[ParlamiditER] Pasquetta a Rimini: “Somar Lungo”, la scampagnata alle Grazie

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[ParlamiditER] Pasquetta a Rimini: “Somar Lungo”, la scampagnata alle Grazie


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Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
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Anche se quest’anno saremo costretti a rimandare la tradizionale gita fuori porta di Pasquetta, è comunque curioso conoscere le tradizioni che Rimini cerca ogni anno di mantenere vive. Tra queste una menzione particolare merita quella del Somar Lungo, che generalmente prevede ancora oggi una parata da Borgo Marina al Santuario di Covignano.

Rimini, Somarlungo, ph. riminitoday.it, CC-BY-NC-SA 3.0

Rimini, Somarlungo | Ph. riminitoday.it

L’appuntamento ricorda il pellegrinaggio che nel 1700 i marinai facevano per recarsi a chiedere aiuto alla Madonna e lasciare a lei i propri ex voto. Il nome particolare, invece, sembra derivi dall’abitudine degli abitanti di Borgo Marina (uno dei borghi riminesi), che nell’800, durante il giorno di Pasquetta, erano soliti salire a dorso di somarelli e sfidarsi in una gara per raggiungere da Rimini il colle di Covignano.

La competizione si svolgeva intorno alla chiesa di San Nicolò presso la quale i marinai si sfidavano davanti alle loro innamorate, molto spesso generando l’ilarità dei presenti per via della loro scarsa praticità nel cavalcare i poveri animali.

Finita la gara si raggiungeva il colle di Covignano a dorso degli asini o a piedi come tutti gli altri abitanti (i veri fortunati erano i signori che viaggiavano in carrozza lungo la strada stretta e bianca). Dopo aver condiviso il pranzo, la giornata si concludeva con le preghiere del vespro presso il Santuario della Madonna delle Grazie.

Le cronache raccontano che le donne, all’alba, prima della partenza cucinavano il coniglio o l’agnello e riempivano “la ligaza” (dal nome del fazzolettone che conteneva il pranzo al sacco), con piada, ciambella, uova sode e vino.

La camminata impegnativa conduceva fino al Santuario delle Grazie dove si trascorreva la giornata. Sui prati venivano stese le tovaglie per consumare i ricchi picnic. L’affluenza di così tanti abitanti attirava anche numerosi ambulanti, che vendevano porchetta, pane, polli e vino, come in tutte le nostre sagre di oggi.

Un’altra versione racconta che il “Somar longo” era una gara a chi conduceva più bambini da Rimini a Covignano in groppa al somaro, per vincere il salamino in premio.

Visto che la tradizione riminese vuole che il lunedì di Pasqua si trascorra sui colli di Covignano, negli ultimi anni questa consuetudine in onore della Madonna delle Grazie è stata recuperata e rivisitata.

La versione moderna è andarci in bicicletta, con partenza da Marina Centro. Ogni anno il programma prevede visite guidate e numerose attività collaterali. È diventata un’occasione per una scampagnata all’aria aperta con la famiglia o con amici, attraversando i luoghi della città, prendendosi il tempo per osservarli. Ogni edizione del “Somar Lungo” è caratterizzata da un tema e il programma cambia ogni anno.

Curiosità

Sulle pendici del Colle su cui sorge il Santuario, è percorribile ancora oggi la Via Crucis, forse la più antica del mondo (le cronache ne parlano già dal 1550): nelle quattordici cappelle costruite lungo la salita, dal 1750 erano custoditi grandi pannelli di terracotta (155 x 120 cm.) di Carlo Sarti di Bologna, sostituiti, dopo la completa distruzione bellica, da ceramiche di Elio Morri della stessa dimensione.

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