Menu
Menu

Non solo trabocchi: capanni da pesca, luoghi da sogno

 | 

Non solo trabocchi: capanni da pesca, luoghi da sogno


Tempo stimato di lettura: 5 minuti

Fu dove il ponte di legno mette a Porto Corsini sul lato alto e rari uomini, quasi immoniti, affondavano o salpavano le reti

E. Montale, Dora Markus

Quelli che in Abruzzo si chiamano trabocchi, in Emilia Romagna si chiamano capanni da pesca.
Poco meno di un migliaio, questi suggestivi luoghi della tradizione e dell’identità popolare raccontano e tramandano la cultura dell’acqua tra mare, valli, lagune, piallasse, fiumi, canali e torrenti.
Perfetti da scoprire in ogni stagione, offrono al viaggiatore una magica atmosfera, da vivere e da immortalare, tra fenicotteri rosa, saline e borghi marinari.

Una realtà autentica fatta di sagome inconfondibili tra colori e luci, i capanni da pesca sono parenti lontani dei fari, guardiani del mare per antonomasia.

All’alba o al tramonto, nelle giornate di sole o tra le nebbie, assistere allo spettacolo delle reti che vengono issate regala uno scorcio bucolico ed elegante allo stesso tempo.

Da sempre perfetta sintesi tra rifugio e luogo di vita sociale tra sapori, tradizione e solidarietà, dove può capitare spesso di assistere all’appostamento sulle reti appena sollevate di gruppi di uccelli che raccolgono il pesce pescato più velocemente dei pescatori…

Capanni da pesca, luoghi da sogno in Emilia Romagna:

  • suggerimento per pescatori amatoriali: carpire segreti e scoprire aneddoti scambiando 4 parole con i capannisti o padellonisti (così sono soliti definirsi i frequentatori abituali anziché solamente pescatori);
  • idea di viaggio per gli amanti del birdwatching: possibilità di avvistare fenicotteri rosa, aironi cenerini, bianchi maggiore o rossi, cormorani e cavalieri d’Italia in uno degli ambienti con una biodiversità ornitologica tra le più alte d’Europa;
  • meta per gli appassionati di fotografia in cerca di una location da sogno da immortalare e condividere.

Da vivere in compagnia, la socialità è una delle sue caratteristiche principali, ma senza disturbare come fanno rispettosamente i fenicotteri rosa…

Comacchio

Valli di Comacchio | Ph. Vanni Lazzari


Capanni da pesca – cosa sono, storia e tradizione

cesenatico, forli cesena, porto canale leonardesco, WLM2014, Ph. marco_della_pasqua

Capanni di pesca a Cesenatico | Ph. marco_della_pasqua, via WLM2014

I capanni da pesca storicamente nascono come risposta della gente di valle, di fiume e di mare per una necessità naturale di ripararsi e per lo sviluppo di un’attività che consenta di vivere come la pesca.

Di base il capanno da pesca è un prodotto povero: ne sono prova l’utilizzo dei materiali, le tecniche costruttive e il luogo dove è localizzato che ne evidenza l’uso per la sussistenza della popolazione che viveva in queste terre.

Quando le distanze o i tempi di pesca lo richiedevano, infatti, era necessario avere un rifugio temporaneo in cui conservare alcuni attrezzi, portare a termine le prime fasi di lavorazione di ciò che era stato pescato o trovare riparo durante la notte o le intemperie.

Con le loro grandi reti che si levano sugli specchi d’acqua nelle diverse zone umide, sono parte del patrimonio culturale regionale, caratterizzandone il paesaggio da molti secoli.

Presente sul territorio dal XV secolo, anche se le prime tracce dirette risalgono all’Ottocento, il capanno da pesca si è quindi evoluto insieme alla gente del posto, passando da una forma di sussistenza quotidiana data dalla possibilità di una pesca non professionale che integrava la dieta consentendo anche un piccolo commercio di pesce, a rifugio in tempo di guerra fino alla funzione ricreativa odierna.

Evoluti col tempo anche i materiali di costruzioni: dalle canna palustre si è passati prima al legno e falasco e poi ai prefabbricati e alla muratura.

Mentre la dicitura capanno da pesca fa riferimento alla struttura architettonica, gli altri sinonimi utilizzati, bilancione (nell’area emiliana e nel ferrarese) o padellone (in Romagna) si riferiscono all’attrezzo utilizzato per la pesca che prevede una rete quadrata ed un sistema a bilancia di sollevamento, periodicamente (da 2 ai 10 minuti) immersa nell’acqua e sollevata verticalmente.

Capanni da pesca - tipologie

Diverse le tipologie di capanni da pesca, tra cui:

  • il capanno da pesca su terra ferma, se posto sull’argine del canale oppure sugli spazi degli stazzi e sui moli;
  • il capanno da pesca su palafitta, posto totalmente sopra lo specchio d’acqua;
  • il capanno da pesca semipalafitticolo, soluzione ibrida con parte che sporge sull’acqua e parte che poggia sulla terra;
  • il capanno da pesca su chiatta, quando il sistema a bilancia è montato su un natante anche se attraccato a riva

Da citare, anche se non si tratta di un capanno da pesca vero e proprio, la dirlindana, ossia il sistema di pesca a bilancia montato su una piccola imbarcazione che ancora oggi viene utilizzata soprattutto nelle Valli di Comacchio.

Indipendentemente dalle dimensioni (piccoli: 3 o 4 metri/grandi: decine di metri quadrati), tutti hanno 2 elementi essenziali:

  • il sistema di sollevamento che spesso è in bella mostra – orgoglio del gruppo di pescatori che animano il capanno – con meccanismi a dir poco originali se si pensa che alcuni sono alimentati dai motori adattati di una vecchia Vespa e di una Fiat 127;
  • lo spazio per pulitura e cottura del pesce e per la socializzazione

Capanni da pesca - come funzionano

marina-romea-ravenna_capanno_sulla_pialassa_ph.Nicola-Strocchi

Marina Romea (RA) – Capanno sulla pialassa, ph. Nicola Strocchi

Il fenomeno nasce in maniera spontanea per necessità e fin da allora si autoregola: ogni singolo capanno è basato sulla compartecipazione di sei o sette persone, così da avere una rotazione settimanale. Se i compartecipanti sono sei, a chi tocca il sabato spetta anche la domenica.

Ogni capanno prevede un titolare, cioè un socio detto anche capocapanno ma la cosa davvero straordinaria e anacronistica per i nostri giorni è che non vi è nessun contratto scritto, tutto viene sancito tra galantuomini con una pubblica stretta di mano.

Ogni singola giornata, quindi, un sesto o un settimo della proprietà, viene tradizionalmente chiamata quota, la quale può essere ceduta con il diritto di prelazione dei soci rimanenti e viene trasmessa per eredità ai figli o agli eredi.

Capanni da pesca - Dove trovarli

gualtieri-reggio-emilia-capanni-ph.Stefano Zardini

Gualtieri (RE) – Capanno, ph. Stefano Zardini

In Emilia, nelle zone più selvagge del fiume Po (come quello nel Comune di Gualtieri), del Parma, dell’Enza (a Brescello nei pressi della confluenza con il Po), del Taro e del Crostolo.

Nel Parco del Delta del Po potendo scegliere tra i paesaggi tra terra e acqua delle valli ferraresi e quelli delle pinete costiere ravennati delle piallasse.

Nel forlivese la location è il borgo marinaro di Cesenatico, mentre nel riminese è il mare a fare da sfondo alle caratteristiche sagome.

Capanni da pesca - quando scoprirli

cervia-ravenna-capanno-molo-ph. Visit cervia simonemanzoCervia (RA) – Capanni da pesca al molo -Ph. Simone Manzo (@VisitCervia)

  • Capanni Aperti – Giornata dedicata che si svolge ogni anno a maggio nel ravennate;
  • Primavera Slow – 4 settimane di eventi dedicati al birdwatching e al turismo naturalistico nel Parco del Delta del Po;
  • Fiera Internazionale del Birdwatching e del Turismo Naturalistico: appuntamento per tutti gli amanti della fotografia naturalistica, dell’osservazione dell’avifauna, del turismo lento e in natura, la sostenibilità e la biodiversità.

Capanni da pesca - enogastronomia e sapori

Anguilla di Comacchio

Anguilla di Comacchio

La regola antica della giornata nel capanno era: “us magna cun quel che us ciapa” (ovvero si mangia quello che si prende): oggi non è più sempre così ma l’ingrediente base rimane il pesce.

Cefali, acquadelle, anguille, sarde, acciughe e alici, gamberetti, sogliole e anguille… per apprezzare il gusto e la freschezza del pesce appena pescato sono due i principali modi per cucinarlo: la frittura veloce e la “rustida” termine utilizzato per la gustosa cottura direttamente sulla brace.
In alternativa si possono fare risotti all’anguilla, o di granchio e frittata di omini nudi (chiamati anche bianchetto).

Ricette di pesce che sanno di Romagna e che si possono gustare anche nelle tante manifestazioni enogastronomiche organizzate nei borghi marinari.

Per insaporire i piatti si può disporre delle varie erbe officinali, anche selvatiche, presenti nei piccoli orticelli attorno ai capanni lungo i fiumi o dei prodotti del sottobosco, come erbe varie e pinoli da pesca per quelli nei pressi delle pinete.

Autore:

Sangue siculo – abruzzese, nata e cresciuta a Firenze, emiliano romagnola di adozione. Montanara inside da sempre, da poco ha scoperto la sua passione anche per il mare…

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *