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Monasteri e cammini spirituali in Emilia-Romagna

di /// Novembre 23, 2021
Tempo stimato di lettura: 6 minuti

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Affidarsi alla fatica, lasciarsi andare alle sue braccia, e apparecchiare lo sguardo e l’anima per godersi quello che Madre Natura e l’uomo hanno saputo realizzare nel corso dei millenni. Il segreto è rallentare la propria esistenza, regalarsi del tempo e goderne i frutti.

Perché i cammini non sono semplici percorsi segnati nel terreno e nel tempo. Sono percorsi culturali, naturalistici e spirituali da iniziare e consapevolmente perseguire. Sono viaggi nel mondo e nell’anima che permettono di assimilare i profumi e i colori dei luoghi che si attraversano, goderne la bellezza e l’ospitalità ma soprattutto entrare in contatto con altri noi, altre comunità e altri pensieri.

Sono un viaggio nel viaggio. Da una parte gli occhi guardano verso l’esterno a quel che ci circonda; dall’altra osservano e meditano al nostro interno su ciò che cambia, o che cerca di farlo.

I cammini spirituali in Emilia-Romagna sono tanti. Da Piacenza a Rimini è possibile percorrere ben 20 antiche vie di pellegrinaggio che invitano a un turismo lento e appassionato. Lungo di essi, e nella cultura e nei luoghi di preghiera, risiede un forte sentimento laico e religioso che per millenni ha “lastricato” il cuore di molti.

Per i pellegrini, un tempo, questi itinerari erano fonte di spiritualità e segno stesso della cultura dell’accoglienza.

Oggi sono tesori di una mappa che conduce all’anima di un territorio, quello dell’Emilia-Romagna, ricco di bellezze artistiche e culturali, costellato di eremi, monasteri, santuari e luoghi di culto che per millenni hanno servito gli uomini in cammino nel loro lungo peregrinare.

Abbazia di Chiaravalle della Colomba (Piacenza)

Abbazia di Chiaravalle della Colomba (Piacenza)
Abbazia di Chiaravalle della Colomba (Chiaravalle, Piacenza) | Foto © chiaravalledellacolomba.it

Luogo: Chiaravalle, Loc.tà Alseno (Piacenza).
Anno di fondazione: XI secolo.
Cammino di riferimento: Via Francigena (viefrancigene.org).
Curiosità: l’abbazia è celebre per l’Infiorata del Corpus Domini (maggio/giugno), quando viene allestito un meraviglioso tappeto fiorito lungo la navata centrale della basilica.

Stupendo monumento d’arte medievale, l’abbazia fu fondata nel 1136 da San Bernardo di Chiaravalle, dietro volere del vescovo di Piacenza, Arduino.

Perseguendo la regola benedettina “ora et labora”, i monaci diedero vita a un pregevole complesso che raggiunse il suo assetto definitivo nel corso dei due secoli successivi.

Degno di nota è il chiostro trecentesco, perfetto nelle forme e nella sua cadenzata architettura, crocevia tra arte romanica e gotica.
Inserito nel percorso della Via Francigena, l’abbazia offre ai pellegrini ospitalità e ristoro, con cucina e diversi posti letto.

Santuario della Beata Vergine della Ghiara (Reggio Emilia)

Santuario della Beata Vergine della Ghiara (Reggio Emilia)
Santuario della Beata Vergine della Ghiara (Reggio Emilia) | Foto © 9thsphere

Luogo: Reggio nell’Emilia.
Anno di fondazione: XVI secolo.
Cammino di riferimento: Via Matildica del Volto Santo (sentieromatilde.it).
Curiosità: la chiesa fu costruita grazie alle elargizioni della comunità locale a seguito di un evento miracoloso legato all’affresco della Vergine (oggi Madonna della Ghiara) custodito all’interno del santuario.

Vivace luogo di fede e capolavoro d’arte profondamente legato alla comunità di Reggio Emilia, il santuario troneggia al centro della città, in una zona denominata della “Ghiara o Giarra” (località ghiaiosa).

Progettata dal ferrarese Alessandro Balbi (1597), al suo interno è possibile ammirare la più alta espressione della pittura d’arte del primo seicento emiliano.

Abbazia di Nonantola (Modena)

Abbazia di San Silvestro (Modena)
Abbazia di San Silvestro (Nonantola, Modena) | Foto © abbazianonantola.it

Luogo: Nonantola (Modena).
Anno di fondazione: XII secolo.
Cammino di riferimento: Via Romea Nonantolana / Via Romea Germanica Imperiale (camministorici.it) e Via Romea Strata Longobarda (romeastrata.it).
Curiosità: le decorazioni del portale della chiesa abbaziale sono state realizzate dagli allievi dello scultore Wiligelmo, uno dei più importanti scultori romanici in Italia, autore dei rilievi del duomo di Modena.

Fondata nell’VIII secolo dal duca longobardo Astolfo, l’abbazia è stata durante tutto il Medioevo uno dei centri di pellegrinaggio più importanti d’Europa.

Insieme alla chiesa, alla cripta e gli affreschi del suo refettorio rappresenta un incredibile esempio di architettura romanico-lombarda stratificatosi nel tempo.

È stata luogo di incontro di papi, imperatori e alti prelati nonché custode di una delle più grandi biblioteche del Medioevo, con documenti e pergamene ufficiali riconducibili a Carlo Magno, Matilde di Canossa e Federico I Barbarossa.

Visto il ruolo primario svolto nella geografia politica e spirituale medievale, l’abbazia è punto di partenza e d’incontro di due importanti itinerari spirituali che un tempo conducevano a Roma: la Via Romea Nonantolana che dall’abbazia prendeva il nome, e la via Romea Strata Longobarda proveniente dall’Europa Centro Orientale.

Dopo il lungo restauro a seguito del sisma del 2012, l’abbazia è tornata al suo antico splendore diventando sede di un Anno Santo Giubilare straordinario concesso da Papa Francesco, che si concluderà il 31 dicembre 2019.

Santuario della Madonna di San Luca (Bologna)

Santuario della Madonna di San Luca (Bologna)
Santuario della Madonna di San Luca (Bologna) | Foto © Vanni Lazzari

Luogo: Bologna.
Anno di fondazione: XV secolo.
Cammini di riferimento: Via della Lana e della Seta (viadellalanaedellaseta.com) / Via degli Dei (viadeglidei.it) / Cammino di Sant’Antonio (ilcamminodisantantonio.it) / Via Mater Dei (viamaterdei.it).
Curiosità: il santuario è collegato a Bologna dal celebre portico di San Luca, il più lungo al mondo con oltre 600 arcate e ben 4 km di estensione.

Confortante punto di riferimento per tutti i bolognesi, il santuario sorge in cima al Colle della Guardia (280 mt slm) fin dal XII secolo, quando fu costruita la prima chiesa a custodia della piccola icona bizantina della Madonna col bambino, giunta secondo tradizione da Costantinopoli.

Vista l’importanza spirituale di questo luogo e la posizione geografica sulle prime pendici dell’Appennino Tosco-Emiliano, nel corso dei secoli il santuario è stato punto di riferimento di molti pellegrini in viaggio attraverso l’Italia del Nord lungo importanti strade come l’antica Via degli Dei, la commerciale Via della Lana e della Seta, le spirituali Via di Sant’Antonio e Via Mater Dei.

Abbazia di Pomposa (Ferrara)

Abbazia di Santa Maria di Pomposa (Ferrara)
Abbazia di Santa Maria di Pomposa (Codigoro, Ferrara) | Foto © Ferrara Terra e Acqua

Luogo: Codigoro (Ferrara).
Anno: VI-VII secolo (?) in poi.
Cammino: Viae Misericordiae (viaemisericordiae.altervista.org) / Via Romea Germanica (viaromeagermanica.com).
Curiosità: fu in questa abbazia che all’inizio dell’XI secolo il monaco benedettino Guido d’Arezzo elaborò la moderna notazione musicale, inventando il tetragramma, antico parente dell’odierno pentagramma.

Procedendo lungo la statale Romea che collega Ravenna a Mestre, l’alto campanile dell’abbazia appare improvviso ai confini con il Parco del Delta del Po.

Di tradizione ravennate-bizantina, le sue origini sono ascrivibili tra il VI e il VII secolo d.C. Attorno all’Anno Mille l’apice: il complesso si trasforma in uno dei più importanti monasteri dell’Italia centro-settentrionale, accogliendo ospiti come Dante Alighieri e Pier Damiani e arricchendosi di tesori d’arte.

Degni di nota, ad esempio, sono gli affreschi della basilica di ispirazione giottesca con il suo bellissimo pavimento a mosaico con intarsi in marmo datati tra il VI e XII secolo.

Basilica di San Vicinio (Forlì/Cesena)

Basilica di San Vicinio (Sarsina)
Basilica di San Vicinio (Sarsina, Forlì/Cesena) | Foto © Il Faentino

Luogo: Sarsina (Forlì/Cesena).
Anno di fondazione: X-XI secolo.
Cammino di riferimento: Cammino di San Vicinio (camminodisanvicinio.it).
Curiosità: ogni anno moltissime persone raggiungono la piccola località di Sarsina, patria del commediografo romano Plauto, per sottoporsi al rito della catena di San Vinicio.

Posta su uno dei più antichi cammini storici d’Italia, la basilica di San Vicino deve il suo nome al primo vescovo di Sarsina, figura fondamentale nel processo di evangelizzazione che investì questa parte di Romagna nei primi secoli dopo Cristo.

Solenne e austero, l’edificio fu realizzato attorno all’Anno Mille in pieno stile romanico e sottoposto successivamente a rifacimenti e modifiche.

Al suo interno è conservata la catena che la tradizione vuole Vinicio indossasse, legata a una pietra, quando si trovava in preghiera. Ancora oggi migliaia di fedeli giungono qui per avere la benedizione dell’imposizione della catena, ritenuta in grado di scacciare il male dall’anima.

Eremo di Montepaolo (Forlì/Cesena)

Eremo di Montepaolo (Dovadola, Forlì/Cesena)
Eremo di Montepaolo (Dovadola, Forlì/Cesena) | Foto © romagnatoscanaturismo.it

Luogo: Dovadola (Forlì/Cesena).
Anno: inizi XX secolo.
Cammino: Cammino di Assisi (camminodiassisi.it) / Cammino di Sant’Antonio (ilcamminodisantantonio.org).
Curiosità: nei pressi del santuario, seguendo il “sentiero della speranza”, si raggiunge la piccola cappella che ricorda il luogo in cui il Santo soleva ritirarsi in preghiera.

Collocato nel cuore dell’entroterra forlivese, l’Eremo di Montepaolo è il più importante santuario in Emilia-Romagna dedicato a Sant’Antonio da Padova: fu qui, infatti, che tra il 1221 e il 1222 visse per oltre quindici mesi uno dei più grandi santi della cristianità.

In posizione isolata in mezzo alla natura, conserva al suo interno una reliquia di Antonio prelevata direttamente dal corpo custodito presso la Basilica di Padova.

La chiesa, ricostruita agli inizi del ‘900 in stile neo-gotico, è una tappa fondamentale del Cammino di Sant’Antonio in direzione del Santuario francescano della Verna, e del Cammino di Assisi che proprio qui ha origine.

Santuario di Santa Maria delle Grazie

Luogo: Rimini, Loc. tà Covignano.
Anno: XII secolo con diversi rifacimenti successivi.
Cammino: Cammino San Francesco da Rimini a La Verna (camminosanfrancescoriminilaverna.it).
Curiosità: l’edificio è composto da due chiesette, raccolte in un unico corpo. La più antica risale agli inizi del XII secolo, mentre la seconda fu costruita a metà del XVI secolo.

Posto sullo sfondo del mare di Rimini, in cima al colle di Covignano, il Santuario trova le sue origini da un intervento miracoloso legato alla figura della Santa Vergine.

Oggi, al suo interno, si possono ammirare diverse opere: il soffitto in legno decorato, un crocefisso della scuola giottesca del ‘300, altri crocefissi lignei del ‘600 e del ‘700, una tela del Rodríguez e l’immagine dell’Annunziata di Ottaviano Nelli da Gubbio (1415).

Se il tema del turismo religioso vi appassiona, vi invitiamo a visitare due portali fondamentali dell’Emilia-Romagna.

Autore

Davide Marino

Nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

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