[ParlamiditER #288] Ferrara, intrighi rinascimentali alla corte degli Estensi

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[ParlamiditER #288] Ferrara, intrighi rinascimentali alla corte degli Estensi


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Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.
Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto. Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


Ferrara, 22 giugno 1519.

Una donna molto sofferente ha le forze di vergare di proprio pugno una missiva indirizzata direttamente al Papa. La donna è in punto di morte, sa di essere una grande peccatrice ma allo stesso tempo si sente profondamente cristiana, e prima di spirare si rivolge al pontefice per ricevere la sua “Santa Benedizione”.

In questo giorno viene scritta la lettera da consegnare direttamente nelle mani del Papa dell’epoca: Leone X, illustre esponente della famiglia de’ Medici di Firenze e figlio di Lorenzo il Magnifico.
La donna morirà soltanto due giorni dopo, il 24 giugno 1519. Colpita da setticemia, la Duchessa di Ferrara muore nel fiore dell’età per le complicazioni derivanti da una gravidanza travagliata.
A soli 39 anni si spegne – come cristiana benché peccatrice – Lucrezia Borgia.

La Duchessa di Ferrara appartiene ad una delle famiglie più controverse dell’intera storia del Rinascimento italiano, e anche la sua vita è piena di colpi di scena degni di una fiction contemporanea.
Lucrezia era figlia di un… Papa!
Il papa in questione è Rodrigo Borgia, pontefice della chiesa cattolica dal 1492 al 1503 come Alessandro VI. Spagnolo di nascita, aveva scalato le gerarchie ecclesiastiche diventando cardinale in giovane età. Eletto papa, la sfrenata ambizione e la sua condotta malandrina e peccaminosa non erano mutate minimamente: numerosi sono i figli illegittimi e ancora di più le amanti – quasi sempre giovanissime – di cui si circondava anche in Vaticano.

Tra i figli del papa, ricordiamo Cesare Borgia passato alla storia come il Valentino. Testa calda, iracondo e violento, il fratello di Lucrezia si macchiò in vita di crimini efferati, tra cui l’omicidio del secondo marito della sorella: Alfonso di Aragona duca di Bisceglie, figlio illegittimo del sovrano del Regno di Napoli, fatto pugnalare dal Valentino sulle scale della basilica di San Pietro nell’anno 1500. Ma il rampollo sopravvive al primo attentato e il Valentino non contento, un mese dopo, lo fa strangolare a morte mentre il giovane è ancora assistito amorevolmente da Lucrezia negli appartamenti in Vaticano.

Lucrezia subisce senza tregua le angherie del fratello e la presenza dispotica e asfissiante del padre. Ma le cronache del tempo non risparmiano giudizi negativi anche su di lei. A più riprese fu additata di avere rapporti incestuosi coi fratelli e con il padre stesso o di partecipare a dei baccanali in Vaticano tra vino e cortigiane.

Per lei la situazione si tranquillizza quando sposa Alfonso d’Este, figlio di Ercole ed erede del Ducato di Ferrara. Nel 1505 alla morte di Ercole, Lucrezia diventa Duchessa di Ferrara e una vita serena sembra finalmente a portata di mano, malgrado la morte del padre nel 1503 e quella del fratello Cesare nel 1507, a soli 32 anni.
Ma l’aura nera della sua famiglia non sembra abbandonarla mai, pure nella lontana Ferrara. Anche a lei toccherà una sorte infausta, la morte sopraggiungerà dolorosa e ancora in giovane età.

  • Ferrara, Castello Estense | Ph. Vanni Lazzari

  • Ferrara, Castello Estense | Ph. Baraldi

  • Ferrara, Castello Estense, Salone dei Giochi, Aquila Estense | Ph. Baraldi

  • Ferrara, Castello Estense, Sala del Governo | Ph. Baraldi

  • Ferrara, Corso Ercole I d’Este | Ph. Baraldi

  • Ferrara, Palazzo dei Diamanti | Ph. Vanni Lazzari

  • Ferrara, Palazzo dei Diamanti | Ph. samcatta

  • Ferrara, Palazzo Municipale | Ph. Baraldi

  • Ferrara, Cattedrale di S.Giorgio | Ph. Baraldi

Ferrara, Patrimonio dell’Umanità

Il sito UNESCO denominato “Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po” è costituito da tre elementi specifici:

  • il centro storico di Ferrara
  • il sistema delle cosiddette “Delizie Estensi”
  • il paesaggio naturale e culturale del Delta del Po

La città di Ferrara è stata inserita nelle liste del Patrimonio UNESCO nel 1995, mentre nel 1999 il sito è stato ampliato con la rete delle Delizie e il sistema naturale del delta del fiume più lungo che scorre sul territorio italiano.

La storia di Ferrara si lega in maniera indissolubile alla dinastia degli Estensi, che dominarono la città dal ‘200 fino al 1598. Fu tra il ‘400 ed il ‘500 che Ferrara raggiunse l’apice della fama, affermandosi come uno dei principali centri rinascimentali italiani per la raffinatezza della sua corte e lo sviluppo dell’arte e dell’architettura.
È un progetto urbanistico ad imporre definitivamente Ferrara come città del Rinascimento. Nel 1492, l’architetto Biagio Rossetti trasporta nella realtà il suo progetto di “piano regolatore”, tramite un dettagliato sistema di pianificazione urbana imperniato sulle regole della prospettiva. La cosiddetta addizione erculea – fortemente voluta dal duca del tempo, Ercole I d’Este – ha come perno il castello medievale, trasformato nella residenza di corte degli Estensi, e prevede l’espansione della città verso nord tramite una ordinata rete viaria ortogonale, raddoppiando così il centro abitato.

Proprio dal Castello Estense parte il lungo asse stradale oggi noto come Corso Ercole I d’Este – su cui si affacciano sontuosi palazzi pubblici tra cui il celeberrimo Palazzo dei Diamanti. Sempre su progetto di Biagio Rossetti, l’edificio deve il suo nome al caratteristico rivestimento bugnato a punta di diamante. Inserito ad arte nel nuovo impianto urbano, l’incrocio tra due degli assi principali dell’addizione viene esaltato tramite l’angolo del palazzo, impreziosito da un disegno a candelabre e da un leggiadro balconcino.
Tra le tante meraviglie della città, nel nostro breve spazio vanno almeno menzionati il Castello e la splendida Cattedrale, impreziosita sul lato che affaccia sulla piazza Trento e Trieste dalla caratteristica Loggia dei Merciai.

Passiamo ora al sistema delle Delizie Estensi e al paesaggio del delta del Po, fortemente interconnessi tra loro.
Mentre all’interno della città si era dato avvio al progetto urbano della addizione erculea, nel paesaggio del delta del Po gli Estensi promuovevano una lungimirante campagna di pianificazione territoriale, con l’obiettivo di bonificare terreni paludosi e rendere coltivabili numerosi ettari di terreno.
In questo paesaggio, frutto di un delicato equilibrio tra l’ambiente naturale e l’intervento umano, si collocano le Delizie, ville di campagna utilizzate sia come centro di amministrazione del territorio bonificato che per lo svago della corte ducale.
Le Delizie Estensi sono le seguenti: Delizia di Schifanoia, Delizia del Belriguardo, Delizia del Verginese, Delizia di Benvignante, Castello di Mesola, Villa della Mensa, Delizia di Fossadalbero, Palazzo Pio, Delizia di Copparo, Delizia di Zenzalino, Delizia di Medelana, Delizia della Diamantina.

Tra queste residenze suburbane, citeremo per la sua importanza nella storia dell’arte quella dai caratteri più cittadini e cioè il Palazzo Schifanoia, edificato all’interno della città di Ferrara. Il nome dell’edificio fa riferimento a quella che è la missione delle Delizie: Schifanoia significa letteralmente “schivar la noia” e cioè trovare ristoro dai pressanti impegni politici e di corte.
Il palazzo – terminato durante il dominio di Borso d’Este – è famoso per il ciclo di affreschi che adornano il salone dei Mesi, opera di grandi esponenti della scuola pittorica ferrarese come Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti. Il sistema degli affreschi è organizzato in dodici settori, trasposti sulle pareti del salone, e ciascun settore è suddiviso in tre fasce sovrapposte: nella prima fascia sono raffigurate le rappresentazioni del lavoro dell’uomo in relazione ai mesi, nella seconda i segni zodiacali e nella terza gli dei pagani che influenzano le attività del singolo mese.
Siamo di fronte ad uno dei maggiori capolavori dell’arte rinascimentale, realizzato per la celebrazione in chiave simbolica della dinastia che ha fatto di Ferrara una delle capitali del Rinascimento italiano.

Contenuto a cura di Roberto Giarrusso, autore del blog www.thearteller.com

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