Alla scoperta dei gioielli d’acqua che scorrono nel territorio compreso tra le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.
Forse non avrà il mare. Ma di acqua, quel triangolo d’Emilia compreso tra le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, sembra addirittura traboccare. In alcuni punti, questo territorio diviso tra pianura e Appennino regala scorci incantevoli, dove le cascate fanno all’improvviso la loro comparsa, tuffandosi da pareti rocciose per terminare la discesa vertiginosa in laghi e pozze cristallini.
Con la vocazione allo slow mix che le è propria, Visit Emilia raccoglie un pugno di luoghi imperdibili per chi ama muovere i passi verso angoli spettacolari e segreti, per poi riprendere il cammino alla volta di musei, castelli e avamposti del gusto.
Cascata termale del Carlone (PC)
Chi visita la Val Trebbia nei dintorni di Bobbio non può perdere l’occasione per spingersi fino alla Cascata del Carlone, nei pressi di San Cristoforo, con la sua fonte di acque salso-bromo-iodiche-solforose ricche di magnesio.
Il tuffo del torrente termina in un laghetto d’acqua termale con proprietà termominerali e una fonte salina di acqua salsa, che nel XI secolo veniva utilizzata dai monaci del vicino convento per guarire le malattie della pelle.
Per raggiungerla, partendo da Bobbio, si imbocca via del Bargo e si prosegue fino alla piccola frazione di San Cristoforo a circa 6 km, antico borgo arroccato del X secolo, famoso per le sue case e tetti in pietra locale. Da qui a piedi il sentiero segnalato, antico collegamento con la Via del Sale, comincia in corrispondenza di un tornante. Al bivio, la salita porta alla meta.

Cascata delle Aquile (PR)
La Cascata delle Aquile si trova in Val Lecca, una valle secondaria della Val Ceno, autentica e pressoché inesplorata. Il Lecca è un torrente appenninico, affluente del Ceno, che scorre interamente nella provincia di Parma.
Nel primo tratto, assumendo il nome di rio della Lecca, scorre verso est, giunto presso la località di Santa Giustina il torrente forma una delle cascate più famose dell’Appennino emiliano la Cascata del torrente Lecca, conosciuta anche come Ravezza o Cascata delle Aquile.
Si tratta di un salto di 20 metri, un’escursione da non perdere in un luogo misterioso e quasi incontaminato. Nei pressi, sono visibili i resti del cosiddetto Ponte di Maria Luigia che collegava S. Giustina all’abitato di Roncole.
I dintorni offrono notevoli motivi di interesse, come ad esempio il Castello di Bardi in alta Val ceno, tra i massimi esempi di architettura militare in Italia, da secoli arroccato sopra uno sperone di diaspro rosso. Camminamenti di ronda, bastione di artiglieria, cortile d’onore, piazza d’armi, antiche prigioni e sale di tortura gettano un ponte temporale verso un’epoca lontana.
Cascata del Golfarone (RE)
Ad annunciare la Cascata del Golfarone in località di Calizzo di Villa Minozzo, celata gelosamente da un bosco particolarmente protettivo, è innanzitutto il rumore dell’acqua, che scroscia nascosta dalle rocce e dagli alberi.
Il sentiero da percorrere per la cascata si imbocca sulla strada che conduce verso Febbio e la Val d’Asta, il percorso a piedi dura circa 15 minuti a scendere e 20 a salire (dipende dal vostro ritmo di camminata).
Il sentiero non è semplice poiché è piuttosto ripido. Sono necessarie scarpe da trekking o da ginnastica, a seconda della stagione. Si tratta di un luogo bellissimo dal punto di vista naturalistico, molto amato dai fotografi. Siamo nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.
Una cascata di 15 metri e gli innumerevoli saltelli che caratterizzano questa perla della Valle del Secchiello hanno nei secoli creato delle piscinette limpidissime, del colore dello smeraldo, ma attenzione, non balneabili. (vige l’ordinanza del Comune di Villa Minozzo di divieto di balneazione, nonché il divieto di tuffarsi).

Per gli amanti anche della cultura e della storia a poco più di una mezz’ora di strada si staglia il Castello di Carpineti, tra gli elementi fondativi del sistema fortificato di Matilde di Canossa.
La sua importanza era tale che proprio qui la feudataria decise di portare Papa Gregorio VII dopo il celebre episodio del ritiro della scomunica all’imperatore.
Oggi imponente rudere, la rocca racconta però ancora la sua storia attraverso la pianta irregolare della cinta e il poderoso mastio restaurato e attrezzato con una scala interna per raggiungerne la cima e osservare il panorama.
Autore
Visit Emilia
Destinazione Turistica Emilia
www.visitemilia.com
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