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5 Castelli da non perdere nelle Terre di Canossa

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5 Castelli da non perdere nelle Terre di Canossa


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Forse non tutti sanno che l’Appennino Reggiano nei secoli centrali del Medioevo ha vissuto un’era di grande splendore. Proprio qui, infatti, intorno all’anno Mille la celeberrima Contessa Matilde di Canossa aveva collocato il centro politico e militare del suo feudo, un territorio che si estendeva dalla Lombardia alla Toscana, fino ai confini con lo Stato Pontificio.

In questi luoghi avvennero alcuni dei più importanti episodi storici dell’epoca, come l’umiliazione di Enrico IV nel 1077 presso il Castello di Canossa (da cui è nata la locuzione “andare a Canossa” in riferimento a chi si umilia o ammette di aver sbagliato), la vittoria contro l’esercito imperiale dello stesso Enrico IV nel 1092, vittoria avvenuta anche grazie alla strategica rete di castelli, rocche e borghi fortificati presenti nella Val d’Enza affiliati a Matilde, e la sua incoronazione a vice-regina d’Italia da parte di Enrico V nel 1111 presso il Castello di Bianello.

Quello che vi proponiamo è quindi un itinerario tra 5 castelli arroccati sulle colline di Reggio Emilia che furono testimoni di queste importanti vicende storiche: luoghi che conservano la memoria di un tempo lontano e che sono ancora oggi in grado di sorprendere il visitatore grazie agli scenografici panorami da cui sono attorniati.


Castello di Bianello

Partendo dal castello più vicino alla città di Reggio Emilia, la prima tappa del nostro itinerario è il Castello di Bianello, nel comune di Quattro Castella.
Sorto su un balcone naturale nelle prime colline dell’Appennino reggiano, da cui si gode di un panorama mozzafiato, questo castello è l’unico superstite dei quattro collocati sugli altrettanti colli che danno nome al territorio comunale. L’area sorge all’interno di un’oasi naturalistica protetta di 160 ettari gestita dalla Lipu.

Qui Matilde risiedeva quasi abitualmente e qui ospitò Enrico IV penitente, prima dell’umiliazione avvenuta a Canossa nel 1077. Qui soggiornarono papi e principi e sempre qui nel 1111 Matilde ricevette Enrico V e fu da lui proclamata vicaria imperiale (vice-regina) d’Italia.

Dopo la morte di Matilde, il castello subì numerose trasformazioni, che ne hanno fatto una dimora signorile con stanze affrescate e sale da ballo e ricevimento. Conserva però anche interessanti strutture della primitiva rocca e, in una stanza, un dipinto del XIV secolo che rappresenta Matilde con in mano il fiore del melograno, simbolo della chiesa, ed il motto tuetur et unit, ovvero “protegge e unisce”.

Il Castello è accessibile solo tramite visita guidata, un percorso circa 50 minuti.

Quattro Castella, Castello di Bianello | Ph. caba2011

Castello di Bianello | Ph. caba2011

Castello di Rossena

Il Castello di Rossena fu edificato nel 960 circa dal conte Adalberto Atto, bisnonno di Matilde di Canossa, per il preciso intento di realizzare una roccaforte a difesa del Castello di Canossa, la sede principale del potere, situata a circa 2 km di distanza.
Alla morte di Matilde di Canossa il castello passò poi di mano in mano fra i principali esponenti della nobiltà e dell’aristocrazia italiana e internazionale; fra le famiglie che ne sono state proprietarie spiccano i Da Correggio, i Farnese, Maria Luisa d’Austria e gli Este.

L’edificio è tutt’oggi perfettamente conservato, anche grazie ad un recente restauro: si tratta di un gioiello architettonico straordinario a cui si accede, dopo una breve salita, attraverso un arco di pietra.
Una piccola scala conduce al forte costituito dal nucleo centrale della torre interna e da 21 stanze disposte su più livelli. Dalle sue finestre ci si affaccia sui meravigliosi paesaggi collinari circostanti e sulla vicina Torre di Rossenella, una torre di avvistamento raggiungibile con un facile sentiero.

Il castello è visitabile e al suo interno è anche possibile pernottare, perché è presente un ostello con 54 posti letto.

Castello di Rossena, vista sulla Torre di Rossenella | Ph. Gabriele Costetti

Castello di Rossena, vista sulla Torre di Rossenella | Ph. Gabriele Costetti

Castello di Canossa

Del poderoso Castello di Canossa, sorto su una panoramica rupe di arenaria bianca, oggi rimangono solo i ruderi, ma le caratteristiche del paesaggio che lo circondano e le memorie storiche che ha vissuto rendono questo castello reggiano un luogo di straordinaria suggestione.

Costruito anch’esso da Adalberto Atto, bisnonno di Matilde di Canossa, divenne il centro del complesso sistema difensivo canossiano. Oltre al celebre episodio dell’Umiliazione di Enrico IV, che attese inginocchiato per tre giorni e tre notti davanti al portone d’ingresso, il Castello di Canossa era già stato palcoscenico di importanti episodi storici legati alla casata degli Attoni: nel 951 Adalberto diede qui rifugio alla regina Adelaide, vedova di re Lotario II, che era in fuga dal castello di Garda, dove il nuovo re Berengario II l’aveva imprigionata.

Il castello è aperto dal martedì alla domenica con orario continuato ed è possibile prenotare una visita guidata da concordare con la biglietteria. Sul sito è allestito anche il Museo Naborre Campanini, che ospita i reperti provenienti dagli scavi del castello.

Castello di Canossa | Ph. Simone Lugarini

Castello di Canossa | Ph. Simone Lugarini

Castello di Sarzano

Come altri castelli Matildici, la costruzione del Castello di Sarzano avvenne per opera di Atto Adalberto, che nel 958 acquistò la proprietà di una precedente fortificazione; proprio grazie alla famiglia Attoni il castello divenne in quel tempo un crocevia rilevante, grazie anche alla sua collocazione a metà strada fra Langobardia e Tuscia.

Il luogo offre ancora oggi al visitatore un paesaggio inatteso, ricco di storia e di tradizioni.
Oltre ad essere “una delle rocche più eleganti e meglio conservate dell’Appennino emiliano” (come ha affermato l’archeologo e storico dell’arte Corrado Ricci nel 1885), proprio in questo luogo è nata la celebre Ars Canusina®.
Qui, infatti, il medico Maria Bertolani Del Rio concepì e realizzò, cent’anni or sono, un’originale esperienza artistica e terapeutica denominata Ars Canusina®, che prendeva ispirazione proprio dal mito millenario di Matilde di Canossa ed è oggi l’artigianato artistico più tipico della zona.

Per finire ecco una curiosità sul castello che lega la sua storia al mondo del cinema: forse non tutti sanno che l’attore brittanico Christopher Lee, il celebre Dracula di note pellicole internazionali, è stato l’undicesimo marchese di Sarzano in quanto Sarzano era la patria dei suoi antenati, la famiglia Carandini.

Il Castello di Sarzano è aperto nei fine settimana ed è visitabile liberamente.

Casina, Castello di Sarzano | Ph. Lugarex

Castello di Sarzano | Ph. Lugarex

Castello di Carpineti

Il Castello di Carpineti si innalza potente su uno degli speroni rocciosi del crinale del monte Antognano, proprio a sottolineare la sua antica funzione difensiva.
Si ipotizza che la primitiva cinta muraria risalga all’epoca delle scorrerie ungare, ma la fondazione del castello è invece attribuita sempre ad Adalberto Atto di Canossa.

La struttura del complesso viene definita “castello-recinto” per via della cinta a pianta irregolare, all’interno della quale svetta il mastio, ancora pressoché integro.
Le sue stanze hanno ospitato pontefici, vescovi, re e imperatori: tutti quei potenti che al tempo di Matilde stipulavano accordi sulle sorti dell’Italia e delle sue genti.

Il castello di Carpineti, aperto nel weekend (o su prenotazione durante la settimana) è inoltre situato su un importante crocevia di sentieri escursionistici: il sentiero Spallanzani e la Via Matildica del Volto Santo.

Castello di Carpineti | Ph. Sandro Beretti

Castello di Carpineti | Ph. Sandro Beretti

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

Un commento

  1. barbara fava

    Bellissimo post, manca il sesto castello; Viano, poco conosciuto ma bellissimo.

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