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I Musei dell’Appennino Emiliano

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I Musei dell’Appennino Emiliano


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Sebbene sia di per sé un’esposizione a cielo aperto, in grado di stupire con cambi di paesaggio e curiosità naturalistiche, il ramo d’Appennino che tocca le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia custodisce veri e propri musei disseminati insospettabilmente sul territorio.
Tra impressioni bizantine e racconti di resistenza, Visit Emilia ha raccolto tre suggerimenti per chi ha voglia di lasciarsi sorprendere.

  • Museo della Resistenza Piacentina, Sperongia di Morfasso (PC)

  • Museo della Resistenza Piacentina, Sperongia di Morfasso (PC)

  • Museo della Resistenza Piacentina, Sperongia di Morfasso (PC)

  • Seminario Vescovile di Bedonia (PR)

  • Seminario Vescovile di Bedonia (PR)

  • Seminario Vescovile di Bedonia (PR)

  • Seminario Vescovile di Bedonia (PR)

  • Seminario Vescovile di Bedonia (PR)

  • Seminario Vescovile di Bedonia (PR)

  • Seminario Vescovile di Bedonia (PR)

  • Museo Lapideo della Pieve di San Vitale (RE) Ph. Sandro Beretti


Museo della resistenza piacentina di Sperongia di Morfasso (PC)

Situato in una località d’alta collina di enorme valore simbolico per la storia partigiana della provincia, il Museo della Resistenza Piacentina (pagina Facebook) di Sperongia di Morfasso è ospitato nei locali che furono sede dell’Intendenza della Divisione Val d’Arda.
Disposta su due livelli, la struttura espone cartelloni informativi su protagonisti e avvenimenti salienti della lotta al nazifascismo, cimeli di guerra e documenti del Comitato di Liberazione Nazionale.
I visitatori si immergono nel passato e approfondiscono le vicissitudini del movimento grazie a supporti che consentono di visionare contributi fotografici, documenti, testimonianze video, filmati d’epoca e interviste. Fuori dal museo, il sentiero partigiano “Giovanni lo Slavo” consente di raggiungere luoghi iconici come i punti di vedetta e la tristemente nota grotta dell’eccidio.

Da non perdere: uscendo dall’itinerario tematico, sono d’obbligo le deviazioni verso il borgo di Vigoleno, il sito archeologico di Veleia Romana e la Diga di Mignano.

Seminario Vescovile di Bedonia (PR)

Anche se le dimensioni ridotte del paese contribuiscono ad amplificare l’impressione d’imponenza, il Seminario Vescovile di Bedonia è in effetti un colosso neoclassico adagiato sulle colline del parmense.
Il maestoso colpo d’occhio anticipa la ricchezza di ciò che la struttura custodisce: tra le mura del complesso, edificato a metà ‘800, sono ospitati ben 10 musei, che sembrano tendere nel loro insieme un ponte tra terra e cielo.
Alla Pinacoteca Parmigiani, con la sua raccolta di circa 80 dipinti storici, si aggiungono l’opera omnia di Romeo Musa, il Centro-studi Casaroli, il Fondo documentario Opilio Rossi, il Centro di documentazione sull’emigrazione, la Mostra della devozione popolare, il Museo archeologico, il Museo di storia naturale, il planetario e due biblioteche – antica e moderna.

Da non perdere: a pochi chilometri da Bedonia, in Alta Val Taro, altra costruzione su cui posare gli occhi, dopo aver assaggiato la tradizionale torta d’erbe, è il Castello di Compiano, sede del Museo Internazionale Massonico.

Museo Lapideo della Pieve di San Vitale (RE)

Inaugurato nel 2018, il Museo Lapideo della Pieve di San Vitale raccoglie reperti provenienti dall’area archeologica circostante. Si tratta di ornamenti risalenti all’VIII secolo, capitelli decorati, calchi di fregi, vasi antichi e la mensa d’altare della Pieve stessa, consacrata nel 1145.
Adiacente al museo si trova la Pieve e l’ostello-ristoro che vi aspettano per una golosa sosta.
Da qui, gli escursionisti desiderosi di lasciarsi sorprendere possono avventurarsi in quel tratto del Sentiero Spallanzani che prende il nome di Sentiero dorato.
Seguendo il crinale in un alternarsi panoramico di montagne e piccoli paesi, si arriva fino al Castello di Carpineti per poi proseguire, volendo, fino al Monte Fosola.

Da non perdere: per quanto la passeggiata non sia particolarmente impegnativa, chi si inerpica per questi luoghi avvertirà senza dubbio l’esigenza di riempire lo stomaco con qualche specialità del posto, tra le quali non si possono non citare tortelli alle ortiche, casagai fritti nello strutto, scarpazzone, gnocco fritto e salumi montanari.

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Autore:

Destinazione Turistica Emilia
www.visitemilia.com

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