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A piedi e in bici lungo il Cammino di Dante

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A piedi e in bici lungo il Cammino di Dante


Tempo stimato di lettura: 11 minuti

Molte grandi storie sono il risultato di grandi viaggi – reali o immaginari, fisici o metafisici, come le peregrinazioni di Dante attraverso l’Aldilà, narrate nella Divina Commedia.

Molti di noi hanno passato gli anni delle superiori leggendo delle avventure di Dante e Virgilio nei circoli dell’Inferno, tra demoni e anime dannate; del loro viaggio attraverso le sette cornici della montagna del Purgatorio, e infine fino al Paradiso insieme alla sua amata Beatrice, fino a raggiungere la sua visione finale – l’amor che move il sole e l’altre stelle.

Dante è stato anche un grande viaggiatore nella sua vita reale. Esiliato da Firenze, la sua città natale, nel 1301, trascorse il resto della sua vita ospite di famiglie nobili tra corti e castelli, fino alla sua morte a Ravenna vent’anni dopo.

I passi del Sommo Poeta in esilio attraverso la Romagna e la Toscana possono essere ripercorse dai pellegrini di oggi lungo il Cammino di Dante, un sentiero a lunga percorrenza a forma di anello che collega Firenze e Ravenna, i suoi luoghi di nascita e morte.

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Informazioni Pratiche

Il Cammino di Dante è lungo 395 km, suddiviso in 21 tappe da percorrere a piedi lungo stradine, carrarecce e sentieri, alcuni dei quali risalgono all’epoca etrusca.

Può essere percorso dagli escursionisti tra marzo e novembre, poiché raggiunge passi appenninici intorno ai 1500 metri di altitudine, che possono essere coperti da neve durante i mesi invernali.
Inoltre, durante l’inverno può essere difficile trovare alloggio nelle zone di montagna e nei borghi più piccoli.

Il Cammino di Dante è un percorso ad anello con partenza da Ravenna.
La via di ‘andata’ prosegue in direzione sud-ovest fino a Firenze, attraversando Oriolo dei Fichi, Brisighella, Marradi, e la cascata dell’Acquacheta.
Da Firenze, il sentiero di ‘ritorno’ a Ravenna passa per la valle del Casentino e gli incantevoli borghi di Premilcuore, Dovadola e Portico di Romagna.

Il sentiero attraversa località dove il poeta ha soggiornato durante il suo esilio, e include luoghi menzionati nella Divina Commedia, come la cascata dell’Acquacheta. Lungo il percorso si trovano pannelli informativi che evidenziano il legame di Dante con il luogo.

Se non si hanno tre settimane per coprire l’intero percorso a piedi, è possibile farlo in bicicletta. Mountain biker esperti possono pedalare lungo i sentieri del Cammino di Dante, mentre coloro che preferiscono la bici da strada possono percorrere strade secondarie, panoramiche e poco trafficate, perfette da affrontare su due ruote.

Naturalmente, è anche possibile raggiungere villaggi e località lungo il Cammino di Dante in auto. Ecco di seguito alcuni dei luoghi che si incontrano lungo il percorso sulle orme del Sommo Poeta, in un viaggio all’insegna di storia, della cultura e della natura a cavallo tra Romagna e Toscana.

Cosa Vedere Lungo il Cammino di Dante - Andata Ravenna / Firenze

Ravenna

Non abbiate fretta di mettervi in ​​cammino: Ravenna merita di essere esplorata per qualche giorno, alla scoperta del suo straordinario patrimonio storico e artistico.

La città è patrimonio dell’UNESCO per i suoi bellissimi mosaici bizantini: San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia sono probabilmente gli esempi più famosi, ma non perdetevi anche quelli meno conosciuti, come i mosaici custoditi all’interno di Sant’Apollinare in Classe e del Battistero di Neon.

Il viaggio non può che iniziare dalla Tomba di Dante, un monumento neoclassico nel centro storico della città, dove furono deposte le spoglie del Poeta. I viaggi di Dante non terminarono dopo la sua morte nel 1321: le sue ossa furono spostate più volte, e andarono persino perse per diversi decenni, fino a quando non furono trovate per caso da uno studente in una piccola scatola nascosta all’interno del muro.

Il legame di Ravenna con la vita di Dante non finisce qui. La città ha dato i natali anche a Francesca, l’amante sfortunata resa celebre dal capitolo V dell’Inferno, dove si ritrova con il suo Paolo.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ’l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

(Inferno, Canto V, 97-99)

Oriolo dei Fichi

Da Ravenna, il Cammino di Dante si dirige a sud-ovest, aggirando Faenza in direzione di Oriolo dei Fichi, un borgo minuscolo dominato da una torre quattrocentesca.

All’epoca di Dante, la zona di Oriolo dei Fichi era contesa tra i signori di Faenza e la diocesi di Ravenna e, sul sito di un precedente castello medievale, fu costruita una torre a scopo militare.
Circa un secolo dopo, Oriolo e la sua torre entrarono a far parte del territorio faentino, e la torre perse la sua importanza strategica.

La torre di Oriolo è visitabile tra aprile e ottobre, il sabato e la domenica pomeriggio. L’ingresso è gratuito: vale la pena salire in cima per una vista spettacolare che si estende fino ai vicini Appennini, spaziando tra campi, cascine e vigneti, tra cui le coltivazioni di un’uva antica coltivata solo nei dintorni di Oriolo che produce il vino Centesimino.

All’ingresso della torre, pannelli informativi mostrano versi e illustrazioni dei canti VIII, IX e X dell’Inferno, che narrano l’arrivo di Dante e Virgilio nella città di Dite, e il loro incontro con due anime dannate nel circolo degli eretici.

Brisighella

La terza tappa del Cammino di Dante è una delle più panoramiche, che percorre la distanza di 17 km tra Oriolo dei Fichi e Brisighella, attraversando i calanchi, colline di argilla e gesso formatesi a seguito dell’erosione.

Brisighella è uno dei borghi più belli attraversati da questo sentiero. Il consiglio è arrivare nel pomeriggio e trascorrere un paio d’ore esplorando il suo centro storico, con strade strette fiancheggiate da case color pastello. La cittadina è circondata da tre colli rocciosi, in cima ai quali si trovano il Castello, la Torre dell’Orologio e la Chiesa del Monticino.

Altra architettura imperdibile è la Via degli Asini, una strada sopraelevata, un tempo utilizzata per il trasporto del gesso a dorso di asino. La via è ora inglobata dagli edifici circostanti, e illuminata da finestre a forma di arco.

Quando arriva il tramonto, non dimentivate di salire fino alla Torre dell’Orologio per godere del bellissimo panorama su Brisighella, con i suoi tetti in terracotta circondati da colline e campagne.

Se avete tempo, Brisighella è il luogo ideale per trascorrere una giornata di riposo dal cammino. Il paese e i suoi dintorni sono un luogo piacevole da esplorare, con diversi sentieri panoramici e piste ciclabili immersi nella natura.

Marradi

Dopo Brisighella, il Cammino di Dante prosegue verso la chiesa abbandonata di Gamberaldi, altro punto molto panoramico, e poi lascia momentaneamente l’Emilia Romagna per entrare in Toscana, dove si trova Marradi.

Marradi ha dato i natali a Dino Campana, famoso poeta italiano, e merita una sosta per il suo elegante centro storico, incorniciato dalle vette dell’Appennino e fiancheggiato da eleganti palazzi.

Marradi è anche nota per le sue castagne locali: in autunno, si trovano in vendita in cesti di vimini in tutta la città.

San Benedetto / Acquacheta

Lasciando Marradi alle spalle, il percorso procede rientrando in Emilia-Romagna. La meta della tappa successiva è il piccolo borgo montano di San Benedetto in Alpe, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, a cavallo tra le regioni Emilia-Romagna e Toscana.

Questa tappa è una delle più lunghe e dure dell’intero percorso, con un notevole dislivello in salita, ma si viene ricompensati dalla vista mozzafiato della cascata dell’Acquacheta, creata dal fiume Montone che precipita per 70 metri su una parete di arenaria.

La cascata si avverte molto prima di avvicinarsi, mentre si cammin circondati da alberi secolari. Nel XVI capitolo dell’Inferno, Dante paragona il rombo delle acque dell’Acquacheta al Flegetonte, un fiume di sangue ribollente, dove ladri e assassini sono condannati a trascorrere l’eternità.

Come quel fiume c’ ha proprio cammino
prima dal Monte Viso ’nver’ levante,
da la sinistra costa d’Apennino,

che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,

rimbomba là sovra San Benedetto
de l’Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto;

(Inferno, Canto XVI, 94-102)

Firenze

Ultima tappa del sentiero di andata, la città natale di Dante non ha bisogno di presentazioni, essendo una delle mete più amate da visitatori da tutto il mondo già da diversi secoli.
Anche se non è la prima volta che si visita Firenze, non si può non rimanere stupiti dal panorama della città mentre ci si avvicina da lontano, con il fiume Arno che la taglia in due e la cupola del Duomo che domina l’orizzonte.

Ai tempi di Dante, Firenze era molto diversa da adesso.
La città è conosciuta in tutto il mondo come la culla del Rinascimento e la maggior parte di ciò che vediamo oggi risale al XV/XVI secolo. Un’eccezione è Palazzo Vecchio, uno dei luoghi più famosi della città affacciato su Piazza della Signoria, costruito nel 1300, lo stesso anno in cui Dante mise nero su bianco quel famoso incipit.

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,

ché la diritta via era smarrita.
(Inferno, Canto I, 1-3)

Un’altra meta imperdibile per i pellegrini sulle orme del Sommo Poeta è la sua casa natale, oggi sede di un museo dedicato alla vita e all’opera di Dante. Qui è possibile conoscere Dante non solo come poeta, ma anche come soldato, politico e uomo.

Prima di lasciarsi Firenze alle spalle e iniziare il percorso di ritorno verso Ravenna, c’è un altro luogo da visitare: il cenotafio di Dante nella Chiesa di Santa Croce, eretto nella speranza che il corpo del Poeta un giorno sarebbe stato restituito alla sua città natale. Il monumento raffigura il poeta seduto in trono, sorretto dall’Italia, mentre la Poesia piange sulla sua tomba.

Cosa Vedere Lungo il Cammino di Dante - Ritorno Firenze / Ravenna

Poppi

Il ramo di ‘ritorno’ del Cammino di Dante inizia attraversando la valle del Casentino. La valle è anche la dimora ancestrale della famiglia Guidi, una delle più importanti famiglie nobili toscane nel Medioevo, che governò la zona per 400 anni.

Come lo stesso Dante, la famiglia Guidi sostenne il Sacro Romano Impero nella sua lotta contro il Papa, una visione contraria a quella del governo centrale di Firenze. Per questo motivo, il poeta cercò rifugio presso la famiglia quando fu esiliato dalla sua città natale. Si dice che abbia trascorso circa un anno nel castello di Poppi, dove compose il XXXIII capitolo dell’Inferno.

Poppi è una veloce deviazione dal Cammino di Dante, essendo situata a soli 8 km da Prato di Strada, dove si conclude la seconda tappa della via del ritorno da Firenze. Vale la pena fare questa deviazione, per trascorrere un po’ di tempo esplorando la graziosa città murata e godendosi la vista sulla campagna circostante.

Se si ha tempo per vedere solo una cosa a Poppi, il consiglio è visitare il castello. All’interno si trovera una cappella decorata da Taddeo Gaddi, uno degli allievi di Giotto, e un modellino della famosa battaglia di Campaldino tra guelfi e ghibellini, dove combatté anche Dante.

Foreste Casentinesi

Dopo Poppi, le tre tappe successive del cammino attraversano la Valle del Casentino, dominata dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. È ora di lasciare le città alle spalle e dirigersi verso la natura più selvaggia: se ti piace camminare immerso nella natura e non hai paura delle salite, questa è la sezione che probabilmente amerai di più.

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si estende lungo l’Appennino, collegando la Toscana alla Romagna: oltre l’80% del parco è ricoperto da boschi secolari di faggio e abete, tra i più selvaggi e incontaminati d’Italia.

Le Foreste Casentinesi comprendono anche il punto più alto del Cammino di Dante, dove sorge il Rifugio La Burraia, aperto in estate e situato a 1400 metri in posizione panoramica proprio al confine tra Romagna e Toscana; circondata da boschi e praterie, da quella posizione si possono ammirare le cime degli Appennini che si susseguono l’un l’altra, fino all’orizzonte.

Un ottimo periodo per visitare le Foreste Casentinesi è anche l’autunno: la fine di ottobre è il momento in cui il foliage è all’apice del suo splendore, e le montagne sembrano la tavolozza di un artista, con macchie di color arancione, giallo dorato e rosso brillante.

Premilcuore

Proseguendo attraverso il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il primo borgo che incontrerai sul lato romagnolo è Premilcuore, un minuscolo comune di poco più di 700 anime. Premilcuore sembra sospeso nel tempo: è in un luogo remoto, collegato alle città vicine da tortuose strade di montagna.

Premilcuore ospita un castello, un tempo di proprietà della famiglia Guidi, ed è attraversata dal Rabbi, un veloce fiume di montagna. Appena fuori dal paese è possibile visitare due cascate, create dal Rabbi mentre attraversa la valle.

La più famosa è la Grotta Urlante, una cascata a forma di spirale che termina in uno specchio d’acqua color smeraldo, circondato da rocce. Il nome Urlante si riferisce al rumore prodotto dall’acqua mentre si precipita tra le rocce, simile a un urlo infernale.

Nelle vicinanze della cascata c’è anche un ponte romano, e un pannello che racconta il viaggio di Dante nel girone degli invidiosi nel canto XIII e del suo incontro coi dannati con gli occhi cuciti dal fil di ferro.

Portico di Romagna

Dopo soli 9 km di cammino da Premilcuore, si raggiunge Portico di Romagna, un borgo incantevole circondato da montagne, boschi e cascate.

L’ingresso a Portico è uno dei più panoramici dell’intero percorso: si passa prima davanti a un vecchio mulino e poi si attraversa lo spettacolare Ponte della Maestà, un ponte medievale ad arco unico che conserva ancora la pavimentazione originale.

Girovagando per Portico, si nota un altro nome spesso usato accanto a Dante: quello di Beatrice, la donna amata dal poeta. Il cognome di Beatrice era Portinari, e la sua famiglia proveniva da Portico di Romagna, dove si trova ancora oggi Palazzo Portinari.

Prima di proseguire, ci sono due posti da visitare a Portico e dintorni: la spettacolare cascata della Brusia a Bocconi, appena fuori città, e i Giardini Comunali Dante e Beatrice, il luogo ideale per prendersi una pausa da tutte le tue peregrinazioni.

Se si esplora la Via di Dante in auto, è da tenere presente che la SP25, che collega Premilcuore a Portico di Romagna, è chiusa per frana, anche se molte app di navigazione la segnalano come aperta. Il metodo più semplice per spostarsi tra i due comuni è percorrere la SS9ter e la SP23 fino a Rocca San Casciano, e poi continuare lungo la SS67 – o viceversa.

Dovadola

Dovadola, dove termina la tappa successiva, è probabilmente il luogo più antico che si incontra lungo il Cammino. Il primo insediamento è di origine celtica, precedente all’epoca romana.

Mentre ci si avvicina a Dovadola, si nota un grande, massiccio castello che domina la città: risale al XII secolo, ed era di proprietà (sì, hai indovinato!) della nobile famiglia Guidi.

Al giorno d’oggi, Dovadola è un borgo sonnolento ai margini degli Appennini. È un posto piacevole per una passeggiata, e se si vuole fare un altro po’ di dislivello, si può prendere il sentiero che porta all’Eremo di Montepaolo, 300 metri più in alto, dove Sant’Antonio da Padova visse nel XIII secolo.

Forlì

Dopo Dovadola, ci si lascia alle spalle l’Appennino. Il resto del Cammino di Dante prosegue in discesa, attraversando la località termale di Castrocaro fino a Forlì, dove termina la tappa successiva.
Forlì è una vivace cittadina romagnola, situata lungo la Via Emilia, la strada di origine romana che collega tutte le principali città dell’Emilia-Romagna.

Attraverso quartieri residenziali periferici e parchi cittadini si raggiunge il centro storico; qui è d’obbligo una sosta in Piazza Saffi, la piazza principale della città. Attorno alla piazza si trovano l’Abbazia di San Mercuriale, simbolo della città, e il Palazzo delle Poste, costruito negli anni ’30 quando la piazza fu ristrutturata in stile fascista.

Dopo aver visitato Forlì, il cammino prosegue per Pontevico, prima di giungere infine a Ravenna, dove consigliamo vivamente di visitare di nuovo la Tomba di Dante: ci si sentirà più vicino all’esperienza eterna del Sommo Poeta, dopo aver camminato lungo le sue orme attraverso la Romagna e la Toscana.

Autore:

Margherita e Nick, scrittrice e fotografo dall’Italia e dall’Australia, sono viaggiatori di lunga data amanti della natura e della vita all’aria aperta.
Il loro blog è www.thecrowdedplanet.com.

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