[Parlami di tER] Il Palazzo Gotico di Piacenza
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[Parlami di tER] Il Palazzo Gotico di Piacenza

di /// Agosto 31, 2021 /// Tempo stimato di lettura: 2 minuti

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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. Se vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!




Il Palazzo che domina la Piazza Cavalli di Piacenza, detto “Gotico“, è ricco di una storia che non si è limitata ad essere tramandata sui libri, ma che ha lasciato tracce nella pietra.
La pietra più preziosa disegna le arcate, mentre il mattone tipico della zona caratterizza il piano nobile.

La storia


All’altezza degli occhi degli osservatori si scorgono alcuni segni particolari scolpiti nella pietra.
Nel Medioevo, infatti, il Palazzo Gotico era il punto di riferimento per i commercianti, ovvero il luogo dove si potevano trovare definite e regolamentate le misure.

Come spesso accade, anche le misure edili venivano segnalate sui palazzi pubblici e nella corte interna del Palazzo, chiamata Piazzetta Pescheria in memoria della presenza del mercato del pesce, si vedono i riferimenti per misurare il coppo (tegola) e il mattone.

Salendo con lo sguardo al centro della facciata (rimanendo sulla piazza) è poi possibile scoprire qualcosa sulla fondazione del palazzo:
“MCCLXXI DIE XVI APRILIS FUIT OC OPUS INCEPTUM”
Fu infatti il 16 aprile del 1281 che si gettarono le fondamenta dell’edificio.

  • Piacenza, Palazzo Gotico, WLM2018 | Ph. giottodigitaleph
  • Piacenza, lato est di Palazzo Gotico | Ph. Archivio Comune di Piacenza
  • Piacenza, misure del coppo e del mattone su Palazzo Gotico | Ph. Archivio Comune di Piacenza
  • Piacenza, Palazzo Gotico, dettaglio | Ph. Luigi Chiesa
  • Piacenza, misure su Palazzo Gotico | Ph. Archivio Comune di Piacenza
  • Piacenza, data su Palazzo Gotico | Ph. Archivio Comune di Piacenza
  • Piacenza, Madonna Antelamica su Palazzo Gotico | Ph. Archivio Comune di Piacenza
  • Piacenza, torretta di Palazzo Gotico | Ph. Archivio Comune di Piacenza

Tracce di religione


Ma attenzione: se ci si avvicina al palazzo dal lato est, lo si potrebbe scambiare per una chiesa.
Infatti campeggia su questa facciata una finestra a ruota, o rosone, tipico di cattedrali e basiliche.

Intervenirono probabilmente su alcuni aspetti progettuali i francescani minori, che alla fine del ‘200 eressero la basilica di San Francesco proprio sulla stessa piazza sulla quale affaccia il Gotico.
L’ordine all’epoca aveva un importante ruolo civico oltre che religioso.

Altri elementi di rimando alla religione sono i simboli evangelici posti agli angoli, al limite tra il basamento e l’area costruita in mattoni. Essendo l’edificio rimasto incompiuto, si scorgono solo l’aquila e l’angelo.
Sulla facciata si trova anche la Madonna col Bambino di scuola antelamica che ricorda l’abbattimento della chiesa di Santa Maria de Bigulis per lasciar spazio alla costruzione del palazzo.

La torretta


Un ultimo dettaglio curioso è la torretta che si scorge dall’interno della Piazzetta Pescheria: non si tratta di un comignolo, ma di una vera e propria torre. Nella città medievale l’altezza di un edificio ne restituiva l’importanza; ecco perché si volle corredare con questo elemento di spicco il palazzo destinato ad avere un ruolo fondamentale nella vita della città.

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Punto d’arrivo della strada consolare che dà il nome alla regione Emilia Romagna, crocevia tra terre e culture Piacenza si situa in un territorio ricco e suggestivo.
La città sulle sponde del Po si apre su quattro valli che custodiscono patrimoni naturalistici incontaminati.
Il cinquecentesco Palazzo dei Farnese che segna il profilo cittadino trova richiami nei castelli che punteggiano pianura e collina.
La cultura locale non si ferma nei musei, non si limita alle architetture, ma entra in cucina e nelle vigne cogliendo appieno il godereccio spirito emiliano.

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