ministero per le Politiche Agricole.
Quindi se siete di passaggio per Parma non dimenticate di assaggiarli!

Aceto Balsamico di Modena

Per gli appassionati di Balsamico Tradizionale una tappa obbligatoria è senza dubbio Modena, nota nel mondo – oltre che per le note case automobilistiche che qui affondano le proprie radici – anche per il suo aceto, così pregiato da aver ottenuto i riconoscimenti di DOP e IGP.

Se volete scoprire tutto di questo prezioso “oro nero”, scoprite la nostra rubrica I Racconti del Balsamico, divisa in quattro capitoli:

Autore:

Un commento

  1. Angela

    Sono perfettamente d’accordo!Aggiungiamo il Parmigiano,l’Erbazzone,lo Gnocco allo strutto,il Crudo di Parma e la Rosa di Parma…..ma potrei continuare ancora!

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