[ParlamiditER #292] I Monasteri di Ravenna

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[ParlamiditER #292] I Monasteri di Ravenna


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Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
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Dal primo Medioevo in poi, all’interno delle mura della città di Ravenna furono costruiti numerosi monasteri, tanto da diventare un elemento caratteristico della città.

Nel complesso, per il periodo medievale i documenti attestano circa un ventina di cenobi, ma gli edifici conservati sono meno della metà, e ciò che rimane visibile in genere è databile alle ultime fasi di vita delle comunità religiose.

Un esempio per tutti è il caso del monastero benedettino di San Vitale, i cui ambienti oggi in parte ospitano le collezioni del Museo Nazionale. Non si conosce con precisione la data di fondazione del complesso, ma sembra verosimile collocarla verso la fine del X secolo. Nel corso del tempo ebbe la protezione degli arcivescovi di Ravenna, di papi e imperatori, che ne arricchirono il patrimonio. Nonostante questo, però, già nel XIII secolo la comunità di monaci era in crisi e non riuscì più a ristabilirsi. Degli edifici più antichi rimangono solo alcuni tratti delle murature del chiostro, incorporati nei rifacimenti successivi.

Anche presso la basilica di Sant’Apollinare Nuovo fu eretto un monastero, di cui è ancora visitabile il chiostro del XVI secolo. La fondazione risale al 973, per volontà di Petrus dux et comes. Nei secoli successivi, il cenobio si arricchì grazie a numerose donazioni e concessioni di beni fondiari. Solo nel XVI secolo, ormai in decadenza, la comunità benedettina fu sostituita dai frati Minori Osservanti, detti “Zoccolanti”, che vi si trasferirono dopo la Battaglia di Ravenna del 1512.

  • Monastero di San Vitale (Ravenna)

  • Antichi Chiostri Francescani (Ravenna)

  • Chiesa di San Nicolò, oggi Museo Tamo (Ravenna)

  • Basilica di Sant’Apollinare in Classe (Ravenna)

  • Basilica di Sant’Apollinare Nuovo (Ravenna)

A questo stesso evento è legata la costruzione dell’ex monastero di Classe in città, così chiamato perché vi si trasferirono i monaci di Sant’Apollinare in Classe a seguito dei disastri della battaglia e per garantire maggiore sicurezza ai religiosi. Il complesso è probabilmente uno degli esempi meglio conservati a Ravenna ed è ora occupato dalla Biblioteca Classense.

È accessibile anche il monastero di San Nicolò, eretto nella seconda metà del XIII secolo per ospitare la comunità degli Eremiti Agostiniani. Anche in questo caso, gli edifici subirono diversi rifacimenti nel corso del tempo. Oggi le strutture conventuali ospitano il museo TAMO, uno spazio interamente dedicato all’arte musiva di Ravenna.

Infine, merita di esse menzionato il convento di San Francesco, così chiamato solo a seguito del trasferimento, nel 1261, dei frati. Inizialmente, infatti, la basilica realizzata in età tardo antica (metà V secolo d.C.) era dedicata agli Apostoli e, in seguito, a San Pietro Maggiore. Del convento si conservano i chiostri rinascimentali (da quello cinquecentesco si accede al Museo Dantesco) e vi era collegata anche la tomba di Dante, in quanto i francescani ne erano i custodi.

Autore:

Medievista per amore e passione, si è occupata dei monasteri di Ravenna nella tesi di dottorato in Storia Medievale. Attualmente, lavora come archeologa in diverse zone della Romagna

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