[Parlami di tER] Emilia Romagna in bicicletta

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[Parlami di tER] Emilia Romagna in bicicletta


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Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


Italia in bicicletta è un viaggio in bicicletta da Padova a Santa Maria di Leuca, passando dall’Emilia Romagna.

Due donne che vogliono conoscere il nostro paese e farlo in bicicletta è il miglior modo che possiamo immaginare. Un mese, 1650 km e 11500 metri di dislivello.

Nel raccontare del nostro viaggio in bicicletta attraverso l’Emilia-Romagna mi vengono subito in mente due cose: pinete e ospitalità.

La prima è legata alla natura dei luoghi che abbiamo attraversato e pedalato. Chilometri e chilometri di fitte pinete costiere tracciate ed intersecate da decine di sentieri in cui perdersi sarebbe stato facile, se non fosse che noi puntavamo inevitabilmente verso Sud.

La seconda è legata alla gente e in particolare ai romagnoli, di un’accoglienza sorridente senza precedenti. Abbiamo incontrato persone amiche, curiose, sempre pronte a darci un consiglio, fare una battuta e mostrare con orgoglio la propria terra. Grazie!

Attraversiamo l’Emilia-Romagna gli ultimi giorni di agosto entrando dal Veneto e più precisamente da Goro. Non potrebbe esserci accoglienza migliore della splendida ciclabile che corre tra la laguna e il bosco della Mesola in direzione della foce del Po di Volano. Spingiamo la bici per brevi tratti a causa della sabbia accumulata sul sentiero, sotto l’ombra di grandi lecci. Purtroppo non vediamo i famosi cervi, ci torneremo un’altra volta, più silenziose.

L’idea di pedalare nel trambusto balneare dei Lidi Ferraresi non ci attira molto… mai ci saremmo aspettate di trovare tutta la ciclovia adriatica segnalata e condotta in un contesto così spettacolare.

A partire dal Lido di Volano, con le bellissime sculture in legno di Enrico Menegatti, una vera e propria attrazione turistica, nonché un inno al riciclo e all’attenzione per l’ambiente. Dinosauri e altre bestie dominano il litorale e controllano il via vai della gente sulle spiagge libere.

Guadiamo il canale tra Porto Garibaldi e il Lido degli Estensi su una piccola imbarcazione per pedoni e ciclisti e raggiungiamo le selvagge spiagge della Sacca di Bellocchio concedendoci un meritato bagno e un giusto riposo.

Il nostro percorso continua con una piccola nota negativa per l’assenza di un passaggio ciclabile sopra il fiume Reno, circostanza che ci obbliga a percorrere la Statale, un’esperienza poco gradevole e molto pericolosa. Anche se passa ben presto nel dimenticatoio mentre solchiamo le acque che dividono Porto Corsini e Marina di Ravenna a bordo del traghetto.

Continuano le interminabili pinete che ci riempiono di gioia e serenità, finalmente assaporiamo l’aria di vacanza e libertà. Siamo solo all’inizio, la nostra meta è ancora ben distante.

Non possiamo non passare per Ravenna, quantomeno per buttare un’occhiata, ho dei vaghi ricordi di una gita scolastica per vedere i bellissimi mosaici del Mausoleo di Galla Placidia. Anche se devo ammettere che il vero pezzo forte della città è una piadina farcita indimenticabile che divoriamo accompagnata con una birra fresca. Fa veramente caldo.

Ripartiamo sempre verso Sud, raggiungiamo la Basilica di Sant’Apollinare in Classe e ci buttiamo dentro alla pineta di Classe in un labirinto di sentieri che ci conduce ad un alto osservatorio da cui vediamo i famosi fenicotteri. Scattiamo qualche foto alle casette dei pescatori, senza sapere che le ritroveremo molti chilometri più in giù sulla costa dei Trabocchi in Abruzzo.

Ci fermiamo a fare il bagno nella spiaggia libera del Lido di Classe e ci riposiamo sotto una di quelle capanne che la gente del posto costruisce con tanta cura nelle le prime giornate calde di primavera.

  • Ravenna, Lido di Classe pineta, ph. Melanie Chilesotti – sentieriliberi.com

  • Ravenna, Piazza San Francesco, ph. Melanie Chilesotti – sentieriliberi.com

  • Ravenna, Lido di Classe – pineta, ph. Melanie Chiselotti – sentieriliberi.com

  • Ravenna, Lido di Classe – pineta vista dal mare , ph. Melanie Chiselotti – sentieriliberi.com

  • Ravenna, Lido di Classe – capanni da pesca, ph. Melanie Chiselotti – sentieriliberi.com

Si susseguono ora una serie di porticcioli colorati e affollati come Cervia e Cesenatico che pedaliamo via veloci per rincorrere il nostro amore per la natura. Mangiamo una piadina speciale a Bellaria e deviamo verso l’interno lungo la ciclabile del fiume Uso. Ad un certo punto s’interrompe, o forse sbagliamo strada, comunque ci ritroviamo presto a Santarcangelo di Romagna che decidiamo di scalare fino in cima senza apparente motivo. Forse, abbiamo voglia di montagna e così decidiamo bene di prendere la ciclabile della Valle del Marecchia che ci porta dritte dritte a Pietracuta dove facciamo il bagno nel fiume, ai piedi di San Marino. La ciclabile della Valle del Marecchia è favolosa, sterrata, in leggero saliscendi, immersa nel verde, lungo le sponde del fiume (che però è un po’ secco).

Dopo un’impegnativa scalata a San Marino dolci colline ci riportano lentamente verso il mare percorrendo un tratto della ciclabile del fiume Conca. Ai piedi di San Bartolo salutiamo l’Emilia Romagna e continuiamo verso sud, direzione Santa Maria di Leuca.


 

Autore:

Melanie, classe 95’, italo-tedesca, padovana di origini.

Sono un’amante della natura, del movimento e della scoperta e viaggiare in bicicletta e a piedi mi fa sentire libera.

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