Musei Curiosi #inEmiliaRomagna | La Romagna

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Musei Curiosi #inEmiliaRomagna | La Romagna


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L’Emilia Romagna vanta la presenza di tanti musei curiosi che riescono ad abbinare cultura a divertimento, curiosità e passione alla tradizione. Grazie a queste raccolte, il turista può conoscere più da vicino le realtà del territorio, le sue eccellenze, ma anche le capacità imprenditoriali e artistiche di chi ci vive. Quasi tutti i musei sono visitabili a ingresso gratuito o al costo di pochi euro.


Museo della Marineria | Cesenatico (FC)

Prima tappa di questo percorso è Cesenatico, sede del Museo della Marineria. Si tratta un museo unico in Italia, formato da una sezione esterna galleggiante con 10 imbarcazioni tradizionali dell’alto e medio Adriatico (che d’estate e col bel tempo issano le loro vele decorate con terre naturali e con i simboli delle locali famiglie di pescatori) e da una sezione a terra, interna, dedicata alle barche tradizionali.
Nel 2017 il Museo ha ottenuto il premio Icom Italia, attribuito dalla sezione italiana dell’International Council of Museums, l’organizzazione che riunisce i musei di tutto il mondo. Il premio è dedicato ai musei che si sono impegnati per diventare più attrattivi e innovativi nei rapporti con i visitatori e con il territorio, con fitte relazioni nazionali e internazionali. Il Museo della Marineria di Cesenatico è ora nella rosa dei primi dieci musei in Italia grazie al suo essere diventato “un centro di interpretazione del territorio e del paesaggio costiero”.
Nella sezione a terra si possono ammirare un trabaccolo e un bragozzo completamente attrezzati, una bottega ottocentesca di carpenteria navale acquisita in blocco e riallestita dentro al museo, ancore antiche e moderne e una sezione dedicata all’evoluzione dell’attrezzatura velica.
Situato sul porto canale, progettato nel 1502 da Leonardo da Vinci, il museo propone anche visite didattiche per scolaresche, una scuola di vela e navigazione storica ed è visitabile sempre su prenotazione, altrimenti con apertura nei giorni di sabato, domenica e festivi.


Museo del Disco d’Epoca | Sogliano (FC)

A Sogliano al Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena, è da visitare il Museo del Disco d’Epoca. Consiste in una collezione di dischi, matrici, grammofoni e cd che raccontano 130 anni di storia della registrazione sonora. Dai vecchi 78 giri (o dischi in gommalacca), oggi preziosi oggetti da collezione, ai successivi microsolchi, ultimati alla fine della seconda guerra mondiale ma diffusi a partire dagli anni ’50, fino alle più recenti innovazioni. Questa particolare mostra vanta anche un’importante collezione di voci storiche: quelle di Edoardo VII, Stalin, Umberto I, Vittorio Emanuele II, Hitler, Mussolini e altri ancora. Il Museo è aperto tutte le domeniche, altrimenti è visitabile su prenotazione, sempre con ingresso gratuito.


Museo Nazionale dell’Antico Organetto | Cesena (FC)

Nella splendida cornice della settecentesca Villa Silvia, sulle prime colline di Cesena, troviamo il Museo Nazionale dell’Antico Organetto che, in sette sale, propone un vero e proprio viaggio nel tempo: qui gli strumenti meccanici sono inseriti nel proprio contesto, grazie alla fedele riproduzione degli ambienti e dei luoghi delle varie epoche. Possiamo così trovare in una tenda da guerra del ‘500 il tamburo meccanico progettato nientemeno che da Leonardo da Vinci!
In altre sale troviamo piccole tabacchiere dotate di minuscoli carillon, piccoli sax meccanizzati, ma anche strumenti meccanici che popolavano le case dell’alta borghesia dal Settecento al Novecento, tra cui il piano melodico Racca, appartenuto alla regina Margherita.
Dalle case si passa poi alle strade, in cui risuonavano gli strumenti dei questuanti o di coloro che eseguivano e cantavano le arie delle canzoni più popolari in quel periodo, per poi venderne i testi ai passanti. Esposti anche organi da fiera e da locali pubblici. L’ingresso ha un costo di 4 Euro comprensivi di visita guidata (che tocca anche la stanza di Giosuè Carducci, che a Villa Silvia trascorse i suoi ultimi giorni) il sabato, la domenica e nei giorni festivi.


Museo del Sale | Cervia (RA)

Una visita al Musa, il Museo del Sale di Cervia, è un viaggio nel tempo che attraversa la storia di una città che ha trasformato la propria economia da produzione del sale a destinazione turistica, senza dimenticare le proprie origini. Nel museo spiccano immagini di famiglie al lavoro nelle saline, attrezzi particolari, ma anche testi e video su usi, leggende e tradizioni legate alla civiltà salinara. È messa in evidenza la trasformazione strutturale della salina avvenuta negli anni ’50 col passaggio dalla produzione artigianale a quella meccanizzata.
Nel museo, allestito all’interno del Magazzino del sale “Torre”, c’è anche una barca in ferro a chiglia piatta (detta “burchiella”) usata fino agli anni ’60 per il trasporto del sale e sezione speciale che propone una riflessione archeologica sulle origini del territorio, esponendo affascinanti reperti.
Il Musa è aperto tutto l’anno e l’ingresso ha un costo di 2 Euro.


Casa delle Farfalle | Cervia (RA)

Rimaniamo a Cervia, spostandoci poco più a Nord nella famosa Milano Marittima, metà in estate di turisti provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa. Immersa nella pineta costiera, vi consigliamo di visitare la Casa delle Farfalle, un parco educativo per la conservazione della biodiversità animale e vegetale che al suo interno ospita anche un padiglione dedicato al mondo degli insetti.
Si tratta di un percorso esperienziale, aperto a grandi e piccini, attraverso una serra di oltre 500mq circondati dal volo di centinaia di bellissime farfalle dai colori spettacolari e variopinti. Il museo è aperto solitamente da marzo a novembre, con ingresso a pagamento.


Sulphur | Perticara (RN)

Chi visita l’Alta Valmarecchia e desidera scoprire un luogo davvero originale non può perdere Sulphur, il Museo Storico Minerario di Perticara, in provincia di Rimini. Si tratta di uno dei primi esempi significativi di archeologia industriale in Italia. Gli spazi museali veri e propri si trovano dal 2002 all’interno dell’ex cantiere Sulfureo Certino, mentre all’esterno il pozzo Vittoria domina ancora il paesaggio su Perticara, fungendo da collegamento simbolico del paese con la grande “città sotterranea”.
L’ex centrale elettrica, la sala compressori, la lampisteria (il locale in cui si conservavano le lampade e i materiali infiammabili) e le officine oggi hanno lasciato spazio a un percorso museale che approfondisce i temi della mineralogia e delle geologia del territorio, con focus sull’attività mineraria svolta per secoli a Perticara, scandendo la vita di intere generazioni e del territorio stesso.
Nel 1936 dalla miniera di Perticara è stato estratto il cristallo di zolfo più grande al mondo, del peso di circa 5 Kg, oggi conservato al Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Nel 1938 lo stabilimento di Perticara raggiunse l’apice dell’attività estrattiva con produzioni di zolfo greggio che sfiorarono le 50.000 tonnellate e l’impiego di oltre 1600 dipendenti. La miniera è poi stata chiusa nel 1964.


Museo delle Conchiglie | Bellaria Igea Marina (RN)

Per gli appassionati del mare e dei suoi “abitanti” a Bellaria Igea Marina c’è il Museo delle Conchiglie che ha sede nella Torre Saracena edificata nel 1763. Comprende una ricca esposizione di conchiglie e di molluschi e una vasta collezione di scheletri di organismi marini: madrepore, echinodermi, grossi crostacei, corazze di tartarughe. I pezzi esposti, provenienti da ogni parte del mondo, costituiscono un notevole patrimonio naturale.
Presso il piano terra della Torre, durante tutta l’estate, si svolgono anche esposizioni temporanee di pittura e fotografia mentre nel parco del Museo si possono ammirare una suggestiva esposizione di vele coi colori delle famiglie marinare, nonché alcuni “batanicci”, barche d’epoca di piccole dimensioni usate per la pesca quotidiana e la sussistenza familiare.
Il museo è aperto da giugno a settembre, tutti i giorni escluso il lunedì, con ingresso gratuito.


Museo del Bottone | Santarcangelo di Romagna (RN)

È una vera e propria galleria d’arte, ma al posto dei quadri ci sono…bottoni! Sì, perché a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini, Giorgio Gallavotti ha raccolto e incorniciato 8500 bottoni esponendoli in sezioni: la storia del 1900; i materiali e la loro trasformazione; i bottoni del 1700 e 1800; le curiosità dal mondo.
Gallavotti era titolare di una vecchia merceria, aperta dal padre nel 1929. Nel 1996 ha cominciato ad esporre il suo lavoro e nel 2008, in via della Costa 11, è nato il Museo del Bottone.
Nel 2016 al museo sono arrivati due bottoni davvero speciali: hanno entrambi viaggiato nello spazio: il primo è stato inviato dall’astronauta Luca Parmitano, mentre il secondo è quello che Samantha Cristoforetti aveva nella sua polo durante la missione con la Stazione Spaziale Internazionale.
Nel Museo di Santarcangelo sono esposti anche bottoni giapponesi dell’Ottocento e quello che Picasso disegnò per Coco Chanel. Questo particolare museo si può visitare dal martedì alla domenica con ingresso a offerta libera.


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