Le Montagne più alte dell’Emilia Romagna e come arrivarci
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Le Montagne più alte dell’Emilia Romagna e come arrivarci

di /// Agosto 31, 2021 /// Tempo stimato di lettura: 7 minuti

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Oggi vi invitiamo ad intraprendere un’avventura diversa, per certi aspetti temeraria: invece di restare in città o al mare sotto l’ombrellone vorremmo portavi sul tetto dell’Emilia-Romagna, nel punto preciso in cui la terra lascia il posto al cielo e dove si aprono panorami su tutto lo stivale italiano.. sulle cime delle montagne dell’Emilia Romagna.

Luoghi accessibili solamente ai più avventurosi e volenterosi, ma che oggi vi indichiamo corredati da mappe e segnali per arrivarci. Sconfineremo in Liguria per salire sul Monte Maggiorasca, scaleremo il Monte Marmagna, l’Alpe di Succiso e il gigante dormiente, il Monte Cusna.

Vi diremo quindi come salire sul Monte Cimone, che con i suoi 2165 metri è la montagna più alta dell’intero Appennino Tosco-Emiliano ed il Corno alle Scale. Vi porteremo poi tra le foreste che ricoprono le pareti del Monte Falterona, al confine tra la Toscana e la provincia di Forlì-Cesena, e sul Monte Fumaiolo, leggendaria montagna dove sono situate le sorgenti del Fiume Tevere.

Gli unici accorgimenti che ci sentiamo di darvi sono indossare scarpe adatte, informarvi prima di partire, e calcolare bene le vostre forze; perché arrivare lassù, faccia a faccia con le cime più alte dell’Appennino emiliano-romagnolo, è un’esperienza che comporta fatica e, in qualche caso, anche del pericolo.

Trekking Emilia-Romagna – Mappa dei sentieri

MONTE MAGGIORASCA

Vetta più alta dell’Appennino ligure situata al confine tra la provincia di Genova, Parma e quella di Piacenza, il Maggiorasca (1809 m s.l.m.) domina la Val d’Aveto con il comune di Santo Stefano d’Aveto (GE) e la Valle del Ceno col comune di Bedonia (PR).

Proprio per la sua posizione intermedia, il Monte Maggiorasca è una meta molto frequentata in tutte le stagioni dagli appassionati di escursionismo che provengono sia dal versante emiliano che da quello ligure. Qui si trovano inoltre alcune brevi vie di arrampicata invernale e più numerose vie estive, recentemente attrezzate.

La vetta del Monte Maggiorasca e di forma piatta ed è composta da due cime, di cui quella meridionale (1799 m) è la più frequentata dagli escursionisti che arrivano fino alla statua bronzea della Madonna di Guadalupe.

Per salire sul Monte Maggiorasca il percorso più frequentato è quello che parte da Santo Stefano d’Aveto o Rocca d’Aveto, mentre il percorso più breve parte dal Passo del Tomarlo.

Gradi di difficoltà escursionistici
T – Turistico
E – Escursionisti
EE – Escursionisti Esperti

Trekking Emilia-Romagna

Monte Maggiorasca – Foto Wikipedia

MONTE MARMAGNA

Non è la vetta più alta dell’Appennino Tosco-Emiliano, ma sicuramente è una delle più frequentate. Il Monte Marmagna con i suoi 1.852 metri sul livello del mare è infatti una montagna vissuta in tutte le stagioni grazie sia alla vicinanza alla città di Parma che alla presenza dell’attrezzato Rifugio Mariotti, da cui partono gran parte delle escursioni.

Dalla sua vetta, presso la quale si trovano una statuetta della Madonna e una croce in ferro alta 10 metri, è possibile godere di una vista privilegiata su tutta la Lunigiana e le Alpi Apuane e, nelle giornate di cielo terso, è possibile scorgere il golfo di La Spezia, parte dell’arco alpino e talvolta anche la Corsica.

Il monte è meta di escursionisti nel periodo estivo, mentre nella stagione fredda, nella quale la neve è presente da novembre ad aprile, le pendici nord della montagna sono meta di numerosissimi appassionati di alpinismo e scialpinismo, che raggiungono la croce di vetta o la vicina sommità del Monte Aquilotto.

Gradi di difficoltà escursionistici
T – Turistico
E – Escursionisti
EE – Escursionisti Esperti

Trekking Emilia-Romagna

Monte Marmagna – Foto Budis Daniel

ALPE DI SUCCISO

Tra le vette più alte di tutto l’Appennino Settentrionale (2017 metri sul livello del mare) l’Alpe di Succiso si trova nel comune di Ventasso (RE) in posizione strategica tra il Passo del Cerreto ed il Passo del Lagastrello ed interamente all’interno del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Nelle giornate più limpide dalla sua cima si può ammirare un panorama che va dalle alte valli del Secchia e del torrente Enza fino all’arco alpino a nord, e sulle Alpi Apuane, golfo di La Spezia, Corsica e Arcipelago Toscano a sud.

L’Alpe di Succiso è una montagna che può essere affrontata a partire da diversi punti: si può salire dalle frazioni di Succiso Nuovo e Miscoso a Nord, dal Passo della Scalucchia a Nord-Est, dal Passo del Cerreto e da Cerreto Alpi a sud-est.

Gradi di difficoltà escursionistici
T – Turistico
E – Escursionisti
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Trekking Emilia-Romagna

Alpe di Succiso – Foto Hm8011

MONTE CUSNA

Con i suoi 2121 metri di altezza, il Monte Cusna è la cima più alta dell’Appennino reggiano e la seconda cima più alta di tutta l’Emilia-Romagna.
Si trova sul confine tra Emilia-Romagna e toscana e la sua forma, che ricorda quella di un gigante dormiente, è determinata dalla catena montuosa che forma con le anticime del Sasso Morto e del Monte La Pella.
I suoi versanti conservano ancora oggi esemplari unici di Abeti Bianchi e Faggi secolari cosi come cascate, torrenti e brughiere particolarmente suggestive in autunno.

La salita al Monte Cusna può essere affrontata seguendo diversi sentieri, anche se l’itinerario quello più classico è quello Nord, da dove salivano le greggi delle frazioni di Monteorsaro e Roncopianigi.

Altre vie per salire sul Monte Cusna possono partire dalla località di Peschiera Zamboni presso l’abitato di Febbio, dal Passo della Cisa, da Casalino presso l’abitato di Ligonchio o dai rifugi Abetina Reale e Cesare Battisti, proprio sopra l’abitato del Civago.

Gradi di difficoltà escursionistici
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Monte Cusna con Sasso del Morto sulla destra, Villa Minozzo – Foto Giorgio Galeotti

MONTE CIMONE

Il Monte Cimone con i suoi 2165 metri s.l.m. è la vetta più alta dell’Appennino Settentrionale e di tutta l’Emilia-Romagna e ricade interamente all’interno della Provincia di Modena.
Frequentato fin dai tempi antichi per i ricchi pascoli, il Monte Cimone è stato meta di salite con finalità sia sportive che scientifiche fin dal 1569.

Il suo caratteristico profilo a punta ne fa un ottimo punto di osservazione ed è considerato il punto geografico dal quale si vede più superficie italiana. In condizioni di ottima visibilità, infatti, si può scorgere all’orizzonte tutto l’arco alpino, il Mar Adriatico, il monte Amiata, l’Argentario, il Mar Tirreno, l’isola d’Elba, la Corsica e l’isola di Capraia.

In quanto importante stazione sciistica invernale, la montagna è fornita di impianti di risalita che permettono di giungere in prossimità della vetta partendo dal centro abitato di Sestola, da Canevare, frazione di Fanano, dalla località Le Polle di Riolunato e da Montecreto. Una funivia, aperta anche nel periodo estivo, collega passo del Lupo (raggiungibile in auto) a Pian Cavallaro, da cui è possibile raggiungere la sommità in circa un’ora e mezzo.

Gradi di difficoltà escursionistici
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Monte Cimone – Foto Roberto Zanasi

CORNO ALLE SCALE

Il Corno alle Scale (1945 m s.l.m.) è la maggiore cima della provincia di Bologna la cui vetta ricade all’intento del Comune di Lizzano in Belvedere.
E’ parte integrante del Parco Regionale del Corno alle Scale ed è rinomato per le escursioni e passeggiate che si possono svolgere in tutti i periodi dell’anno.

Il Corno alle Scale offre diversi percorsi escursionistici per tutti i livelli, dai più semplici ai più impegnativi, ma la via più breve e facile per raggiungere la vetta piedi parte dal Rifugio del Cavone per poi proseguire sul sentiero CAI 335.

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Corno alle Scale – Foto www.cornoallescale.net/

MONTE FALTERONA

Seconda vetta dall’Appennino Tosco-Romagnolo, il Monte Falterona (1654 m s.l.m.) si trova nel cuore dello splendido Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e la sua cima si trova in territorio toscano nei pressi del confine regionale.

Cima maestosa e selvaggia, il Monte è fina dai tempi antichi fonte di una forte spiritualità. Il suo nome deriva quasi certamente dall’appellativo di origine etrusca “Fal Truna” che significa proprio “Trono degli Dei”.

Le dolci pareti del Monte sono ricoperte di antichi faggi e sui suoi fianchi si trova anche alla sorgente del Fiume Arno, cosi come dalle sue vallate è possibile raggiungere il “Lago degli Idoli“, nel cui fondale sono state ritrovate statuette votive di origine etrusca.

Le vie più frequentate per raggiugnere la vetta del Monte Flaterona perdono dalle località di Castagno Sant’Andrea in Toscana ( in cui è possibile trovare anche il Centro Visite) dal Passo dei Mandrioli o dal Passo della Calla.

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Salendo verso il Monte Falterona – Foto Touring Club

MONTE FUMAIOLO

Tra le cime più alte dell’Appennino Tosco-Romagnolo, il Monte Fumaiolo (1407 m s.l.m.) è noto perché nei pressi della sua vetta, a circa 1200 m s.l.m., è situata la sorgente del fiume Tevere.

E’ percorso da una fitta rete di sentieri adatti sia alla camminata che alla Mountain Bike e i suoi versanti sono ricoperti da una fitte foreste di Faggi abitate da una fauna che va dal lupo all’aquila reale, e si trova all’interno della Zona Speciale di Conservazione Monte Fumaiolo, Balze di Verghereto, Ripa della Moia.

Per la particolare passione in cui si trova, al confine tra Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche, dalla sua cima, e dal vicino Pratone della Biglia, si gode di un panorama davvero unico della penisola italiana: dalla Riviera Romagnola alle colline toscane, dalle vette dell’Appennino marchigiano alle colline umbre, insieme a tutto l’arco dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Nelle giornate terse è possibile inoltre scorgere sia le alpi che la curva della Riviera Romagnola, fino a Venezia.

E’ meta di escursionismo sia estivo che invernale, è un’ottima località per lunghe passeggiate sia con alle ciaspole che a cavallo, e la sua rete sentieristica è ben segnalata e di difficoltà mediamente facile.

Il Fumaiolo rappresenta anche luogo di fede e di meditazione ospitando tra la fitta vegetazione delle sue pendici l’antico Eremo di Sant’Alberico, raggiungibile solamente a piedi lungo la vecchia mulattiera granducale.

La maggior parte dei percorsi che salgono sul Monte Fumaiolo partono dal borgo di Verghereto ma, data la ricca rete sentieristica, è possibile salire sul monte da più punti dislocati sul territorio.

Gradi di difficoltà escursionistici
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Monte Fumaiolo – Foto Emilia Romagna Turismo

I tracciati dei sentieri dell’Emilia Romagna sono rilasciati in Licenza CC-BY-SA dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna

Autore

Walter Manni

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

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