Appennino segreto: viaggio alla scoperta dei Borghi dimenticati dell’Emilia Romagna

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Appennino segreto: viaggio alla scoperta dei Borghi dimenticati dell’Emilia Romagna


Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Oggi vi portiamo alla scoperta dei Borghi dimenticati dell’Emilia Romagna, piccole frazioni montane che hanno segnato la storia di confine tra la Toscana e le nostre montagne.
Luoghi appartenuti a nobili famiglie che hanno imposto per secoli dazi e pedaggi sulle vie del commercio con il Gran Ducato di Firenze, ma che hanno visto progressivamente perdere la loro funzione nei secoli a causa della costruzione di più moderne strade e ferrovie.

Esploreremo gli angoli più nascosti delle Foreste Vergini del Casentino e vi porteremo nelle zone di confine tra le città di Bologna e Firenze, lì dove i dialetti si mescolano e le appartenenze si fanno sfumate.
Un viaggio che è anche e soprattutto un ritorno ad un antico rapporto fatto di vie di comunicazione e mulattiere da percorrere a piedi ed in cui ritrovare i segni di comunità che un tempo hanno abitato questi territori.

San Paolo in Alpe – Forlì Cesena

Borghi

Vista dell’Altipiano di San Paolo in Alpe – Foto di Appennino Romagnolo

Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta dei borghi fantasma dell’Emilia Romagna dalla provincia di Forlì Cesena e precisamente dal piccolo abitato di San Paolo in Alpe.
Posto in una prateria d’alta quota (1000 m slm) il piccolo borgo disabitato di San Paolo in Alpe è uno dei luoghi più magici del Parco delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna. Il paese è diventato famoso durante l’ultima guerra mondiale, in quanto luogo scelto dagli Alleati per il lancio di munizioni e viveri per i partigiani nascosti tra le montagne, ed è oggi inserito all’interno del “sentiero della libertà” : un percorso che partendo da Biserno di Santa Sofia permette di godere delle bellezze ambientali e di riflettere su quanto accadde in quei luoghi durante il secondo conflitto mondiale. E’ possibile raggiungere San Paolo in Alpe utilizzando la rete escursionistica del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi oppure, in macchina, attraverso la strada forestale fino alla sbarra di San Paolo, il cui imbocco si trova a circa 2 km dalla località di Corniolo.
Il sentiero (segnato dal CAI con il numero 255) costeggia il territorio del Sasso Fratino (Riserva integrale interdetta al pubblico) unico lembo di foresta che grazie alle estreme pendenze è sopravvissuta ai disboscamenti dei secoli scorsi e che oggi è considerata uno degli ultimi nuclei di foresta vergine d’Europa.

Castiglioncello – Firenze/Bologna

Castiglioncello un piccolo borgo che si trova sull’Appennino Tosco-Emiliano a circa 50km da Bologna, proprio sul confine tra la frazione di Moraduccio di Castel del Rio (Emilia -Romagna) e Fiorenzuola (Toscana). Il paese di Castiglioncello ha una storia alquanto curiosa, pare infatti sia stato fondato intorno al IX secolo e che al tempo fosse controllato dalla famiglia degli Ubaldini, che imponeva pedaggi salati a chiunque attraversasse quelle terre. Proprio per evitare il controllo locale,  la città di Firenze decise di costruire poco più sotto una nuova cittadina di frontiera, Fiorenzuola, imponendo così un nuovo tracciato per attraversare l’Appennino.
L’abitato mantenne comunque una certa importanza sino al XVIII secolo, quando la costruzione di una serie di strade e passaggi rese di fatto obsoleta l’antica via di comunicazione tra Bologna e Firenze. Da questo momento in poi il piccolo borgo fu soggetto a progressivo e lento spopolamento.

Castel D’Alfero – Forlì Cesena

Castel D’Alfero – Foto di Spazi Indecisi

Un pezzo di medioevo pietrificato si trova nella piccola frazione sarsinate di Castel d’Alfero, borgo arroccato su una formazione marmoreo-arenacea protesa sul torrente Alferello la cui fondazione risale a circa il 1216. Il borgo di Castel D’alfero racchiude tutti i passaggi della storia antica d’Italia, nato infatti come castello difensivo, tra il XV ed il XVII secolo si è trasformato in borgo rurale inglobando al suo interno le antiche strutture militari. Castel d’Alfero, nonostante abbandono ed rifacimenti, è ancora oggi splendidamente conservato: un tuffo nel passato, in un medioevo giunto miracolosamente fino a noi.

Montebotolino – Arezzo/Rimini

Montebotolino – Foto di Rimini All Mountain

Un piccolo sconfinamento in Toscana, ma giusto di qualche chilometro, per arrivare a Montebotolino, località a 890 metri d’altezza situata su un poggio sulla riva sinistra dell’alto fiume Marecchia.
Siamo in un paesaggio circondato dalle verdi colline di Romagna intervallato qui e lì dai tipici calanchi ed è il più alto degli insediamento della Val Marecchia. Famoso per i suoi fantastici panorami, è infatti affacciato su uno strapiombo di 300 metri che è stato ironicamente chiamato “Paradiso”, appartenne tra gli altri alla famiglia nobile dei Cattaneo e, dopo un periodo di abbandono che lo stava portando alla distruzione, è oggi oggetto di interventi di ristrutturazione che lo stanno lentamente ripopolando. Si raggiunge dalla frazione di Rofelle di Badia Tebalda, attraverso una stretta strada il cui ultimo tratto non è asfaltato.

Bastia – Forlì Cesena

borghi dimenticati

Bastia – Foto di Appennino Romagnolo

Secondo le fonti storiche, l’antico villaggio di Bastia risale al XV secolo e comprendeva un borgo che si sviluppava intorno all’antica fortezza che dominava l’incrocio tra la Valle del Montone e quella del Rabbi.
Abitato fino alla metà del 1800, iniziò a spopolarsi a seguito di una frana che nel 1868 distrusse la chiesa, la canonica ed il cimitero. Per visitare oggi l’antico paese di Bastia bisogna fare un vero e proprio tuffo nella storia: è infatti raggiungibile solamente a piedi, tramite il sentiero 423 segnato dal CAI che parte subito dopo il bellissimo Ponte della Brusia.

Autore:

Explorer and adventurer: loves to surf the Oceans, climb the Mountains and ride on the deep web.

4 commenti

  1. Laura

    Ciao Walter,ti segnalo amichevolmente due imprecisioni circa il borgo di San Paolo in Alpe. Il nome completo del Parco nazionale è “delle Foreste Casentinesi,Monte Falterona e Campigna”..così si rende onore anche al territorio romagnolo!
    Inoltre, il sentiero non attravera la riserva integrale di Sasso Fratino appunto perché questa è assolutamente interdetta all’uomo e sono previste multe salate nel caso qualcuno vi venisse scoperto.
    Grazie comunque per l’aiuto al nostro territorio!
    Ciao!

    1. Walter Manni

      Buongiorno Laura,
      grazie delle informazioni particolareggiate. Ho provveduto a correggere il nome del Parco ed a indicare l’interdizione al Sasso Fratino.
      Grazie ancora
      Walter

  2. Nicola Andrucci

    L’articolo, nel suo complesso interessante, presenta un errore di tipo “geografico” quando parla di “Foreste vergini del Casentino”. Il Casentino è una area geografica della Toscana, le Foreste Casentinesi sono sia in Toscana che in Romagna. La cosiddetta “Foresta Vergine” è Sassofratino ed è completamente in Romagna. Purtroppo si continua a confondere le Foreste Casentinesi con il Casentino e ciò può incidere negativamente sulla promozione di queste zone, generando confusione.

    1. Walter Manni

      Buongiorno Nicola,
      grazie della precisazione, in effetti se guardi la scheda di San Paolo in Alpe e le righe finali su Sasso Fratino li abbiamo posizionati in Romagna.
      Nel primo caso invece ho preso una “licenza” perché poche righe sotto avrei ripetuto il nome del Parco.
      Grazie comunque e cercheremo di essere più circostanziati la prossima volta.

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