Riti e tradizioni di Pasqua dell’Emilia-Romagna
Arte e Cultura

Riti e tradizioni di Pasqua dell’Emilia-Romagna

di /// Agosto 31, 2021 /// Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Arte e Cultura

Interesse
Arte e Cultura

SHARE

Arte e Cultura

Interesse
Arte e Cultura

SHARE

Nonostante il periodo particolare, possiamo rendere speciale questa Pasqua 2021 con alcune idee da mettere in pratica in queste giornate casalinghe. Ecco i riti più belli e le tradizioni dell’Emilia-Romagna che ognuno di noi può adottare a casa propria.
Si va dall’ornare la casa di giallo, alla preparazione della pagnotta pasquale, dalle uova colorate, al cucinare il pesce azzurro dell’Adriatico, fino a mandare versi di Dante alle persone del cuore.

Ornare la casa con i narcisi

Il fiore simbolo di Pasqua è il narciso. Con il suo colore giallo rappresenta la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, piena di sole e di gioia.
A Pasqua è buon auspicio decorare la casa con fiori di narciso o con tanti nastri gialli.

Il narciso selvatico fiorisce proprio in queste settimane nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Un colpo d’occhio emozionante è la fioritura di narcisi che ricopre le vallate e i prati del Parco, mentre si risveglia fra torrenti, mulini, soffici boschi pieni di germogli e di fiori.

Mangiare pesce azzurro dell’Adriatico il Venerdì Santo

Venerdì Santo, si sa, si mangia di magro, in altre parole niente carne.
Allora è l’occasione giusta per gustare il buon pesce azzurro dell’Adriatico.

Il pesce pescato nei 110 km delle provincie costiere che vanno dai lidi ferraresi a Cattolica.
Segni particolari: qualità eccellente e, in molti casi, convenienza.
Saraghi, suri, sarde, sgombri che si possono anche marinare nel succo di arancia e semi di finocchio prima della cottura.
Non tutti forse sanno poi che i paganelli migliori si consumano da marzo a giugno. O che la mazzola è molto buona nel suo brodo che, a sua volta, è perfetto per i passatelli romagnoli.

Passeggiate di Pasquetta

La passeggiata di Pasquetta è un’antica tradizione in Emilia-Romagna.
Quest’anno, in zona rossa, si cammina individualmente nel verde del proprio comune, arrivando al massimo (a piedi o in bicicletta) in quello confinante.

Una delle più tradizionali e famose passeggiate di Pasquetta è quella dei Bregoli un sentiero immerso nel verde che dal Parco Talon di Casalecchio di Reno (dove c’è la Chiusa dichiarata “Patrimonio messaggero di una cultura di pace” dall’Unesco) conduce fino al Santuario di San Luca a Bologna.

Decorare le uova da gustare a colazione a Pasqua

Lungo la millenaria Via Emilia, da Piacenza a Rimini, è sempre viva la consuetudine di far benedire le uova sode e consumarle a colazione la mattina di Pasqua.

Se ci sono bambini in famiglia, ci si diverte a decorarle con colori naturali e con accorgimenti molto semplici e casalinghi: si strofinano delle cipolle rosse per ottenere uova rosse, polvere di zafferano per uova arancioni, spinaci per uova verdi, caffè, tè o semi di cumino macinati per uova marroni, curcuma per uova gialle…e così via.

Inviare terzine di Dante

Mandare poesie in forma anonima alle persone del cuore è un’usanza di Pasqua diffusa soprattutto nel Nord Europa. La tradizione stabilisce che il destinatario debba indovinare chi sia il mittente

Quest’anno, nella ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri (1321-2021), c’è già chi ha adottato l’idea di scegliere una terzina della Divina Commedia e spedirla – anche via whatsapp – alle persone amate. Non sarà anonima, ma sarà una bella sorpresa.

Preparare la pagnotta romagnola

È una tradizione molto antica quella della pagnotta romagnola, da consumare tutti insieme la mattina di Pasqua insieme a delle uova benedette, salame e vino Sangiovese chiacchierando e facendosi gli auguri.

La pagnotta romagnola ha una bella forma a cupola e un’incisione a croce sulla sommità in segno di devozione. Si consuma in tutta la Romagna, ma l’origine è di Sarsina, un antichissimo borgo (qui è nato il Plauto, il commediografo latino nel 255 avanti Cristo) fra i boschi dell’Appennino Forlivese.
Siamo nella zona del grande Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna.

Pagnotta romagnola Ph @profumodilimoni

Pagnotta romagnola Ph @profumodilimoni

Per chi vuole provare a prepararla, ecco la ricetta.

Ingredienti per una pagnotta Pasquale di 1,7 kg

Per la pasta lievitata
200 g. di lievito madre rinfrescato
250 g di farina
150 g. di farina manitoba
220 g di acqua

Per l’impasto
Pasta lievitata
200 g di farina tipo 1
200 g di farina manitoba
110 g. di zucchero semolato
10 g. di malto
100 g. di latte fresco
3 uova
80 g. di burro
scorza grattugiata di 1 limone
semi di 1 bacca di vaniglia
1 cucchiaino di sale
200 g. di uvetta sultanina

Per spennellare
1 tuorlo
2 cucchiai di latte

Si comincia con la pasta lievitata.
In una ciotola inserire il lievito madre rinfrescato 4 ore circa precedentemente, aggiungere i 2 tipi di farina, l’acqua e impastare fino ad ottenere un panetto omogeneo.
Con un coltellino incidere una croce sulla superficie del panetto, dopodiché si copre con la pellicola e si lascia lievitare tutta la notte fino al suo raddoppio. Si può lasciare nel forno spento con la lucina accesa.

Dopo la prima notte: l’impasto.
Il mattino dopo si mette la pasta lievitata in una ciotola insieme alle farine, allo zucchero, al malto e al latte. Impastare ed aggiungere uno alla volta le uova fino a farle ben incorporare all’impasto.
Aggiungere la scorza grattugiata del limone, i semi di vaniglia, il sale e il burro a pezzetti, a temperatura ambiente. Impastare fino ad ottenere un impasto liscio, omogeneo.
Lasciarlo lievitare coperto con una pellicola o uno strofinaccio in forno spento con lucetta accesa per 6-7 ore (fino a che non è raddoppiato di volume).

Dopo 7 ore.
Mettere l’impasto su una spianatoia infarinata, e sgonfiarlo un pochino facendo delle pieghe.
Aggiungere l’uvetta sultanina dopo averla lavata, ammollata per 10 minuti in acqua tiepida e asciugata.
A questo punto adagiare la pagnotta su una teglia foderata con carta forno, incidere la superficie con un taglierino e lasciare nuovamente lievitare la pagnotta per altre 2 o 3 ore coperta con una ciotola, dovrà raddoppiare di volume.

Dopo altre 3 ore.
Sbattere un tuorlo con il latte e con questa miscela spennellare la superficie della pagnotta.
Infornare a 180° 15 minuti poi abbassare la temperatura a 170° per altri 35 minuti.

Dopo 35 minuti.
Sfornare la pagnotta, fare raffreddare su una gratella e finalmente servire.

Autore

Daniela Camboni

Giornalista e mamma.
Ho preso a scrivere a 6 anni, non mi sono più fermata. Ottimista. Traveller.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *