[Parlami di tER] I tortellini di Natale: la dolce tradizione reggiana

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[Parlami di tER] I tortellini di Natale: la dolce tradizione reggiana


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Ci sono sapori e profumi che ci portano immediatamente ad una stagione. Uno di questi per chi vive in Appennino reggiano, ma si può dire in tutta la provincia reggiana, sono i tortelli dolci: i tortellini di Natale, fritti o al forno, tipici della tradizione, che ci portano all’inverno ed al calore delle case.

Nei ricordi di tanti di noi fa capolino l’immagine dei vassoi pieni di tortellini dolci con lo zucchero a velo. Un vero classico trovarli facendo il giro delle case di parenti e amici prima di Natale, pronti per essere offerti agli ospiti, magari gustati insieme ad un caffè.

La ricetta, come altre della tradizione, ha i suoi misteri: quando viene spiegata è la stessa, ma solo sulla carta, perché in realtà risulta all’assaggio sempre diversa; infatti è normale che anche nello stesso paese si trovino variazioni, perfino tra persone della stessa famiglia.

Ovviamente, ogni cuoca pensa che i suoi tortellini siano i migliori e ci tiene che vengano assaggiati: chi mette più mostarda, chi più cacao, chi più castagne. Una gara di bontà, per la gioia dei più golosi, che non vedono l’ora di assaggiare queste piccole delizie dall’inconfondibile aroma.

Si tratta di una ricetta dall’origine molto antica, che a quanto pare deriva dalla cucina rinascimentale, caratterizzata dall’unione dell’agro e del dolce.
Oggi se ne trovano diverse versioni, ma quella originale prevede il “pesto natalizio” (squisito ripieno fatto di marmellate, castagne, noci, pinoli, caffè in polvere, rum o sassolino) e i tortellini rigorosamente fritti.
Le versioni moderne invece prevedono anche la cottura al forno ed i ripieni con crema pasticciera, marmellata, o crema di nocciola. Inoltre, il pesto si trova in vendita già pronto, una cosa impensabile per le nostre nonne.

  • Reggio Emilia, tortellini dolci fritti
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  • Reggio Emilia, tortellini dolci fritti
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  • Reggio Emilia, tortellini dolci fritti
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  • Reggio Emilia, tortellini dolci fritti
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  • Reggio Emilia, tortellini dolci fritti
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La Ricetta

Ecco qui la ricetta “base” per pasta e ripieno, che ognuno poi potrà sperimentare e personalizzare.

Ingredienti

Per la pasta:

  • 500 g di farina
  • 150 g di zucchero
  • 50 g di burro
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 uova
  • 1 bicchierino di liquore Sassolino

Per il ripieno:

  • 500 g di castagne lessate (fresche o secche)
  • 5 cucchiai farina di castagne
  • 100 g pinoli
  • 50 g noci tritate
  • 150 g zucchero
  • 150 g mostarda bolognese
  • 40 g marmellata di arance
  • 2 cucchiaini caffè in polvere
  • 60 g cacao amaro in polvere

Preparazione:

La pasta si prepara mescolando farina e zucchero con le uova ed il burro, amalgamando tutti gli ingredienti in un recipiente o sul tavolo di lavoro, aggiungendo il lievito per ultimo. Deve poi riposare almeno 2 ore in frigorifero.

Il pesto, o il ripieno che si sceglie, può essere preparato già in precedenza, amalgamando bene tutti gli ingredienti fino a formare un impasto omogeneo; infatti se riposa diventa più saporito, così dicono le cuoche, le “rezdore” più esperte.

La pasta si spiana, alta un paio di millimetri, ma si può fare a seconda del gusto personale. Si pone una piccola quantità di ripieno e poi si chiude il tortello, usando l’apposita rotella, oppure degli stampini. La forma tradizionale è a mezza luna.

Bisogna poi friggerli con strutto, oppure olio bollente, due o tre tortellini per volta, se si decide di seguire la tradizione; ma si possono anche cuocere in forno, posti su una placca imburrata e cosparsa di pangrattato.

Si servono ricoperti di zucchero al velo.

Autore:

L’Appennino reggiano è un’area che comprende un Parco Nazionale, una Riserva della Biosfera MaB Unesco e  i 7 Comuni dell’Unione montana, Casina, Carpineti, Castelnovo ne’ Monti, Toano, Ventasso, Vetto, Villa Minozzo.
La biodiversità ed il rapporto tra uomo e ambiente rendono unica questa zona. Dalle colline matildiche punteggiate di castelli e borghi, alle foraggere per la produzione di Parmigiano Reggiano, al crinale con le cime innevate fino a maggio, monte Cusna, Cavalbianco, Casarola… da cui si vede il mare. Senza dimenticare la Pietra di Bismantova, enorme roccia che si staglia sulla val Secchia.

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