Il Parco delle Foreste Casentinesi e del Monte Falterona e Campigna

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Il Parco delle Foreste Casentinesi e del Monte Falterona e Campigna


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Il Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è un parco nazionale istituito nel 1993 ed situato sull’Appennino tosco-romagnolo, a cavallo delle  province di Forlì-Cesena, di Arezzo e di Firenze.
Il 7 luglio scorso a Cracovia la Commissione UNESCO ha inserito la Riserva naturale Sasso Fratino e le faggete vetuste ricomprese nel perimetro del Parco, nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità all’interno del sito seriale Foreste primordiali dei Carpazi e altre Regioni d’Europa.

La storia del territorio del Parco delle Foreste Casentinesi comincia con le popolazioni Etrusche, che attraversavano questo lembo di terra per collegare la parte dell’Etruria vera e propria con i possedimenti padani. Un vero e proprio passaggio tra due porzioni del territorio Etrusco sancito anche dalla presenza del “Lago degli Idoli”, luogo dove questo antico popolo italico aveva deciso di venerare le proprie divinità.
In epoca medievale le valli e le montagne di questo lembo di Appennino diventano crocevia delle Vie percorse dai pellegrini provenienti dal Nord ed Est Europa, mentre in epoca Rinascimentale il territorio passò sotto il dominio della Signora di Firenze che lo amministrò tramite l’Opera Laica del Duomo di Firenze, un ente laico che gestiva queste Foreste e che utilizzò questo legname per la costruzione sia dei vari edifici tra cui la Cupola del Brunelleschi sia impiegò gli enormi abeti per costruire gli alberi maestri delle flotte navali di Pisa e Livorno.
Da un punto di vista naturale il territorio interessato dalle Foreste Casetinesi si è conservato intatto fino ad oggi grazie anche e soprattutto agli insediamenti monastici di San Romualdo e Camaldoli fondati nel 1212 e di San Francesco d’Assisi a La Verna nel 1213.
Durante i secoli il Parco delle Foreste Casentinesi ha colpito e suggestionato nei secoli santi, artisti, scrittori e artisti di ogni genere. Tra i più illustri visitatori che il parco annovera c’è il sommo poeta e scrittore Dante Alighieri, il quale rimase particolarmente colpito dalla cascata dell’Acquacheta che celebrò in un canto dell’Inferno. In epoca moderna Dino Campana, una voce originale nella poesia del ‘900, ha raccontato nei «Canti orfici» il suo viaggio a piedi da Marradi a La Verna.


Cosa Fare

Primavera

Indubbiamente la migliore stagione per vivere il Parco. Le escursioni, gli eventi, i workshop del programma “La Natura per migliorare la vita” rappresentano le attività primaverili dedicate al tema della biodiversità e alla cultura scientifica. Come ogni anno, dopo un lungo e rigido inverno le foreste primordiali del Parco si risvegliano con tutta l’energia vitale espressa dall’intenso verde delle foglie dei faggi e dallo zampillare e scrosciare delle sorgenti e dei torrenti montani. Impossibile resistere: camminare, pedalare o solo respirare in questa natura in continua trasformazione è un’esperienza che consigliamo di non perdere.

Estate

L’estate è la stagione delle del sole, delle passeggiate all’aria aperta e delle giornate infinite. Il Parco delle Foreste Cesentinesi è un vasto ambiente che soprattutto nella bella stagione offre la possibilità di effettuare lunghe escursioni piedi , in MTB, a cavallo o con gli asini. Tra le tante attività da svolgere nella bella stagione è possibile inoltre anche effettuare gite in battello sul lago di Ridracoli. Non c’è niente di meglio che stare all’aria aperta dentro ad antiche foreste, godendo del particolare clima che queste zone offrono soprattutto nella stagione estiva.

Autunno

L’autunno è la stagione dei colori e dei profumi nel Parco delle Foreste Casentinesi: dai colori accesi della foresta di fine ottobre, all’emozionante bramito del cervo di fine settembre, alla ricchezza dei sapori dei prodotti del sottobosco e della tradizione gastronomica della montagna tosco-romagnola. Da settembre in poi ogni giorno è come un grande caleidoscopio, colori e odori della natura in attesa delle gelo e delle nevi invernali.

Inverno

Le cime innevate, il gelido clima, il sole sopra le nebbie della pianura, gli orizzonti infiniti che, nelle giornate più limpide, spaziano dai due mari all’arco alpino e ai massicci calcarei dell’Appennino centrale, le notti illuminate dal chiarore della luna riflessa sulla neve. E poi le ciaspolate, le escursioni e tutte le altre attività. L’inverno non è più la stagione dell’attesa, ma una stagione attesa per vivere nel Parco emozioni intense, quando la maggior parte degli animali son in letargo e la natura attende con ansia il ritorno alla vita primaverile.

 

  • Combattimento daini – Ph. G. Giacomini via Parco delle Foreste Casentinesi

  • Santuario della Verna – Ph. Giordano Giacomini via Parco delle Foreste Casentinesi

  • Osteria del Terrore Valle di Ridracoli – Ph. Franco Locatelli

  • Volpe, Vulpes vulpes – Ph. Roberto Sauli via Parco delle Foreste Casentinesi

  • Autunno nel Parco – Ph. Giordano Giacomini via Parco Foreste Casentinesi

  • Orma di Lupo, Canis lupus – Ph. Graziano Capaccioli via Parco delle Foreste Casentinesi

  • Parco Nazionale Foreste Casentinesi – Ph. F. Liverani via Parco delle Foreste Casentinesi

  • Cascate dell’Acquacheta – Ph. Francesco Del Vecchio via Parco delle Foreste Casentinesi


3 Luoghi del Cuore

  • Le Cascate dell’Acquacheta | L’Acquacheta è il più importante affluente del Montone e prima di raggiungere S.Benedetto in Alpe compie un salto di oltre 70 metri nell’omonima cascata. La cascata, descritta da Dante nel XVI canto dell’Inferno, si raggiunge solo attraverso una escursione di un paio d’ore che risale la valle raggiungendo, appena a monte della cascata, la suggestiva Piana dei Romiti con i ruderi dell’antico borgo.
  • Il Lago degli Idoli | Il Lago degli Idoli è il più importante sito archeologico casentinese, in cui è stata raccolta una delle più cospicue testimonianze del culto del mondo etrusco. Situato in località Ciliegeta (1380 m s.l.m), a sud della cima del Monte Falterona e a poche centinaia di metri dalla sorgente Capo D’Arno, risulta geograficamente il punto centrale di raccordo tra l’Appennino Toscano e quello Emiliano. Nel VI secolo a.C. gli Etruschi consideravano sacro il Monte Falterona e pertanto gettavano le loro offerte nel lago di Ciliegeta, vicino alle sorgenti del fiume Arno. Sono stati ritrovati, dal 1838 fino ad oggi, numerosi reperti etruschi, alcuni dei quali sono conservati al British Museum di Londra e al Louvre di Parigi.
  • La Verna | Nel maggio del 1213 il conte Orlando Cattani di Chiusi in Casentino fece dono a San Francesco del Monte della Verna. È l’inizio della storia di uno dei luoghi più profondamente intrisi di misticismo dell’Occidente. La rupe calcarea culminante nel Monte Penna si alza bruscamente dal letto di argille su cui galleggia: lo scoglio roccioso emerge, ed è ricoperto, dalla foresta, conservata nella sua ricchissima varietà da quasi otto secoli di gestione francescana che vedeva il bosco come parte del creato attraverso cui si manifestava l’opera di Dio, e come tale da rispettare e venerare. Ma il Santuario di La Verna è anche un luogo profondamente intriso di spiritualità religiosa, qui infatti San Francesco ricevette le Stimmate durante la Quaresima del 1224 e sempre qui il santo di origine umbra ebbe modo di contemplare quella profonda unione tra uomo e creato naturale che sarà poi un tratto distintivo della sua predicazione.

Escursioni consigliate

Il Parco delle Foreste Casentinesi può essere esplorato in molti modi differenti: dalle normali escursioni a piedi alla Mountain Bike, dai lunghi cammini spirituali ai trekking di più giorni lungo i crinali appenninici. Per tutti gli amanti delle escursioni lunghe e impegnative consigliamo di consultare la mappa interattiva sul sito ufficiale del Parco delle Foreste Casentinesi, di acquistare la Carta dei sentieri del Parco, scaricare l’APP oppure di scegliere tra le tante indicazioni disponibili sui tracciati dei sentieri.
Nel territorio del Parco sono stati poi allestiti nove Sentieri Natura, di agevole percorrenza, lungo i quali sono dislocati alcuni punti di osservazione prestabiliti, segnalati da appositi picchetti numerati e dove è possibile, in modo “autoguidato”, conoscere e riconoscere emergenze territoriali. Tra questi segnaliamo l’escursione tra le Faggete di Badia Prataglia che risale la piccola e incantevole valle del torrente Archiano d’Isola rivestita da uno spettacolare bosco di faggio in direzione dell’Eremo di Camaldoli. Vi è poi la passeggiata all’Eremo di Camaldoli, forse il luogo più famoso del Parco per l’elevato valore naturale, il sentiero è una piccola introduzione alla botanica, e spirituale della foresta e del millenario insediamento monastico. Da non perdere infine il sentiero natura dedicato all’Abete Bianco il cui percorso si svolge all’interno di una delle più belle e meglio conservate abetine del Parco, bosco d’impianto artificiale e d’aspetto cupo e maestoso, al cui interno sono ospitate specie floristiche di notevole importanza scientifica.


Centri Visita

Il Parco delle Foreste Casentinesi, proprio per l’antichità e la complessità dell’ambiente che preserva, comprende ben 15 differenti Centri Visita dislocati lungo tutto il territorio e con temi e approfondimenti differenti a seconda degli ambienti. Si va dal centro visita dedicato alla Geologia ed il Termalismo di Bagno di Romagna a quello dedicato alla Fauna appenninica di Premilcuore, passando dai molti giardini botanici allestiti all’interno del territorio del Parco.


Come arrivare

In Auto

Da Firenze |  dopo Pontassieve, si devia per la SR 70 e si raggiungono i Comuni di Pratovecchio Stia, Poppi e Bibbiena.
Da Arezzo | Per la SR 71, si raggiungono i Comuni di Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia; da Bibbiena, con la SP 208, si raggiunge il Comune di Chiusi della Verna.
Da Faenza | Risalendo la valle del Tramazzo si raggiunge il Comune di Tredozio.
Da Forlì |  Risalendo le valli del Montone (SS 67), del Rabbi (SP 3) e del Bidente (SP 4), si raggiungono rispettivamente i Comuni di Portico-San Benedetto, Premilcuore e Santa Sofia.
Da Cesena | risalendo la valle del Savio con la E45, si raggiunge il Comune di Bagno di Romagna.

In Treno

In Toscana il Parco è raggiungibile in treno dalle stazioni: Bibbiena, Poppi, Pratovecchio e Stia nel versante Casentinese e dalla Stazione di Pontassieve e Contea-Londa nel versante Mugellano.
In Romagna il Parco è raggiungibile in treno dalle stazioni: Faenza, Forlì e Cesena;
Per gli orari consultare il sito di Trenitalia

In Bus

Per il versante romagnolo  consultare il sito di  START Romagna
Per il versante casentinese consultare il sito di Etruria Mobilità
Per il versante fiorentino consultare il sito di Autolinee Mugello Valdisieve

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web