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Alla scoperta del Parco Sasso Simone e Simoncello

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Alla scoperta del Parco Sasso Simone e Simoncello


Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Se partendo dalla costa adriatica ci spostassimo verso l’interno lungo il corso del fiume Marecchia, attraversando borghi e paesaggi mozzafiato in poco tempo raggiungeremmo il cuore del Montefeltro, ovvero quella regione storica al confine tra Emilia-Romagna, Repubblica di San Marino, Marche e Toscana.

È proprio qui che nella zona più settentrionale dell’Appennino umbro-marchigiano, a cavallo di ben 6 comuni (Carpegna, Frontino, Montecopiolo, Pian di Meleto, Pennabilli e Pietrarubbia), si estende il grande Parco Interregionale Sasso Simone e Simoncello, un’area protetta di quasi 5 mila ettari di cui oggi vogliamo parlarvi.

Parco Sasso Simone e Simoncello

Parco Sasso Simone e Simoncello | Foto © parcosimone.it

Circondati da grandi distese boschive (con alberi di cerro, faggio, carpino, frassino, etc.), prati e ambienti rurali, una miriade di castelli, rocche e borghi raccontano la bellezza di questa terra di confine, da sempre oggetto di contese: un paesaggio di morbide e verdi colline, al cui centro si innalzano – come fossero giganti – due enormi colossi di roccia dalle cime piatte.

Sono i massi calcarei del Sasso Simone e del Simoncello che da milioni di anni si fronteggiano, l’uno di fronte all’altro con il loro profilo unico. Insieme al vicino Monte Carpegna (1415 mt.), definiscono la linea dell’orizzonte di tutta quest’area, rendendosi addirittura ben visibili dalla costa durante le belle e limpide giornate di sole.


Cosa fare

Parco Sasso Simone e Simoncello

Parco Sasso Simone e Simoncello | Foto © alritmodellestagioni.it

Le possibilità che il Parco offre sono tantissime, e ovviamente variano a seconda degli interessi di ciascuno.

Gli amanti del trekking, ad esempio, hanno la possibilità di mettersi alla prova testando i diversi itinerari a disposizione.

Tutta l’area è servita da molte aree sosta e da una ricca viabilità interna che permette di raggiungere la quasi totalità delle principali mete escursionistiche. Tra queste vanno segnalate le ultime due tappe dell’Alta Via dei Parchi che dal Monte Fumaiolo conducono fino all’Eremo della Madonna del Faggio.

A piedi, in sella a un cavallo o una mountain bike, e addirittura sugli sci (vedi la stazione sciistica), in estate e in inverno si possono esercitare le più disparate attività sportive, soddisfare le proprie curiosità naturalistiche, geologiche e faunistiche, ma anche girovagare per i tanti borghi che cingono tutta l’area del Parco.

Gli amanti del buon cibo possono altresì lasciarsi andare ai piaceri della tavola, partecipando a una delle tante sagre enogastronomiche che caratterizzano i palinsesti degli eventi degli abitati attorno al Parco.

Da non sottovalutare poi il cambiare delle stagioni, capace di vestire l’area con vestiti e sfumature diverse. È il caso, ad esempio, della cerretana estesa ai piedi dei Sassi fino al passo della Cantoniera di Carpegna che in autunno si tinge di un verde-rosso per uno spettacolo da lasciare senza fiato oppure le parti più elevate del Monte Carpegna occupate da prati-pascolo che nella tarda primavera si ricoprono dei colori delle numerose specie di orchidee.

I luoghi del cuore

LA CITTÀ DEL SASSO

Come gran parte del Montefeltro, anche l’area del Parco è stata nel corso del tempo oggetto di conquiste e potere.
Fu proprio però verso la seconda metà del Cinquecento (1554) che visse un momento di celebrità quando fu optata per ospitare, su volere del grande Cosimo de’ Medici, una città inespugnabile, dalla quale controllare i territori circostanti.

Della Città del Sasso, questo era il suo nome, oggi rimane ben poco. In passato doveva contare circa 50 case tutte di uguali dimensioni, compresa la residenza del capitano, il tribunale, le prigioni e una cappella in aggiunta alla vecchia chiesa: una vero e proprio città fortezza realizzata secondo criteri urbanistici tardo-rinascimentali.

Di quella assurda scommessa del giovane principe fiorentino, oggi rimangono poche tracce nascoste in un ambiente aspro e selvaggio: l’esperienza insediativa naufragò ben presto a causa dell’asprezza del territorio e della difficoltà di raggiungere la vetta del rilievo (1627).

IL CIPPO DELLA CARPEGNA

Se siete amanti del ciclismo sarete sicuramente d’accordo con noi: il cippo della Carpegna è un’esperienza da non dimenticare!

È qui che il grande ciclista romagnolo Marco Pantani veniva ad allenarsi. 6 km di pura fatica con pendenze in grado di raggiungere picchi anche del 18/20%: una salita breve, ma durissima capace di piegare anche gli psortivi più esperti.

Conosciuta anche come “Il Cippo”, la strada si inerpica sul Monte Carpegna tra boschi e prati verdi fino a raggiungere la gigantografia dedicata al Pirata. Da lì si può ammirare un panorama mozzafiato che si affaccia sulla Repubblica di San Marino, il Monte Fumaiolo e il Monte Aquilone, la vallata del Marecchia e nelle giornate più limpide anche il mare dell’Adriatico.

“Il Carpegna mi basta!” diceva il grande ciclista romagnolo. Bene, non fatichiamo a crederlo!

IL BORGO DI PENNABILLI

Sarà che ospita i Luoghi dell’Anima, ovvero il vasto museo all’aperto nato da un’idea del poeta romagnolo Tonino Guerra, ma senza dubbio il borgo di Pennabilli alle pendici del Monte Carpegna è sicuramente uno dei luoghi da visitare di tutta l’area.

Dal 2010 Bandiera Arancione del Touring Club, il borgo è stato fin dall’Antichità meta di uomini illustri, mostrando una capacità attrattiva che negli ultimi anni è aumentata grazie alle confortevoli strutture ricettive, un’ottima cucina tradizionale e un ricco calendario di eventi.

Pennabilli (Rimini)

Pennabilli (Rimini) | Foto © Roland Lausberg, via Flickr

Centri Visita

Tutto il comprensorio è dotato di aree attrezzate. Da segnalare il Museo Naturalistico di Pennabilli (il MUSSS) e il Parco Faunistico a Pian dei Prati, con animali domestici e selvatici e strutture di educazione ambientale.

Inoltre, tutta l’area ospita innumerevoli musei e svariate strutture per l’accoglienza di gruppi e scolaresche, strutture del Parco (Ostello di Calvillano e Foresteria di Frontino) e alberghi, agriturismi, camping e ristoranti per tutti i gusti.

Come arrivare

Posto al confine regionale tra Emilia-Romagna e Marche, il Parco Sasso Simone e Simoncello è facilmente raggiungibile attraverso l’uso della macchina, ma in alternativa si può anche optare per l’utilizzo del treno abbinato al bus.

A questo link trovate tutte le informazioni su come arrivare.

Autore:

Nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

Un commento

  1. Andrea Spagna

    Il Parco interregionale del Sasso Simone e Simoncello è nell Appennino tosco-romagnolo. L’Appennino umbro-marchigiano inizia a Bocca Trabaria…. grazie comunque per la bella presentazione che avete fatto del nostro Parco.

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