[Parlami di tER] La storia della lavorazione del Sughero a Cervarezza Terme

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[Parlami di tER] La storia della lavorazione del Sughero a Cervarezza Terme


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Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
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Cervarezza Terme è un piccolo paese nell’Alto Appennino Reggiano, per la precisione nel comune di Busana (nel 2016 diventato comune di Ventasso), conosciuto non soltanto come luogo di villeggiatura estiva, ma anche come centro, unico in Emilia-Romagna, per la lavorazione del Sughero.

Una storia iniziata verso la fine dell’ottocento, e poi ricostruita nel 2006 in un museo interamente dedicato all’operosità degli abitanti del luogo, che partendo da zero costruirono un’economia fiorente senza avere a disposizione nelle loro zone la materia prima.

Non esistono documenti che attestano l’inizio della lavorazione del sughero a Cervarezza, ma attraverso le testimonianze lasciate dagli anziani del paese tramandate da padre in figlio, l’attività del sughero viene fatta risalire a circa metà del settecento.
Il primo documento ufficiale risale al 23 gennaio 1889; esso è custodito nell’archivio di Busana (ora Ventasso) e riguarda “la vendita per mezzo di pubblico incanto di 80 pezzi di sughero e 200 turaccioli, pignorati nei confronti di un debitore moroso d’imposte erariali e comunali”.

  • La capitale dei turaccioli | Ph. Uit Museo del Sughero

  • Museo del Sughero | Ph. Uit Museo del Sughero

  • Museo del Sughero | Ph. Uit Museo del Sughero

  • Scaracciatori Luglio 1954 | Ph. Uit Museo del Sughero

Ma come fu possibile che dei pastori, abituati a ben altri stili di vita, abbiano iniziato a lavorare il sughero? Cosa li portò a cambiare le loro abitudini? Fu la miseria che, alla fine dell’800, costrinse parecchi abitanti di Cervarezza all’emigrazione.
Molti di essi andavano con le pecore a svernare in Maremma, e qui tagliando anche la legna per integrare il reddito, conobbero la pianta del Sughero.
Inizialmente la lavoravano sul posto, poi in seguito iniziarono a portare le scorze a casa con dei carri o in spalla.
A Cervarezza la scorza veniva trattata secondo le regole apprese in Toscana e partecipavano alla lavorazione dentro fienili, cantine o stalle, tutti i componenti della famiglia.

Il sughero veniva bollito in una vasca di rame, poi con un coltello affilato gli uomini lo scaracciavano ottenendo dei quadretti che poi le donne arrotondavano. Un bravo scaracciatore faceva circa 2.500 tappi al giorno.

Prima della vendita i tappi venivano contati e insaccati, quindi si partiva per le città e i borghi della bassa con barocci trainati da cavalli o muli. Dalla vendita si ricevevano denari o qualche volta si utilizzava il “baratto”.

A seguito del miglioramento della produzione enologica si diffuse la pratica dell’imbottigliamento e a Cervarezza venne incrementata la produzione che passò così da attività collaterale alla pastorizia e all’agricoltura, a piccola industria a sé stante, con nuove possibilità di lavoro per tutto il paese, in particolare per donne e ragazzi.

Per alcune famiglie diventò l’attività principale e fu così che da questo piccolo centro hanno avuto origine quasi tutte le famiglie che attualmente producono tappi di sughero in Emilia-Romagna.

Naturalmente la storia continua, e se volete potete seguirla venendoci a trovare a Cervarezza Terme e a visitare il Museo dedicato a questa attività così particolare per le nostre zone d’appartenenza.

Il Museo del Sughero, realizzato al piano terra dell’edificio che ospita anche il nuovo comune, è costituito da una sala espositiva nella quale sono visibili 18 macchine tipiche della lavorazione del sughero, ordinate secondo le fasi di lavorazione ed alcune nella loro evoluzione storica.
La sala espositiva è affiancata ad una sala proiezione dove si può ammirare un video su Cervarezza e sull’origine di questa antica lavorazione, che racconta attraverso le testimonianze di un pastore e di alcune donne del paese la storia di questa antica tradizione. Il video termina con le fasi della lavorazione del sughero, come si svolgono oggi, con un collegamento alle imprese produttrici che sono ancora presenti sul territorio.
Noi vi aspettiamo.


INFO

Piazza 1°Maggio n°3, Cervarezza Terme, 42032 Ventasso (Reggio Emilia)
Tel: 0522-890655
Mail: museodelsughero@comune.ventasso.re.it
Sito: comune.ventasso.re.it
Pagina FB: Uit Museo del Sughero
Pagina Instagram: Uit Museo del Sughero

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