[Parlami di tER] Il Museo Diocesano di Reggio Emilia
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di /// Gennaio 19, 2022 /// Tempo stimato di lettura: 5 minuti

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Durante una visita a Reggio Emilia c’è un museo in particolare che ti consiglio di visitare, si tratta del Museo Diocesano.

Ancora poco conosciuta ai più, questa istituzione museale è organizzata in maniera tale da ripercorrere passo dopo passo la storia della Chiesa in terra reggiana.

Il percorso espositivo si pone come obiettivo quello di sottolineare l’importanza acquisita dalle realtà ecclesiastiche nel corso dei secoli. Queste, infatti, non furono solamente incaricate della gestione dei sacramenti e alla diffusione della Fede, ma divennero veri e propri centri di accoglienza, di lavoro e di cultura.

  • Museo Diocesano Reggio Emilia | Ph. Associazione di Promozione Sociale Città di Reggio
  • Museo Diocesano Reggio Emilia, Mosaico Epoca Romana | Ph. Associazione di Promozione Sociale Città di Reggio
  • Museo Diocesano Reggio Emilia, Facciata Affresco | Ph. Associazione di Promozione Sociale Città di Reggio

L’arte sacra qui esposta, allora, è un simbolo capace di evidenziare il ruolo rilevante che la Chiesa ebbe su tutto il territorio circostante.

La sede del Museo Diocesano di Reggio Emilia

Il Museo Diocesano di Reggio Emilia si trova all’interno del Palazzo Vescovile, per l’esattezza nella sua ala est.
Il percorso espositivo si sviluppa all’interno di tre saloni che sono stati oggetto di un lungo e preciso lavoro di restauro che ha reso di nuovo agibili questi ambienti a partire dal 2006.

La sede di questa realtà museale non è frutto di un caso. Il Palazzo Vescovile, infatti, era già stato indicato negli anni Trenta come possibile “contenitore” di quelle opere che alcune personalità della Curia locale avevano iniziato a raccogliere perché particolarmente interessanti dal punto di vista artistico o perché a rischio dispersione.

Una prima esposizione venne allestita nel 1994 all’interno dell’appartamento vescovile e fu visitabile fino al 2000 quando, purtroppo, il sisma la rese inagibile.

Il Palazzo Vescovile può essere considerato il vero e proprio cuore dell’organismo diocesano reggiano e, come tale, non poteva che essere una sede di grande valore per un museo interamente dedicato al rapporto tra la Chiesa e il territorio.

La presenza di un edificio lungo il lato settentrionale della Cattedrale di Reggio Emilia, tra il battistero e l’antica (e ormai scomparsa) chiesa di San Michele, è documentata sin dal X secolo. All’epoca entrambe le costruzioni erano circondate da una cinta muraria che le trasformava in un vero e proprio castellum. È probabile, però, che la fondazione del Palazzo sia precedente.

L’edificio fu danneggiato e restaurato diverse volte e a partire dal 1374 per circa un secolo cessò anche di essere la sede episcopale. Ritornò a essere la residenza dei vescovi reggiani solo dal 1477 e da quel momento la sua struttura fu soggetta a ampliamenti e abbellimenti che videro il proprio massimo a partire dal 1650 quando fu nominato vescovo di Reggio il cardinale Rinaldo d’Este.

Il percorso espositivo: cosa vedere al Museo Diocesano di Reggio Emilia

Al piano terra del Palazzo Vescovile si snoda, all’interno di tre sale, il Museo Diocesano di Reggio Emilia.
L’obiettivo del percorso espositivo è quello di seguire passo dopo passo la storia della Chiesa in terra reggiana. Per farlo si è scelto di narrarla attraverso le strutture ecclesiastiche che, nel corso dei secoli, hanno operato per il consolidamento della fede nel territorio diventando allo stesso tempo punti di riferimento per il lavoro, l’arte e la cultura. Troverai, allora, una sala dedicata ai monasteri, una intitolata alle pievi e una riservata alla cattedrale.

Le opere che potrai ammirare lungo il percorso coprono un arco cronologico che inizia dal IV – V secolo e termina intorno alla seconda metà del Cinquecento, quando ebbe luogo la Riforma sviluppata dal Concilio di Trento.

Una volta varcato l’ingresso del Museo Diocesano incontrerai subito un toccante affresco che raffigura il Crocifisso: è dal sacrificio di Cristo, infatti, che nacque la Chiesa. Da questa importante simbologia che sintetizza il Cristianesimo inizia il percorso espositivo.

Il Monastero

La prima sezione del museo è quella dedicata ai monasteri.
Questi luoghi di fede furono il primo vero e proprio strumento per la diffusione del cristianesimo e per il suo consolidamento sul territorio.
I monasteri furono insieme centri religiosi e culturali, ma anche economici e produttivi ed ebbero un ruolo fondamentale per conservare tradizioni e saperi che altrimenti sarebbero potuti andare perduti a causa degli avvenimenti politici e sociali delle varie epoche passate.

All’interno dei monasteri il modello più seguito è stato per tantissimo tempo quello della Regola di San Benedetto. In area reggiana, però, il monachesimo benedettino si sviluppò e si rafforzò solo intorno all’XI secolo con l’avvento del potere dei Canossa.

In questa sala potrai ammirare alcuni dei resti del Monastero di Santa Maria di Marola che fu costruito proprio per volontà di Matilde di Canossa.

Le Pievi

La seconda sala del Museo Diocesano di Reggio Emilia è dedicata alle pievi.
Queste sono tutt’oggi un vero e proprio simbolo della territorializzazione istituzionale delle diocesi.
Se pensi che in epoca carolingia fu introdotto l’obbligo per i fedeli di ricevere battesimo e sacramenti nella pieve di appartenenza e di versarvi anche la decima sui raccolti, puoi facilmente capire come queste furono l’elemento chiave per creare un ordine territoriale chiaro e preciso.

Le pievi erano il punto nevralgico dell’organizzazione religiosa. Anche il territorio reggiano si basava su questo modello. Tra i reperti più importanti di questa sala ti segnalo una pergamena datata al 1101 con la firma autografa di Matilde di Canossa.

Museo Diocesano Reggio Emilia, Firma Matilde Di Canossa | Ph. Associazione di Promozione Sociale Città di Reggio
Museo Diocesano Reggio Emilia, Firma Matilde Di Canossa | Ph. Associazione di Promozione Sociale Città di Reggio

La Chiesa Cattedrale

Proseguendo nella terza sala entrerai nell’area del Museo Diocesano di Reggio Emilia interamente dedicata alla Cattedrale.
Con il passare dei secoli le chiese cattedrali assunsero un ruolo sempre più centrale. L’esposizione mette in risalto la storia e l’importanza del ruolo della Cattedrale reggiana.
Questa esisteva già nel 451, anno in cui il vescovo di Reggio interviene a Milano in un’assemblea sinodale, ma le fonti storiche la menzionano solamente a partire dagli ultimi secoli del primo millennio.
Se, quindi, non è facile capire le prime fasi di costruzione dell’edificio, si hanno diverse testimonianze di ciò che avvenne dal X secolo in avanti.

Inizialmente c’era la cattedrale che, grazie alla concessione dell’imperatore Ludovico III, fu fortificata insieme al palazzo vescovile. Successivamente la chiesa fu abbellita e ampliata.

Furono tantissimi gli artisti che lavorarono alle decorazioni della Cattedrale di Reggio Emilia, e tra questi ci furono anche Domenico Cresti detto “Passignano” e Cristoforo Roncalli detto “Pomarancio”.
Purtroppo molte delle opere andarono perdute a causa di veri e propri espropri operati da parte degli Estensi e dal Governo Napoleonico.

L’ultima sala del Museo ospita diverse opere interessanti. Io ti segnalo:

  • l’affresco di tradizione bizantina Cristo in mandorla e angeli che abbelliva la facciata medievale del duomo fino agli anni Sessanta;
  • i resti del mosaico di età romana che si trovava in origine sotto la cripta;
  • la lastra antelamica della Majestas Domini;
  • la tavola dipinta da Bernardino Orsi nel 1501 per la cappella Canossa;
  • l’elmo e lo stocco, insegne del vescovo – principe di Reggio;
  • un Liber Figurarum di Gioachino da Fiore.

Collezioni e donazioni

Al museo sono annesse anche la Sala delle Conferenze e altre stanze al secondo piano del Palazzo.
Qui sono ospitate pale, arredi lignei, alcune collezioni costituite da oggetti liturgici (collezioni “don Cesare Salami” e “don Archimede Guasti”) e donazioni ricevute dalla Diocesi.
Un’intera sala è dedicata all’artista reggiano Marco Gerra.

Informazioni utili per visitare il Museo Diocesano di Reggio Emilia

Il Museo Diocesano di Reggio Emilia è aperto:
Martedì e Venerdì 09:00 – 12:30
Sabato e Domenica 09:00 – 12:30 / 15:00 – 19:00

È possibile richiedere l’apertura anche su richiesta.
L’ingresso è gratuito.
Il sabato vengono organizzate delle visite guidate.

Il Museo Diocesano aderisce sempre alla iniziativa regionale dei Monasteri Aperti; per maggiori informazioni monasteriemiliaromagna.it e camminiemiliaromagna.it.

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