Arte in cupola a Piacenza – Up e Down

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Arte in cupola a Piacenza – Up e Down


Tempo stimato di lettura: 5 minuti

La nostra meta non è mai un luogo, ma piuttosto un nuovo modo di vedere le cose.

(Henry Miller)

 

A Piacenza, città d’arte della pianura Padana che molti hanno sempre visto sulla cartina geografica senza mai avere avuto modo di visitarla, c’è una, anzi due possibilità, per entrare a tu per tu con l’Arte in una maniera straordinaria e insolita: salire* su una cupola e trovarsi a tu per tu con l’arte, a pochi metri dagli affreschi di Guercino e Pordenone.
Percorsi da secoli inutilizzati, affreschi di grandi artisti, luoghi religiosi che hanno creato cultura e l’hanno saputa conservare per tramandarla alle generazioni future.
Una combinazione di storia civile e religiosa del territorio perfetta per far scoprire lo scrigno di tesori che la città offre, regalando tante emozioni e suggestioni.

L’esperienza positiva della mostra nel 2017 e relativa salita alla cupola della cattedrale affrescata dal Guercino viene riproposta e addirittura raddoppia, fino al 10 giugno, con la salita alla cupola della basilica di Santa Maria della Campagna affrescata dal Pordenone.

Noi ne abbiamo approfittato nel primo weekend di aprile e sono certa che la cosa vi incuriosirà al punto tale da voler subito programmare questa esperienza.
Questa nuova possibilità di fruizione dell’arte, così insolita e solitamente riservata ai soli addetti ai lavori, mi ha incuriosita fin da subito: primo perché è singolare poter ammirare gli affreschi da così vicino, poi perché si ha una nuova visione dell’opera e infine perché mi attraeva l’idea di percorrere spazi andati in disuso avendo la possibilità di disporre di singolari prospettive da immortalare.

La nostra esperienza, scarpe comode ai piedi, inizia dalla Basilica di Santa Maria della Campagna, la cui cupola maggiore fu affrescata dal Pordenone, massimo pittore friulano del Rinascimento con la Salita al Pordenone.
Giunta l’ora del turno prenotato e indossato le cuffie  l’esperienza ha inizio: si parte da un passaggio interno, da dove una volta assistevano alle funzioni ecclesiastiche le famiglie nobili, che conduce al coro della cappella, proprio dietro l’altare maggiore. Qui seduti sui preziosi e intarsiati sedili lignei si assiste al breve video introduttivo sull’artista e sulle sue opere in loco.
Segue la vera e propria salita per un percorso stretto ma comodo, l’antico camminamento fino alla cupola maggiore detto degli artisti, che passando sulle coperture delle volte della navata centrale ci fanno avvicinare alla metà. Vi assicuro che è strano pensare di essere proprio sopra la navata, in un posto sconosciuto e vietato ai più a due passi dalla cima della cupola.
Una volta giunti in cupola, si è liberi di percorrere la galleria circolare aperta sull’esterno della città, ricevendo direttamente in cuffia le informazioni fornita dalla guida: alle figure sacre dell’antico testamento riprodotte nelle vele della cupola e negli ovali delle lesene si alternano immagini del mondo pagano che decorano il fregio. Un percorso mozzafiato dove non saprete dove guardare, rapiti dai colori perfettamente fedeli all’origine dopo il restauro.
Dopo l’estasi dell’esperienza in cupola il percorso termina con la cappella dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, dove l’artista friulano, rappresenta tre episodi della vita della santa (Martirio della ruota dentata , la Disputa di S. Caterina e la Decollazione di S. Caterina) oltre alla pala d’altare  Sposalizio mistico di santa Caterina  e la cappella della Natività o dei Magi affrescata con le Storie dell’infanzia di Cristo.

Nel biglietto della salita è compreso l’ingresso a Palazzo Galli per le mostre Genovesino a Piacenza e I nuovi Ghittoni e i disegni della collezione Banca di Piacenza.

A saziare completamente la vostra fame di cultura, la possibilità di gustare la cultura enogastronomica con menù Pordenone in diversi locali della città.

L’esperienza culturale continua con la Salita alla Cupola del Duomo con accesso dai giardini sul retro delle absidi: ad introduzione un video racconta, con ricostruzione in 3D, le evoluzioni storiche da complesso vescovile piacentino all’attuale cattedrale. Nella prima parte del percorso vieni catapultato direttamente nel medioevo, il periodo più florido per la città di Piacenza, con la visita alla mostra Misteri della Cattedrale, introdotta da un video intervista di  Valerio Massimo Manfredi, da fare in autonomia grazie a video, pannelli, ricostruzione dello scriptorium di Bobbio, secondo solo a quello di Montecassino, e una ricca e importante collezione di codici miniati. Il tutto corredato da sapienti effetti sonori capaci di riportarti nel mondo del Nome della Rosa e da un’ultima esperienza multimediale immersiva di grande effetto.
Al termine inizia la vera e propria salita: ancora una volta è necessario intraprendere un percorso recuperato, più stretto di quello del Pordenone, attraverso luoghi segreti da cui osservare l’interno e l’esterno della Cattedrale in maniera inconsueta. Passando per i matronei del presbiterio, allestiti con opere di artisti contemporanei, si raggiunge la cupola entrando nel loggiato. Qui le meraviglie della cupola si svelano grazie ad un magistrale gioco di luci che illumina la vela in contemporanea alle spiegazioni diffuse nelle cuffie wi-fi consegnate poco prima. Anche in questo caso, poter procedere lungo tutto il perimetro della cupola e ammirare da vicino il ciclo affrescato dal ferrarese Guercino regala emozioni indescrivibili. Dandoti l’impressione di essere davvero al cospetto dei profeti o comparse degli episodi dell’infanzia di Gesù raffigurati.
Riconsegnate le cuffie poi, la vista sulla piazza dalla vetrata a forma di croce greca sulla facciata della Cattedrale è impagabile (e perfetta per scattare foto curiose della città!).
La discesa regala un ultimo luogo segreto, all’interno del campanile dove ammirare dal basso la scala lignea che porta fino alla cima e si può curiosare nella stanza segreta, dove si entra uno alla volta, dove sono conservati gli ingranaggi dell’orologio anticamente posto in facciata.

Durante l’esperienza vi domanderete quanto sia stato scomodo all’epoca realizzare tali meraviglie e comprenderete appieno la grandezza degli artisti in grado di rappresentare le figure da vicino studiando un disegno “allungato” capace di dare la giusta prospettiva allo spettatore finale che avrebbe apprezzato l’opera sempre dal basso e (quasi) mai da vicino.
Una volta giunti al termine poi, alzare lo sguardo all’insù e ammirare da lontano, così come se lo era prefigurato l’artista, l’opera poco prima apprezzata da vicino ti fa sentire davvero molto fortunato ad avere vissuto un’esperienza così ricca ed emozionante.

 

Segnalazione importante dal momento che in entrambi i casi si tratta di chiese in cui si svolgono quotidianamente funzioni religiose: le visite, con prenotazione obbligatoria, si effettuano tutti i giorni con partenze ogni 15/20 minuti fino alle 22.00 nel pieno rispetto del luogo sacro.

Credo che un’offerta turistica così articolata possa, tra stupore e meraviglia, stuzzicare la curiosità di molti e stimolare un amore verso l’arte. Già un notevole numero di turisti ha colto questa straordinaria opportunità: per non perderla basta prenotare giorno e ora della visita e iniziare a fare il conto alla rovescia.
Sarà davvero un’occasione unica per comprendere e apprezzare pienamente la ricca attività culturale di questa città d’arte nel Nord Italia.
Per godere contemporaneamente di queste due Salite c’è tempo fino al 10 giugno, poi sarà possibile salire solo sulla cupola del Duomo. Acquistando il biglietto per una delle due Salite, si avrà anzi la possibilità di acquistare quello per l’altra Salita a prezzo ridotto.

In caso vi abbia convinto qui trovate le informazioni su come arrivare e cosa mangiare a Piacenza.

* le salite sono vietate a persone affette da malattie cardiache, da acrofobia (vertigini), da claustrofobia, con limitata capacità motoria e in situazione psicologica alterata

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Autore:

Sangue siculo – abruzzese, nata e cresciuta a Firenze, emiliano romagnola di adozione. Montanara inside da sempre, da poco ha scoperto la sua passione anche per il mare…

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