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[Parlami di tER] Alla scoperta di Bologna: itinerario accessibile

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[Parlami di tER] Alla scoperta di Bologna: itinerario accessibile


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Parlami di tER è una serie di racconti dall’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da persone che son natie, vivono o semplicemente si sono innamorate di questa singolare, bellissima, terra con l’anima. Se anche tu vuoi raccontare l’Emilia-Romagna che si vede dalla tua finestra sei benvenuto.
Basta una mail a inemiliaromagna@aptservizi.com o un commento qui sotto!


LA ZONA U TRA STORIA E ARTE

Via Zamboni, una strada storica che scende dalle due torri verso Porta San Donato.

Lungo il suo corso è fiancheggiata da palazzi rinascimentali e da chiese e cappelle. Nel suo insieme è un ambiente omogeneo, accompagnato da portici che entrano nei palazzi storici all’interno dei chiostri aperti sulla strada.

Via Zamboni trova il suo centro in Piazza Verdi di fronte al Teatro Comunale.

Bologna, Piazza Verdi, Archivio Fondazione Innovazione Urbana, CC-BY-NC-SA 3.0

Bologna, Piazza Verdi, Archivio Fondazione Innovazione Urbana

Nei suoi musei questa strada raccoglie quel che Natura ci offre, che la scienza osserva, il senso civico protegge, il pubblico chiede: e sono milioni di secolari saperi ed esperienze, acquisiti per sempre, per tutti.

Oggi vogliamo farla conoscere proprio a tutti!

Bologna, portici e San Giacomo in Via Zamboni, ph. Giada Rubinato

Per la versione video in lingua LIS o per approfondire e conoscere gli aggiornamenti sul percorso, scarica l’App BO4ALL qui:

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Bologna accessibile - Percorso per disabili visivi

Partenza da piazza Maggiore, via Rizzoli, piazza di Porta Ravegnana dove s’intreccia il traffico di diverse strade cittadine. Da lì ci si inoltra nel silenzio antico dei vicoli stretti e sassosi del Ghetto Ebraico, ingombri spesso di auto in sosta, proseguendo per via Dei Giudei, via Canonica, via dell’Inferno che conducono a Piazzetta Biagi.

Per via Valdonica si arriva al Museo Ebraico: ingresso di difficile individuazione, buona audioguida, ma poco materiale da toccare.

Attraverso via Valdonica, vicolo Luretta, via Marsala, si raggiunge via Zamboni. Dall’altra parte della strada si erge la chiesa di San Giacomo Maggiore. Sotto il portico a destra in direzione viali, si apre l’Oratorio di Santa Cecilia che ospita periodici concerti e il ciclo di Cecilia e Valeriano in dieci grandi affreschi riprodotti anche a rilievo e ottenibili a richiesta. 

Proseguendo oltre si apre sulla sinistra piazza Scaravilli, si raggiunge via Belle Arti e di lì la Pinacoteca Nazionale di Bologna, ricca di capolavori dal 1300 al 1700, ma dal numero limitato di riproduzioni tattili, tra le quali il rilievo del “S. Giorgio con drago” di Vitale da Bologna. Tornando verso il centro e prendendo via del Guasto, si affronta l’impervia ma breve escursione dei giardini omonimi.

Bologna accessibile - Percorso per disabili motori

Partendo da Piazza Maggiore, raggiungere l’incrocio con via Rizzoli e poi svoltare a destra. Percorrere i portici di via Rizzoli fino al semaforo ed attraversare le strisce pedonali raggiungendo Piazza di Porta Ravegnana. Via Zamboni si trova sulla sinistra.

Dall’inizio di via Zamboni fino all’inizio dei portici nel lato sinistro della via in direzione dei viali, la pavimentazione è un po’ sconnessa. L’accesso ai portici non ha gradini e la pavimentazione sotto è liscia. Dopo la piazzetta Achille Ardigò si passa sul lato destro dei portici che non presenta barriere e proseguendo si attraversa piazza Rossini e si raggiunge la Basilica di San Giacomo Maggiore.

Proseguendo si raggiunge l’Oratorio di Santa Cecilia. Il portico termina con una scalinata all’altezza di piazza Verdi e per proseguire bisogna rifare la strada all’indietro fino a piazza Rossini, uscire dai portici e percorrere la pista ciclabile per un breve tratto e poi si rientra sotto i portici. Arrivati in piazza Verdi, bisogna svoltare leggermente e proseguire a destra dei portici del Teatro Comunale, perché poco dopo ci sono due scalini. Per entrare nel Teatro Comunale bisogna richiedere la pedana mobile. Riprendendo la via, si possono percorrere di nuovo i portici sulla sinistra che sono accessibili fino a piazza Puntoni. La si attraversa senza ostacoli e si gira a sinistra per via Belle Arti per entrare nella Pinacoteca Nazionale di Bologna. Per farlo bisogna risalire fino al n°52 di via Belle Arti dove si può trovare una rampa. Dopo si percorre a destra il portico con pavimentazione liscia e si arriva al n°56, l’entrata della Pinacoteca. Il portone di ingresso è molto ampio e negli orari di apertura è sempre aperto. Subito sulla destra potete trovare la biglietteria, altezza banco 114 cm; dopo la biglietteria trovate una rampa con larghezza di 110 cm.

Bologna accessibile - Percorso per disabili uditivi

Partenza da piazza di Porta Ravegnana, dietro le due torri. C’è una mappa usurata poco leggibile e pannelli scritti con linguaggio complesso, senza immagini a supporto. Qui si alzano in tutta la loro lunghezza le due torri più famose di Bologna: Asinelli e Garisenda. La prima alta 97 metri, visitabile con prenotazione e la seconda di soli 48 metri. Quest’ultima per un cedimento del terreno è diventata obliqua. Si prosegue su via Zamboni e si entra nel Ghetto Ebraico, da via dei Giudei. 

Per la visita si possono seguire le tappe indicate dalla mappa a forma di “mano di Miriam”, simbolo ebraico. Il ghetto è una tra le zone più interessanti del centro città, circondato da palazzi che appartenevano a ricchi mercanti e banchieri ebrei e con numerose botteghe artigiane. Prosegui in via Valdonica. In fondo a questa via c’è il Museo Ebraico, all’entrata c’è un grande cancello chiuso, per visitarlo è necessario suonare il campanello. Tornando indietro si via Valdonica si torna su via Zamboni, passando per il Vicolo Luretta, stretto e occupato dai parcheggi e via Marsala. I rumori e le voci della zona universitaria si fanno di nuovo sentire e le strade sono affollate.   Si prosegue a destra per visitare la basilica di San Giacomo Maggiore. All’interno ci sono opere di arte rinascimentale, da vedere le bellissime cappella Bentivoglio e cappella Poggi. Non ci sono pannelli descrittivi all’interno. 

Si cammina verso destra su via Zamboni fino all’oratorio di Santa Cecilia dove all’interno ci accoglie un gradevole angolo verde nascosto. L’oratorio è stato fatto affrescare con lo scopo di conservarne l’opera pittorica tra le più importanti del periodo rinascimentale a Bologna.

Uscendo su via Zamboni, si prosegue verso Piazza Verdi, il cuore della vita universitaria e sede del Teatro Comunale, una perla architettura cittadina. Pochi passi ancora su via Zamboni e si arriva a Piazza Scaravilli, spesso usata come sede di eventi e spettacoli organizzati dal Comune e dall’Università; appena più avanti immancabile una visita alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Fonte: Cura Arcivescovile e le Chiese di Bologna. 


Questo servizio nasce dal percorso di co-progettazione U-area for all, nell’ambito del progetto europeo ROCK finanziato dal programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020, con l’obiettivo di favorire l’accessibilità al patrimonio culturale della zona universitaria di Bologna.

Si tratta di un percorso di co-progettazione per ideare e sperimentare un servizio di visite inclusive nella zona Universitaria.

L’obiettivo è stato creare un servizio che consentisse, a chi la vuole scoprire o già la frequenta tutti i giorni, di vivere in modo più accessibile la ricchezza che i suoi musei, i suoi poli culturali e l’Università possono offrire.

Ci sono diversi itinerari accessibili per scoprire il patrimonio culturale del centro di Bologna: La zona U tra storia e arte e La zona U tra scienza e ambiente (consultabili anche sulle mappe tattili cartacee), Da piazza Maggiore a piazza Galvani, Dal Museo Civico Archeologico alle Due Torri e Da piazza del Nettuno al Museo Civico Medievale, questi ultimi consultabili sull’app BOforAll.

Autore:

La Fondazione nasce nel 2018 come evoluzione del Comitato Urban Center Bologna ed opera in continuità con esso, raccogliendo i suoi quasi 15 anni di esperienza nel campo della comunicazione delle trasformazioni urbane e della partecipazione civica, per ampliarne ulteriormente il ventaglio di attività e il raggio di azione.
Il continuo lavoro di analisi e interpretazione della città, sviluppato a contatto con gli abitanti e le diverse organizzazioni cittadine, ha portato ad arricchire ed evolvere senza sosta i campi di intervento.

Tre principali ambiti delle molteplici attività della Fondazione.

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