Cosa mangiare a Reggio Emilia

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Cosa mangiare a Reggio Emilia


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Turisti o viaggiatori, se passate da Reggio Emilia vi “toccherà” sperimentare la sua cucina, semplice e naturale, tramandata da una generazione all’altra, che siamo certi, vi sorprenderà!
Preparatevi, esploratori del gusto, ad assaggiare ottimi cibi, a base per lo più di prodotti animali e della terra, di questa “cucina povera”, nata dall’esigenza di sostituire ingredienti costosi e raffinati. Tutti i piatti, dai più umili ai più ricercati, sono insaporiti e accompagnati da Parmigiano Reggiano, la cui origine si fa discendere addirittura ai tempi dei Romani.


Erbazzone e Scarpasot

Si narra che la diffusione di questo cibo risalga al periodo medievale: di certo la ricetta di questa torta salata di pasta sfoglia farcita con un ripieno molto saporito di verdure e formaggio (con l’aggiunta di riso se preparato in montagna), è rimasta invariata nel tempo.
La differenza con lo Scarpasot di Correggio sta nell’assenza della pasta. Le versioni tradizionali prevedevano la frittura nello strutto di maiale, fino a farlo diventare molto scuro e con una consistenza croccante ora sostituita con alcuni pezzetti di lardo e di strutto di maiale sopra la pasta.

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Scaglie di Parmigiano Reggiano con gocce di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia

Aperitivo semplice ma gustoso per due prodotti DOP che fanno parte dell’eccellenza gastronomica della Food Valley.

Chizze

Specialità probabilmente derivata dall’influsso della comunità ebraica, sono fatte con la pasta del gnocco fritto, ripiegata a tortello e farcita con scaglie di Parmigiano Reggiano. Gustose servite calde (quando il formaggio è filato) sono buone anche fredde.

Ciccioli

Alimento ipercalorico che, nella tradizione contadina, rappresentava un ottimo pasto, in unione alla polenta, ora è servito in aperitivi ed antipasti. Sbriciolati rendono più gustose focacce, pane e polenta.


Cappelletti reggiani

E’ il primo piatto di cui i reggiani vanno fieri, la cui ricetta varia leggermente anche a seconda della famiglia e della località (montagna, bassa reggiana e capoluogo), così come le dimensioni che tendono ad aumentare scendendo verso la bassa. Da gustare in brodo (il top serviti direttamente nella forma di Parmigiano), ma anche al ragù o con la panna, si narra che la sua origine sia legata, come per il tortellino bolognese all’ombelico di Venere. All’origine del nome invece la parola “cappello” dal momento che la forma ricorda sia il copricapo medievale sia la mitria dei granatieri.

Tortelli verdi

Tipica pasta emiliana con ripieno di spinaci e bietole verdi in abbinamento con formaggio e ricotta. A seconda delle tradizioni familiari e locali, utilizzate anche altre verdure come ortiche, verza, catalogna e radicchio. Insieme ai tortelli di zucca, si preparano tradizionalmente per la cena della vigilia di Natale e per la Notte di San Giovanni, il 24 giugno.

Pasta rasa

Servita rigorosamente in brodo, si tratta di un impasto sodo di uova, Parmigiano Reggiano e pan grattato grattugiato su una grattugia da formaggio direttamente nel brodo. Visto che l’impasto dura qualche giorno può diventare un originale souvenir gastronomico.


Arrosto ripieno alla reggiana

Ricetta semplice ed economica per questo gustoso secondo con ripieno di frittata, pancetta e spinaci.

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Bollito misto

Per gli amanti del genere da provare il carrello dei bolliti con zampetto, cotechino, zampone accompagnati dalla salsa verde.

Coniglio alla reggiana

Un saporito arrosto in casseruola (meglio se di coccio) per questo secondo tradizionale insaporito con cipolle, vino bianco e concentrato di pomodoro.


Torta di riso

Diffusa grazie alle “mondine”, le giovani contadine che nei primi anni del 1900, durante la raccolta del riso, si trasferivano nelle piantagioni vercellesi, è un dolce tradizionale ad altissimo contenuto nutritivo. Se di vostro gradimento, non disperate, anche i più impegnati potranno sperimentarlo a casa visto che ha il vantaggio di potere essere cucinato in breve tempo.

Sugo d’uva

Origine contadina anche per questo raffinato dessert che una volta era preparato nel periodo della vendemmia dell’uva Ancellotta del reggiano. Ha l’aspetto di una marmellata densa o di un budino. Per la realizzazione serve mosto e farina di frumento che mescolati e fatti bollire raggiungono la giusta consistenza densa e gommosa.

Zabaglione

Conosciuto un po’ in tutta Italia, non tutti sanno che fu inventato casualmente nel 1560 quando le truppe francesi, comandate da un certo “Giovanni di Buglione”, occupavano Scandiano.  Una sera venne ordinato ai soldati di cercare un po’ di cibo nelle campagne limitrofe: quello che riuscirono a recuperare dalla povera gente fu solo uova, farina e vino bianco. Il brodo caldo e denso, risultato della mescolanza degli ingredienti cotti sul fuoco cancellò la stanchezza dando vita al “buillon de Jan” che presto divenne “Janbujon” fino ad arrivare a “Zabaglione”, derivazione italiana dell’antica invenzione scandianese. Volendo si può accompagnare con i savoiardi, altro prodotto tipico.

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Fonti:
Comune Reggio nell’Emilia
Provincia di Reggio nell’Emilia
Wikipedia

Autore:

Sangue siculo – abruzzese, nata e cresciuta a Firenze, emiliano romagnola di adozione. Montanara inside da sempre, da poco ha scoperto la sua passione anche per il mare…

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