[Emilia Romagna Borghi] Viaggio a Montegridolfo

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[Emilia Romagna Borghi] Viaggio a Montegridolfo


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Montegridolfo | Foto di Marco Gualtieri, via #Flickr

Montegridolfo | Foto di Marco Gualtieri, via #Flickr

Il desiderio di trovare un luogo sospeso tra il tempo e lo spazio, da cui sospirare il mare Adriatico travolti dal vento della collina, oggi ci porta nell’alta provincia di Rimini per raccontarvi il piccolo borgo di Montegridolfo, uno tra i villaggi storici più belli d’Italia.

Due valli, quella dei fiumi Conca e Foglia, ne attraversano il territorio, ultimo lembo della Romagna prima di varcare il confine con le Marche. Tutt’intorno uliveti secolari, viti e allori punteggiano un orizzonte fatto di dolci crinali e paesaggi mozzafiato.

Qui, tra gli Appennini, dove il vento fa sentire il suo respiro, sorge l’abitato, lontano dai rumori e dalle luci della costa, arricchito da una ricettività diffusa che invita turisti e visitatori a un soggiorno di pace e quiete. Tra le sue mura poco più di 30 abitanti (un migliaio, complessivamente, nell’intero comune) vivono il cadenzare della quotidianità, nel rispetto delle tradizioni e del buon vivere, cercando di farsi memoria storica di un antico territorio.


Cenni Storici

Anche se citato per la prima volta in un documento del 1148, il territorio su cui sorge Montegridolfo ebbe, come gran parte della Val Conca, un’iniziale attività di popolamento durante il precedente periodo romano e alto medievale.

A seguito dei pericoli e dell’insicurezza nelle basse valli fu, probabilmente, attorno al X secolo che iniziarono a svilupparsi numerosi centri sulle colline. Si trattava di abitati rurali dediti al sostentamento delle comunità locali privi di qualunque pretesta territoriale. Posto geograficamente però al confine tra le Signorie dei Malatesta e dei Montefeltro, con l’intensificarsi delle lotte, nel 1233 Montegridolfo scelse liberamente di appoggiare Rimini. Divenne di conseguenza teatro di violente incursioni da parte dei Duchi di Urbino che nel 1336 rivolsero un rovinoso saccheggio che portò alla sua distruzione.
Tempestiva fu la ricostruzione e già l’anno successivo Montegridolfo riappariva con mura più imponenti. In un’altalenarsi di proprietà il castello passò prima nelle mani dei Montefeltro per tornare, pochi anni dopo, tra i domini dei Malatesta. Nel 1502, come gran parte dei comuni romagnoli, fu acquisito da Cesare Borgia, di nuovo ai Malatesta, e infine ai Veneziani nel 1504 e allo Stato della Chiesa nel 1509.

Dopo secoli di totale tranquillità, durante i conflitti della seconda guerra mondiale, la Storia richiamò nuovamente in causa Montegridolfo. Tra l’ottobre del ’43 e l’agosto del ’44 cruenti scontri tra le truppe tedesche e gli Alleati devastarono il territorio seguendo il tracciato della famigerata Linea Gotica che proprio da qui passava.
Il borgo ne uscì in gran parte danneggiato e così rimase almeno fino alla fine degli anni ’80, quando grazie all’impegno congiunto tra enti pubblici e privati, tra cui la nota stilista Alberta Ferretti, si decise di restaurarlo, riportandolo agli antichi albori.


Cosa Vedere

Espressione tipica dell’architettura malatestiana, il borgo presenta una pianta poligonale controllata da quattro torrioni e mura a sbalzo con un caratteristico torrione all’ingresso dell’abitato. Con le strette e pittoresche vie, le locande e la chiesa parrocchiale, appare oggi una specie di piccola bomboniera racchiusa in una palla di vetro protetta dallo scorrere del tempo. Dalla piazzetta centrale tre viottoli convergono verso Palazzo Viviani, l’unica casa patrizia del borgo, oggi centro direttivo di un albergo “diffuso” che coinvolge l’intero abitato.

Montegridolfo | Foto di Natalia Reznichenko, via #Flickr

Montegridolfo | Foto di Natalia Reznichenko, via #Flickr

Più che per le cose da vedere (il paese è veramente piccolo) è l’atmosfera che si respira all’interno del borgo che offre, insieme al contesto paesaggistico, qualcosa di magico a chi lo visita.

Tra gli edifici, tutti rigorosamente in mattoni: il Castello Malatestiano (XIV sec), oggi sede del Comune; la Chiesa di San Rocco, databile a poco prima del 1400, che conserva al suo interno due affreschi (due dei quali sovrapposti) e un dipinto su tela del Cagnacci tutti su tema della Madonna con Bambino e Santi; il Santuario della Beata Vergine delle Grazie posto nella vicina località di Trebbio e infine il Museo della Linea dei Goti che ospita oggetti, documenti e reperti bellici legati alla Seconda Guerra Mondiale.


Cosa Fare

PRIMAVERA
– un itinerario in moto tra le terre dei Malatesta e dei Montefeltro vi porterà ai piedi delle mura di Montegridolfo;
– il luogo adatto per fuggire dal caos delle città e ricercare una vacanza a contato con sé stessi e la natura

ESTATE
– una romantica passeggiata tra le vie del borgo prima di sedersi attorno a uno dei tavoli delle sue caratteristiche locande;
– la valConca è un territorio adatto, come tutta la Romagna, per tutti gli sportivi che adorano unire alla fatica della bicicletta la bellezza dei paesaggi. Allora perché non seguire un percorso tra gli antichi possedimenti dei Malatesta?

AUTUNNO
– se siete amanti del buon vino venite a Montegridolfo, la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini passa da qui con percorsi segnalati e aree di sosta;
– avete mai pensato di entrare in un paesaggio d’arte? Le vedute immortalate nei quadri Piero della Francesca si trovano proprio in questa zona

INVERNO
– la seconda domenica del mese di dicembre a Montegridolfo si celebra il buon olio di oliva;
– siete avidi lettori della Divina Commedia? A soli 15 km da qui si trova Gradara, teatro del mito di Paolo e Francesca


Eventi

In occasione del Venerdì Santo, da circa vent’anni, un centinaio di figuranti in costumi d’epoca mettono in scena un corteo che dalla Chiesa di San Rocco termina nella piazza grande, snodandosi tra le vie del centro.

In estate, invece, i viottoli si trasformano in gallerie d’arte all’aperto e il borgo si anima con eventi e manifestazioni musicali e artistiche. Tra queste Un Castello di Voci, una rassegna musicale, lirica e classica, che coinvolge artisti affermati nel panorama nazionale e internazionale.

Montegridolfo | Foto Archivio Provincia di Rimini

Montegridolfo | Foto Archivio Provincia di Rimini

A fine Agosto, ogni anno, va in scena la Montegridolfo Liberata, una rievocazione storica della battaglia per la liberazione del borgo con visite guidate al Museo della Linea dei Goti, performances teatrali, approfondimenti culturali e intrattenimenti vari.

Infine la seconda domenica di dicembre tocca alla Festa dell’Olio Novello in Tavola,  un punto di riferimento per tutti gli appassionati dellolio di qualità, motore produttivo di tutta l’area.


Enogastronomia

Tagliatelle al ragù e ai funghi (che qui chiamano “marchignoli”), strozzapreti pasticciati, polenta al sugo ma anche agnello, coniglio, pollo e piccione cucinati al forno, salumi e formaggi fanno da re su tutte le tavole della zona. Il Trebbiano e il Sangiovese di Romagna ne arricchiscono i sapori dei piatti insieme al tartufo nero, rilanciato negli ultimi anni e all’ottimo olio extravergine di oliva proveniente dai numerosi oliveti disseminati sul territorio.


Come raggiungere Montegridolfo

Posto a circa 20km dalla costa Adriatica, Montegridolfo si adagia sulle colline comprese tra Cattolica e Pesaro nei pressi del confine con la regione Marche. Non è servita da alcuna linea ferroviaria ma è facilmente raggiungibile tramite la macchina o autobus.


La rubrica [Emilia Romagna Borghi] è realizzata basandosi sulle adesioni dei borghi alle Associazioni: Borghi più belli d’Italia, Bandiere Arancioni del Touring Club, Borghi autentici d’Italia.

Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

2 commenti

  1. Anna

    Stupendi paesaggi avvolti ancora dalla storia, dal ricordo, dalla memoria. Il silenzio le culla, donando ai viandanti sensazioni di pace e tempo ritrovato.

    1. Davide Marino

      Grazie Anna, della tua bellissima recensione. Non può che farci tanto piacere 🙂

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