[ParlamiditER #221] Viaggio nella terra del Lambrusco

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[ParlamiditER #221] Viaggio nella terra del Lambrusco


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a <turismoemiliaromagna@gmail.com> o un commento qui sotto!


Antichi sapori e paesaggi mozzafiato si alternano tra dolci colline e paesaggi da fiaba.

C’era una volta…
è così che dovrebbe iniziare il nostro racconto alla scoperta di antichi borghi, torri medievali e castelli arroccati. Siamo nelle stanze più segrete dell’Emilia Romagna, quel lembo di terra circondato ad ovest dalla Liguria, a nord dalla Lombardia, ad est dal Veneto e a sud dalla Toscana. Una regione conosciuta per le sue prelibatezze, per la sua tradizione enogastronomica e per essere il cuore della MotorValley italiana, la patria delle luxury sportcars tra le più famose al mondo.

Siamo andati alla scoperta delle terre del Lambrusco Grasparossa, quel vino rosso frizzante che qua in Emilia è un vero e proprio must-have. Il territorio è quello che si estende nel Comune di Castelvetro di Modena e che tocca diverse frazioni, tra cui anche Levizzano Rangone. Un piccolo agglomerato di case in un borgo la cui vista è dominata da un meraviglioso castello.

Iniziamo il nostro viaggio dal borgo storico di Castelvetro di Modena, il cui profilo si caratterizza per le suggestive torri e campanili che si stagliano sulle rigogliose colline circostanti, accogliendo chi giunge in lontananza. Il borgo con la sua forma raccolta custodisce, come uno scrigno, un valoroso patrimonio culturale.
Entriamo nel centro storico, dove possiamo ammirare la Torre delle Prigioni, la centrale Piazza Roma conosciuta anche come “Piazza della Dama” . Ogni anno si trasforma nel palcoscenico che ospita il gioco della dama vivente.

Il borgo di Castelvetro ci affascina con i suoi pittoreschi edifici ma la nostra attenzione viene catturata dalla magica Torre dell’Orologio che domina la piazza ed è, senza dubbio, uno dei simboli di questo paese. Lasciamo la piazza e dirigiamoci verso l’imponente Chiesa Parrocchiale, dall’architettura neogotica. Tra i suoi vicoli troviamo le trattorie di una volta, dove tutto viene cucinato dalle mani sapienti delle “razdore”. Pasta ripiena fatta in casa, la scelta è varia tortelloni di ricotta e spinaci, tortellini o tortelloni di zucca durante i mesi autunnali.  Il tutto accompagnato dal Lambrusco di Grasparossa che in questa zona, trova i suoi natali.

È giunto il momento di avventuraci alla scoperta di Levizzano Rangone, un altro piccolo borgo tra le colline colme di vigneti che saprà catturarvi con il suo meraviglioso Castello. Il centro storico di questo piccolo borgo è fatto da un piccolo agglomerato di case.

Vicino al castello vediamo la Torre Matildica che svetta alta nel cielo e insieme al maniero rappresentano i simboli di Levizzano Rangone. Dopo aver ammirato le bellezze di questo piccolo paese, riprendiamo la strada che dal centro di Levizzano porta a Puianello. Qui potrete vedere i calanchi, un fenomeno geomorfologico erosivo provocato dall’acqua su terreni argillosi, che scolpiscono e modellano il territorio, rendendolo un paesaggio a tratti lunare. Dopo qualche minuto di auto, arriviamo al Santuario della Beata Vergine della Salute che sorge sul colle di Puianello a 475 metri sul livello del mare. Una terrazza sulla Pianura Padana si apre dinanzi a noi, dalla quale è possibile ammirare un panorama che spazia fino alle Alpi.

Storia, architettura e tradizioni contadine sono i capisaldi racchiusi in questa parte d’Emilia, raggiungibile in soli venti muniti da Modena e circa mezz’ora da Bologna.
Tra le colline del Lambrusco Gasparossa nel Comune di Castelvetro si ricongiungono scenari di antichi castelli, chiese e torri che ci riportano alle leggende del passato, fatte da cavalieri erranti e dame in grande lustro. Proprio questi elementi sono i punti focali di meravigliosi itinerari storico-artistici ed enogastronomici, che ci guidano alla scoperta di un territorio con una tradizione culinaria che ha fatto di questa terra un luogo magico da visitare.

Autore:

Traduttrice, giornalista e scrittrice. Adoro scrivere storie e racconti. La mia passione per la scrittura nasce poco a poco negli anni dell’università e si è consolidata nella vita professionale.

2 commenti

  1. Marella

    C’era una volta una ragazza che non capiva la bellezza della sua terra, dovette andare lontano e vedere il quadro generale;
    Si rese conto dapprima delle cose più popolari quali il cibo che tutti conoscono, ma voleva far vedere e conoscere anche la passione delle mani che lavorano le materie prime e di quel silenzio nebbioso che sembra proteggere i pensieri ed i sogni delle persone che vi sono circondate.
    La nostra è una bellezza concreta, chiusa in una gelosa tradizione che offre al pubblico solo i frutti, ma non i suoi segreti.

    1. Davide Marino

      Grazie Marella del tuo commento

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