Bologna Fotografata. Immagini dalla città di un tempo
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di /// Novembre 10, 2021 /// Tempo stimato di lettura: 3 minuti

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Questa volta il viaggio fotografico è tutto racchiuso in Bologna. Ed è un viaggio nel tempo attraverso le fotografie dell’Archivio della Cineteca di Bologna e gli scavi in Biblioteca Salaborsa.

La mostra Bologna fotografata presso Biblioteca Salaborsa, racconta la città di ieri attraverso le ricchissime collezioni fotografiche della Cineteca: un archivio di un milione e mezzo di immagini (20mila schedate finora), in parte già consultabili online sul portale bolognafotografata.com.

  • Le bolognesi, Antonio Masotti, primi anni Sessanta ©Cineteca di Bologna
  • Donne al potere, Enrico Pasquali, fine anni Sessanta ©Cineteca di Bologna
  • Via Lame 22, marzo 1944 ©Cineteca di Bologna

Fotografia & Archeologia

Nel cuore della Bologna medievale, giusto di fronte a Palazzo Re Enzo, si entra in  Biblioteca Salaborsa (in Palazzo d’Accursio), dove scoprire attraverso gli scavi archeologici oltre due millenni di storia: dai resti della basilica civile della romana Bononia alle fondamenta delle case medievali, alle vestigia cinquecentesche dell’Orto Botanico del naturalista Ulisse Aldrovandi. 

Biblioteca Salaborsa, Scavi archeologici, cc by nc sa Paolino Flore
Biblioteca Salaborsa, Scavi archeologici, CC BY NC SA Paolino Flore

Biblioteca Salaborsa è luogo ideale, dunque, per ospitare la mostra Bologna fotografata (visitabile fino al 29 novembre 2021) che propone una selezione di fotografie sui portici della città, oggi Patrimonio UNESCO, tratta dagli archivi della Cineteca di Bologna, dalla Collezione Giuseppe Savini e dagli Archivi Antonio Masotti e Alberto Legnani.

La mostra è come un portale accesso all’imponente archivio di immagini catalogate, digitalizzate e facilmente accessibili, costruito a partire dalle collezioni fotografiche della Cineteca di Bologna, messo da pochi giorni a disposizione di tutti, online sul portale bolognafotografata.com.

Un grande archivio per tutti

“Bologna Fotografata è un archivio pubblico che, dal nucleo originale presente nelle collezioni della Cineteca, si è arricchito con un costante lavoro sulla memoria della città attraverso la fotografia”, spiega Rosaria Gioia responsabile archivio fotografico e della grafica della Cineteca.
“L’idea – aggiunge – è condividere con la città un patrimonio, conservato nelle stanze della Cineteca, e renderlo pubblico e disponibile per cittadini, studiosi e studenti, appassionati e curiosi”.

Il portale offre anche spunti per ricerche personalizzate e creative. Come in un viaggio nel tempo, ci si può muovere tra le strade e la gente della vecchia Bologna.

“Ci si può addentrare nella “città fotografata” secondo classificazione, con descrizione storica e di contesto del soggetto rappresentato. È un database aperto, che consente anche ricerche per luoghi o nel tempo. Ma ci sono altre possibilità, come seguire l’Alfabeto fotografico secondo temi iconografici che vanno dalla A di Animali alla Z di Zdore (passando per Arte, Personaggi, Teatro….), o l’Alfabeto sentimentale per una lettura e un racconto un po’ diversi delle immagini”, dice Rosaria Gioia.

Un archivio fotografico (per sua natura vocato alla conservazione) può risultare di grande interesse anche in un’epoca come l’attuale, in cui le immagini si creano e svaniscono a una velocità mai sperimentata in passato. 

“Attraverso gli archivi passa la tutela di un patrimonio che appartiene a tutti e che proprio attraverso le competenze di un archivio fotografico si conserva e si valorizza e mettendolo a disposizione degli altri. L’archivio della Cineteca contiene, oltre a immagini su architettura e urbanistica, fotografie che raccontano l’evoluzione della società bolognese negli anni. In generale, si rileva una maggior attenzione verso la fotografia, forse legata all’ uso che se ne fa oggi, non più intesa solo come qualcosa che documenta altro. È diventata una forma di comunicazione, un linguaggio attuale. E oggi, più che in passato, la fotografia si usa per comunicare”, spiega Rosaria Gioia.

La  mostra, a cura di Gian Luca Farinelli in collaborazione con Rosaria Gioia e Giuseppe Savini, e il portale bolognafotografata.com sono realizzati grazie al contributo di Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna e sostenuti da Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito di Strategia Fotografia 2020.

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