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Chiese e cattedrali da visitare in Emilia Romagna

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Chiese e cattedrali da visitare in Emilia Romagna


Tempo stimato di lettura: 5 minuti

Luoghi di culto sì ma prima ancora opere d’arte. Nulla più delle chiese italiane rappresenta al meglio i passaggi storici, artistici e culturali che la nostra Penisola ha conosciuto nel corso degli ultimi duemila anni. Attorno a questi edifici si è svolta parte della vita sociale, economica e politica delle comunità, attirando a sé grossi capitali che ne hanno permesso la costruzione.

Al loro interno hanno operato i più grandi artisti e artigiani del tempo, lavorando all’architettura, alle facciate e alle decorazioni, realizzando opere che ancora oggi riusciamo ad ammirare percorrendo le loro navate.

Anche l’Emilia Romagna conserva nelle sue città d’arte e nel suo territorio magnifici edifici religiosi, alcuni dei quali a mio avviso sono tra i più suggestivi al mondo.

Pertanto, se siate credenti o meno, non importa! Mettete da parte il vostro spirito religioso e seguiteci in questo tour alla scoperta delle più belle basiliche e cattedrali della nostra regione.


Cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina

Luogo: Piacenza
Anno: XI-XII secolo
Stile architettonico: arte romanica
Curiosità: all’interno della cattedrale è possibile salire fino a 40 metri di altezza per ammirare da vicino lo straordinario ciclo di affreschi realizzato da Guercino tra il 1626 e il 1627

La Cupola del Duomo Piacenza

La cupola del Duomo di Piacenza realizzata dal Guercino | Foto © Mantovanim Raffaella, via Wikipedia

Costruita all’epoca delle grandi fabbriche medievali come quelle della cattedrale di Parma e Modena, il duomo di Piacenza rappresenta uno dei più importanti edifici religiosi di architettura romanica italiana.
Qui l’arte del Duecento dialoga alla perfezione con il barocco della decorazione pittorica che trova massima espressione nella cupola realizzata dal Guercino.

Basilica di San Colombano

Luogo: Bobbio (Piacenza)
Anno: XI – XVI secolo
Stile architettonico: arte romanica/gotica
Curiosità: nel Medioevo fu una tappa fondamentale per tutti i pellegrini che lungo la via Francingena si dirigevano a Roma

“Terribilis est locus iste” (questo luogo è terribile) è ciò che si legge varcando la soglia della basilica di San Colombano. Un monito a non profanare questo spazio sacro costruito nel 1456 sopra una precedente chiesa, attorno a uno dei più importanti centri monastici del tempo. L’edificio è difatti strettamente collegato all’adiacente abbazia del 614 d.C., fondata da Colombano, uno dei più importanti esponenti dell’evangelizzazione europea.

Santuario della Beata Vergine della Ghiara

Luogo: Reggio nell’Emilia
Anno: XVI secolo
Stile architettonico: arte rinascimentale
Curiosità: la chiesa fu costruita grazie alle offerte dei fedeli a seguito di un evento miracoloso legato a una immagine della Vergine che si trovava in zona

Profondamente legata alla comunità di Reggio Emilia, il santuario troneggia al centro della città, in una zona denominata della “Ghiara o Giarra” (località ghiaiosa).
Progettata dal ferrarese Alessandro Balbi a partire dal 1597, esprime appieno la produzione artistica del capoluogo tra rinascimento e barocco, soprattutto negli interni dove è conservata integra la più grande pittura e arte del primo seicento emiliano.

Cattedrale di San Donnino

Luogo: Fidenza (Parma)
Anno: XII secolo
Stile architettonico: arte romanica
Curiosità: nel Medioevo fu una tappa fondamentale per tutti i pellegrini che lungo la via Francingena si dirigevano a Roma

La cattedrale romanica di San Donnino (Fidenza)

La cattedrale romanica di San Donnino (Fidenza) | Foto © Fidenza al Centro

Definita dal grande medievista Jacques Le Goff a dir poco “superba”, la cattedrale di Fidenza ha una storia millenaria legata al culto di San Donnino, un martire vissuto nel III secolo d.C. alla corte di Massimiano. Semplice e cruda nel suo impianto basilicale, è considerata uno dei massimi esempi di architettura romanica padana grazie all’opera della bottega di Benedetto Antelami, uno dei massimi scultorei dell’Europa del tempo.

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Luogo: Parma
Anno: XI-XII secolo
Stile architettonico: arte romanica
Curiosità: si narra che Tiziano, di passaggio a Parma, di fronte alla cupola affrescata da Correggio rimase talmente colpito da pronunciare: “Rovesciatela , empitela d’oro, né ancora sarà pagata a dovere”

Duomo di Parma

Cattedrale di Santa Maria Assunta (Parma) | Ph. © acri.it

Insieme al suo battistero, il duomo di Parma rappresenta da quasi novecento anni un luogo di arte, storia e fede tra i più insigni del Medioevo italiano. Un complesso unico, capace di sinterizzare l’essenza della scultura romanica dei bassorilievi di Benedetto Antelami con lo sfarzo della pittura del Correggio nella cupola.

Chiesa di San Silvestro

Luogo: Nonantola (Modena)
Anno: XII secolo
Stile architettonico: arte romanica
Curiosità: la cripta, composta da una “selva” di 64 colonnine, è la più estesa tra quelle delle chiese romaniche europee

Costruita nell’XI secolo sui resti di una chiesa precedente, l’edificio dalle forme romaniche-lombarde è parte integrante dell’abbazia di San Silvestro, voluta dal duca longobardo Astolfo attorno alla metà dell’VIII secolo. Nei secoli è stata luogo di incontro per papi, imperatori ma soprattutto delle comunità di monaci che si sono succedute in questa piccola località della bassa modenese.

Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo e San Geminiano

Luogo: Modena
Anno: XI – XIV secolo
Stile architettonico: arte romanica
Curiosità: nel bassorilievo della “Porta della Pescheria” secondo alcuni si troverebbero raffigurate le vicende di Re Artù, il che – se fosse vero – costituirebbe la più antica rappresentazione in Italia della sua leggendaria epopea

Duomo di Modena

Duomo di Modena | Foto © Mongolo1984, via WikiLoveMonuments

Insieme alla torre Ghirlandina e l’adiacente Piazza Grande, costituisce uno dei maggiori monumenti della cultura romanica in Europa, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Fondata nel 1099 per volere delle classi sociali locali, la cattedrale si presenta come una vera e propria struttura “vivente” per via delle figure scultoree che ne decorano ogni parte, in sintesi perfetta tra cultura antica e nuova arte lombarda.

Complesso di Santo Stefano

Luogo: Bologna
Anno: dal IV secolo in poi
Stile architettonico: arte paleocristiana, romanica e gotica
Curiosità: nella cripta dedicata a San Giovanni Battista c’è una colonna priva di capitello, portata a Bologna dal vescovo Petronio di ritorno dalla Terra Santa. Secondo la tradizione l’altezza di questa sarebbe pari a quella di Gesù

Complesso di Santo Stefano (Bologna)

Complesso di Santo Stefano (Bologna) | Foto © Chiari86, via WikiLoveMonuments

Da Modena ci spostiamo a Bologna. Qui, a due passi dalle Due Torri, sorge l’antico complesso di Santo Stefano, un vero e proprio santuario per la fede locale. Sorto sulla base di un antico tempio pagano, e pensato inizialmente come copia fedele del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ha conosciuto nella sua storia millenaria una serie di ampliamenti e modifiche che lo hanno portato a essere quello che è oggi: una struttura articolata composta da un groviglio di edifici sacri – noti come “sette chiese” – testimoni indefessi della storia dell’uomo.

Basilica di Santa Maria di Pomposa

Luogo: Codigoro (Ferrara)
Anno: VI-VII secolo (?) in poi
Stile architettonico: arte romanica
Curiosità: fu in questa abbazia che all’inizio dell’XI secolo il monaco benedettino Guido d’Arezzo elaborò la moderna notazione musicale, inventando il tetragramma, antico parente dell’odierno pentagramma

Abbazia di Santa Maria di Pomposa

Abbazia di Santa Maria di Pomposa (Codigoro) | Foto © Massimo Baraldi

Procedendo lungo la statale Romea che collega Ravenna a Mestre, il suo alto campanile appare improvviso ai confini con il Parco del Delta del Po. Di tradizione ravennate-bizantina, le sue origini sono ascrivibili tra il VI e il VII sec. d.C. Attorno all’anno Mille l’apice: il complesso si trasforma in uno dei più importanti monasteri dell’Italia centro-settentrionale, accogliendo ospiti come Dante Alighieri e Pier Damini e arricchendosi di tesori d’arte come il ciclo di affreschi d’ispirazione giottesca all’interno della basilica.

Basilica di Sant’Apollinare in Classe

Luogo: Ravenna
Anno: VI secolo
Stile architettonico: arte paleocristiana e bizantina
Curiosità: è stata definita il più grande esempio di basilica paleocristiana al mondo

A circa 8 km a sud dal centro di Ravenna, è forse una delle basiliche più belle al mondo, Patrimonio Unesco dell’Umanità. Solenne e suggestiva nelle decorazioni, appare semplice e lineare nelle forme architettoniche. Tre ampie navate si susseguono con una grande abside centrale rivolta a oriente. Qui, nella sua volta, si ritrovano, quelli che secondo molti, sono tra i più bei mosaici policromi d’età paleocristiana.

Basilica di San Vitale | Ravenna

Luogo: Ravenna
Anno: VI secolo
Stile architettonico: arte paleocristiana e bizantina
Curiosità: un labirinto in mosaico, a terra davanti al presbiterio, mostra un percorso che termina in una grande conchiglia, simbolo di nascita e resurrezione.

Basilica di San Vitale

Basilica di San Vitale | Foto © Archivio Fotografico Comune di Ravenna

È una delle basiliche paleocristiane più importanti al mondo, Patrimonio Unesco dell’Umanità. Un edificio capace di sintetizzare in sé elementi artistici orientali e occidentali grazie alla luminosità dell’arte del mosaico bizantino. Voluta dall’imperatore Giustiniano per celebrare il proprio potere, San Vitale sprigiona una forza attrattiva irresistibile soprattutto grazie alle stupende decorazioni musive dell’abside, agli ampi volumi e agli affreschi barocchi della cupola.

Cattedrale di Santa Colomba (Tempio Malatestiano)

Luogo: Rimini
Anno: IX secolo – XII
Stile architettonico: arte rinascimentale con alcuni elementi gotici
Curiosità: la facciata del tempio, rimasta incompleta, fu realizzata da Leon Battista Alberti, ispirandosi all’architettura classica come al vicino Arco di Augusto

È un po’ come entrare in un tempio pagano quando si varca la soglia del Tempio Malatestiano di Rimini. Pensato e costruito per celebrare le ambizioni del signore della città, Sigismondo Pandolfo Malatesta, costituisce una delle architetture più importanti del Quattrocento italiano.
Alla sua realizzazione presero parte alcuni degli artisti più insigni dell’epoca come Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e Agostino di Duccio, lasciando su questo monumento il proprio segno distintivo.

Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

2 commenti

  1. Linda

    Segnalo che al posto dell’Abbazia di San Silvestro di Nonantola avete pubblicato due volte una foto del Duomo di Modena.

    1. Davide Marino

      Grazie tante della segnalazione. Abbiamo provveduto a eliminare l’immagine in più.
      A presto
      Davide Marino | Staff #inEmiliaRomagna

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