4 Castelli Medievali sulla Via Matildica del Volto Santo da non perdere
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4 Castelli Medievali sulla Via Matildica del Volto Santo da non perdere

di /// Gennaio 26, 2022 /// Tempo stimato di lettura: 9 minuti

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La Via Matildica del Volto Santo è un percorso escursionistico di ben 285 km che si sviluppa tra Mantova e Lucca, e attraversa i territorio e i luoghi di Matilde di Canossa.

  • Rupe di Canossa, panorama Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit
  • Pietra di Bismantova, panorama Teano Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit
  • Tramonto di Rossena Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit

Ma chi era davvero Matilde di Canossa?

Immagina di essere nel Medioevo, Anno 1100 circa. Siamo in Italia.
Immagina di camminare lungo una bianca via sterrata e di respirare l’odore dell’erba, dei granai, degli spiedi sul fuoco.
Immagina una giovane donna con i capelli rossi che cavalca attraverso la campagna, che entra in paese: le persone accorrono per vederla, fanno chiasso, le si stringono intorno, cercano di sfiorare la sua mano.
Immaginala sorridente mentre si inginocchia in mezzo a un nugolo di bambini: apre il borsellino, che porta legato alla cintura, regala carezze e monetine: i bimbi corrono a casa, stringendo tra le manine il loro piccolo tesoro e, stasera, in famiglia si fa festa.

Poi immagina quella donna affrontare il Papa, in piedi di fronte a lui, con la schiena dritta e l’aspetto fiero di chi non si fa intimidire da nessuno e poi immagina sempre la stessa ragazza a dare consigli all’imperatore. E tutti, dal più umile al più grande, la ascoltano e seguono i suoi consigli, sebbene siamo in un periodo in cui le donne sono considerate poco.

Cerca di immaginare, così come la immagino io, una donna umile con gli “umili” e più forte dei “più forti”.
Ecco, questa donna con i capelli rossi e l’aspetto fiero è esistita per davvero: e se vuoi capire davvero chi era Matilde di Canossa devi seguirne le orme, a volte un po’ sbiadite, attraverso i luoghi che le sono appartenuti.

Ma è sull’Appenino Reggiano dove sentirai “battere il cuore” di Matilde: non è difficile capire perché Lei fosse così innamorata di questi luoghi, nei quali ha trascorso la maggior parte della sua vita.
Guardando l’orizzonte dall’alto dei masti dei castelli di questa parte poco conosciuta d’Italia, l’Appennino ti si svelerà in tutta la sua struggente bellezza: un patchwork di morbide colline punteggiate da piccoli paesi, campi coltivati, pascoli e fitte foreste di castagni.

A pochissima distanza da Reggio Emilia, troverai una campagna che non avresti mai pensato esistesse. Ed è qui che voglio portarti, tra i castelli e le torrette di guardia, le rupi maestose e i paesi di quelli che sono i luoghi più amati da Matilde di Canossa.

Chi era Matilde di Canossa?

Matilde di Canossa è una delle poche donne ad aver lasciato un segno nella storia, soprattutto in un periodo buio: Matilde visse durante il Medioevo.
Fu una donna con eccezionali doti: dolce, determinata e con eccezionali doti da vera “guerriera”.
La sua figura fu importantissima durante un particolare periodo storico, ovvero quello che riguardò la “lotta delle investiture” tra il Papa e L’imperatore.

Matilde infatti possedeva un feudo molto grande che si stendeva in quelle regioni che oggi chiamiamo Emilia Romagna, Lombardia e Toscana. Queste terre si trovavano proprio sopra Roma e chiunque, dal nord volesse arrivare a Roma, doveva attraversarle. In più la rete strategica di Matilde comprendeva castelli, torri di guardia e paesi, il che le permetteva il controllo delle comunicazioni da una parte all’altra.

Ma perché Matilde ricoprì un ruolo cruciale che determinò grandi eventi nella storia? Fu appunto il suo ruolo durante quelle che vennero chiamate le lotta per le investiture ovvero il conflitto tra il papato e il Sacro Romano Impero.
Nel 1076 il Papa dell’epoca, Gregorio VII sosteneva il primato papale su ogni altro potere. In risposta, l’allora Imperatore Enrico IV entrò in conflitto e di rimando ottenne dal Papa la scomunica con la quale l’Imperatore veniva di fatto spogliato del suo potere.
Ed è qui che Matilde entrò in scena: consigliò all’Imperatore di scusarsi con il Papa per riottenere i suoi poteri. L’incontro fu fissato proprio nel Castello di Canossa.
Ed è proprio dal Castello di Canossa che comincia il nostro itinerario in Emilia Romagna alla scoperta di 4 castelli medievali da non perdere assolutamente.

1 – Castello di Canossa

Quando arriverai al Castello di Canossa non aspettarti un vero e proprio castello: delle strutture originarie è rimasto poco. Ma già da lontano potrai capire perché il Castello era un luogo fondamentale dell’impero di Matilde: il castello si trova su una rupe di bianca arenaria, in posizione sopraelevata ed era inaccessibile.

Castello di Canossa Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit
Castello di Canossa Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit

Il castello era una vera e propria fortezza: dall’alto si poteva dominare le terre intorno e la natura che lo circonda, con i calanchi in argilla grigia, era una vera e proprio trappola per i nemici. Era praticamente inespugnabile.

Oggi non resta molto della struttura originaria: la roccia di arenaria bianca su cui era costruito infatti a causa della geologia del luogo è in parte franata. Ma una visita resta comunque d’obbligo per due motivi principali:

  1. il piccolo museo che troverai sulla cima della rupe è un piccolo gioiellino e perfetto per una visita con i bambini: la passione delle guide che ti racconteranno la storia di Matilde, lascerà tutti a bocca aperta. Verrai semplicemente “catapultato” nel medioevo grazie alla passione e alle storie riguardo questa donna incredibile che era Matilde.
    Ma non solo, qui imparerai un sacco di aneddoti e di storie su Matilde, per esempio il castello è famoso per il detto “andare a Canossa “ovvero “chiedere umilmente perdono”: la frase, diventata oggigiorno comune (Essa viene utilizzata non solo in italiano ma anche in altre lingue:, in quella tedesca tedesca (nach Canossa gehen), in inglese (go to Canossa), in francese (aller à Canossa) e in ebraico (“ללכת לקנוסה”), si riferisce proprio ad un evento che è accaduto qui sempre grazie a Matilde:

    Nel rigido inverno del 1077, durante la dura lotta delle investiture e su consiglio di Matilde, l’imperatore Enrico IV, che colpito dalla scomunica, attese per tre giorni e tre notti, scalzo e vestito solo di un saio il papa Gregorio VII per averne il ritiro.

  2. Il castello è un luogo di pace. La cosa che più mi ricordo come uno dei momenti belli durante la mia visita è stato alla fine, quando con il sole che scendeva sull’orizzonte, mi sono seduta su una roccia, assaporando la natura e il silenzio che mi circondavano.

2 - Castello di Rossena

Nel piccolo borgo di Rossena, all’interno del comune di Canossa e di fronte al Castello di Canossa, sorge il Castello di Rossena.

La fortezza è una delle meglio conservate che potrai incontrare lungo l’intera Strada Matildica e anche il panorama che avrai l’occasione di ammirare da qui può essere considerato uno dei più suggestivi dell’area.
Appoggiato su una rupe, infatti, l’edificio domina dall’alto la pianura circostante e parte della dorsale dell’Appenino Tosco-Emiliano.

Tramonto di Rossena Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit
Tramonto di Rossena Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit

Il Castello di Rossena fu edificato nel 960 d.C. per volere del conte Adalberto Atto come fortezza posta a difesa del Castello di Canossa che dista da qui solo pochi chilometri. La sua funzione, infatti, era quella di fermare eventuali incursioni provenienti dalla Valle dell’Enza.

Se molti altri castelli con il tempo si sono trasformati in residenze signorili e hanno perso il loro carattere militare, il Castello di Rossena ha conservato fino a oggi il suo aspetto originario. Visitandolo, allora, potrai osservare un vero e proprio gioiello di architettura bellica. Fu solo nel XVIII secolo, infatti, che la fortezza fu adibita a dimora.

Al progetto della fortezza lavorarono i migliori esperti di strategia militare dell’epoca che ebbero il compito di renderla sicura e inespugnabile. Inizialmente vennero eretti il torrione di avvistamento e la Torre Rossenella. I lavori successivi servirono ad ampliare il complesso.

Torre di Rossenella Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit
Torre di Rossenella Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit

Come presso il Castello di Sarzano, anche qui è possibile notare i segni di tre cinte murarie:

  • la prima è quella in cui si erge la parte rimasta intatta del mastio ed è delimitata dalla Piazza d’Armi;
  • la seconda fu realizzata per la difesa piombante;
  • la terza è quella con i bastioni ed è il risultato dell’avvento delle artiglierie.

Il Castello di Rossena, oggi, si sviluppa su tre livelli:

  • il primo livello comprende le prigioni, la sala d’Armi, il refettorio e la cisterna;
  • il secondo rappresenta il nucleo originario del sistema difensivo e include la piazza d’Armi;
  • il terzo è quello meno ricco di testimonianze.

Ciò che rende particolarmente affascinante questa fortezza sono i molteplici passaggi segreti ancora inesplorati: chissà quanto c’è ancora da scoprire!

Il Castello di Rossena, oltre a essere aperto per visite guidate, oggi ospita un ostello. Potrai, allora, pernottare al suo interno e goderti la magia di una notte che ti farà fare letteralmente un tuffo nel passato.

3 - Castello di Sarzano

L’antica fortificazione medievale si trova lungo l’Appenino, sulla strada che da Reggio Emilia conduce fino a La Spezia.
Si tratta di uno dei castelli più suggestivi della zona e a renderlo ancor più pittoresco contribuisce la sua posizione panoramica: dall’alto dei suoi 700 metri d’altezza sul livello del mare, infatti, si può ammirare una vista spettacolare sulle montagne circostanti.

Castello di Sarzano Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit
Castello di Sarzano Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit

Il Castello di Sarzano si trova oggi nel comune di Casina, all’interno della frazione omonima.
Le prime notizie relative alla fortezza risalgono al 958 d.C. e si riferiscono all’acquisto del feudo da parte degli avi di Matilde di Canossa. Nonostante diversi studi confermino la presenza di un castello precedente e in disuso, fu proprio da quel momento in avanti che, grazie alla sua posizione strategica, la fortezza fu destinata a rivestire un ruolo di fondamentale importanza.

Alla morte di Matilde di Canossa il castello passò di mano in mano diventando proprietà prima della famiglia Fogliani, poi del comune di Reggio e, infine, degli Este.
Nel 1427 Niccolò III d’Este assediò Sarzano e distrusse completamente la rocca per farla poi ricostruire sotto la supervisione degli architetti Beltramo Comastri e Francesco da Salvaterra.

Nei secoli più recenti la proprietà passò alla famiglia Carandini e poi nuovamente agli Estensi, fino all’acquisizione del castello e del borgo da parte del Comune di Casina nel 1990.

In origine la struttura fortificata era organizzata all’interno di ben tre cinte murarie:

  • la cinta inferiore, con tre porte d’accesso, ospitava una chiesa e un’abitazione; oggi il tracciato di queste mura è ripreso dalla strada che conduce al castello;
  • la cinta mediana racchiudeva invece un piazzale delimitato da un fossato con ponte levatoio e un cortile interno che comprendeva il bastione merlato e alcune abitazioni;
  • la cinta superiore, infine, comprendeva ancora un altro cortile e la torre difensiva più alta.

Oggi, visitando il castello, potrai notare i resti unicamente di due cinte murarie: questo impianto risale al XV secolo, cioè all’epoca del Marchese Nicolò III d’Este. Sono databili a quel periodo, infatti, anche il cortile, il mastio e la torre quadrata che potrai ammirare all’interno del complesso.

La fortezza attuale si compone del castello vero e proprio e di parte dell’antico borgo. Qui l’ex chiesa di San Bartolomeo ospita diverse mostre, e nel complesso potrai trovare un ristorante, un wine bar e, in futuro, un boutique hotel con SPA: il Castello di Sarzano è diventato un luogo da vivere interamente a 360° e non un semplice sito storico da visitare.

Infatti, grazie ad un progetto innovativo di Borgo Bianco Matilde che si occupa di tutta la parte food, wine e hospitality e all’impegno del Gruppo Storico Folkloristico “Il Melograno” che, invece, gestisce gli eventi e le visite, oggi la fortezza è un vero e proprio punto di incontro tra storia, arte e tradizione capace di stimolare e invogliare alla convivialità.

4 - Castello di Carpineti

L’Appenino Reggiano ospita anche un’altra fortezza legata alla figura di Matilde di Canossa, si tratta del Castello di Carpineti.
Il maniero si trova sulla vetta del Monte Antognano a circa 800 metri d’altezza sul livello del mare e domina le valli del Tresinaro e del Secchia.

La data della sua costruzione non è nota, ma la si fa risalire al X secolo e sempre per mano di Atto Adalberto. Con l’estendersi dei possedimenti della famiglia, anche il Castello di Carpineti assunse un ruolo importante per la difesa del vasto territorio.

Castello di Carpineti Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit
Castello di Carpineti Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit

Il Castello di Carpineti fu così rilevante per Matilde di Canossa che lo elesse come sede privilegiata per ospitare personalità illustri in visita. È qui, infatti, che vennero ospitati ad esempio papa Gregorio VII, il vescovo di Lucca Anselmo e i pontefici Urbano II e Pasquale II.

All’interno del complesso della fortezza Matilde fece costruire anche la chiesa romanica di Sant’Andrea, ancora oggi visibile. Dopo la morte della Grancontessa il castello passò di mano in mano e per un periodo fu retto addirittura dal leggendario “bandito della montagna” Domenico Amorotto che agiva lungo l’Appenino durante il XVI secolo.

Oggi del castello rimangono imponenti ruderi: il suo stato d’abbandono prima e un grande incendio che lo interessò nel 1944 a seguito di un’offensiva tedesca, infatti, ne hanno per sempre minato la struttura.

Castello di Carpineti Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit
Castello di Carpineti Ph. Martina Santamaria @pimpmytripit

Il Castello di Carpineti fu acquistato dalla Provincia di Reggio Emilia nel 1978 e subito iniziarono alcuni importanti lavori di restauro a cui se ne aggiunsero altri negli anni Novanta.
Oggi è possibile visitarlo e conoscerne la storia grazie a un percorso guidato da più pannelli esplicativi. Questi sono un ottimo supporto per orientarsi all’interno dei ruderi del castello che, comunque, permettono ancora di capire quale fosse la struttura della fortezza.
All’interno della cinta muraria di quello che tecnicamente viene definito “castello – recinto” potrai notare alcuni degli edifici originari:

  • sul lato corto, a Sud, si distingue un piccolo ambiente absidato che rappresenta ciò che rimane di un antico torrione rotondo attraverso il quale si entrava nel castello;
  • all’interno si trova una torre che, grazie all’opera del restauro, è possibile visitare. Salendo fino alla sua cima potrai godere di un magnifico panorama sul paesaggio circostante;
  • dentro al primo giro della cinta muraria si trova la Chiesa di Sant’Andrea e il cimitero cinquecentesco;
  • la seconda cinta muraria ospita il cortile interno, una cappella, il palatium, una cisterna e il mastio (ancora ben conservato).

È interessante sapere che il palatium, l’abitazione del signore, si ergeva su due piani: il piano terra era adibito ad ambiente di servizio, mentre le stanze vere e proprie si sviluppavano al piano superiore. Guardando bene potrai notare ancora oggi le scale che servivano per salire agli ambienti più alti.

Se ami le passeggiate e il trekking, ci tengo a segnalarti che il Castello di Carpineti si trova sul crocevia dei sentieri escursionistici Spallanzani e Matilde.

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