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La Rimini di Fellini in 8 tappe 1/2

di /// Novembre 23, 2022
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Il 20 gennaio del 1920 nasce a Rimini Federico Fellini. Tra sogni, bozzetti, caricature e una fantasia sopra le righe, trascorre qui la sua adolescenza a cavallo della Grande Guerra, legando alla sua memoria spunti narrativi che in seguito avrebbe influenzato fortemente la sua produzione cinematografica.

Rimini era stata il luogo della sua formazione e della sua crescita. Quel suo essere “allampanato e sognatore” trovava infatti le sue radici in quella lunga parentesi di vita trascorsa qui, a due passi dal mare (Fellini rimane a Rimini fino a 19 anni, prima di partire alla volta per Roma).

Come tutti i rapporti nati durante il periodo adolescenziale, il suo rapporto con la città era pertanto simbiotico e controverso, fatto di attrazione e rifiuto, amore e odio; una dicotomia, questa, che il regista portò con sé per tutta la vita e non smise mai di mettere in scena, anche indirettamente, nei suoi film.

A Rimini non girò alcuna pellicola, ma la città rappresentò per lui una sorta di “musa ispiratrice” soprattutto nel delineare quei luoghi e quelle esperienze che contraddistinsero la sua produzione.

Girare per Rimini e visitare i luoghi della giovinezza e del ricordo di Fellini, vuol dire percorrere un itinerario turistico e culturale capace di avvicinarci alla sua poetica espressiva e farci rivivere appieno quegli scenari che lo ispirarono.

FM Fellini Museum (Rimini)
FM Fellini Museum (Rimini)

Punto di partenza obbligato oggi è il nuovo FM – Fellini Museum, il più grande e innovativo spazio espositivo al mondo dedicato al suo genio e alla sua eredità poetica, inaugurato nel 2020 in occasione del centenario della sua nascita, e articolato su ben tre spazi differenti: Castel Sismondo, Palazzo del Fulgor e Piazza Malatesta.

Tenete questo come punto di partenza e da qui iniziate il vostro itinerario felliniano in 8 tappe 1/2 per le strade della città!

«Rimini è un pastrocchio, confuso, pauroso, tenero, con questo grande respiro, questo vuoto aperto del mare. Lì la nostalgia si fa più limpida, specie il mare d’inverno, le creste bianche, il gran vento, come l’ho visto la prima volta»
(Federico Fellini da “Dizionario intimo per parole e immagini”)

1. Borgo San Giuliano

La Rimini di Fellini in 8 tappe 1/2 | Borgo San Giuliano

Oggi restaurata, questa parte di città è un concentrato di piazzette e piccole vie in cui si continua a respirare l’atmosfera evocativa d’altri tempi, la stessa che si ritrova all’inizio del film I clowns

È proprio gironzolando per le strade del borgo che troverete numerosi murales che illustrano storie e scene tratte dai film del Maestro.

Esattamente qui, a settembre ogni due anni, il quartiere – nei pressi dell’antico Ponte di Tiberio – diventa il set della famosa Festa de Borg e le osterie e le cantine aprono le loro porte a tutti a turisti e passanti.

2. Tempio Malatestiano

La Rimini di Fellini in 8 tappe 1/2 | Il Tempio Malatestiano

È uno dei monumenti più noti del primo Rinascimento italiano, voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta, con la firma di Leon Battista Alberti.

Fellini era solito entrarci “quando non c’era nessuno: i sedili di marmo erano freschi; le tombe, i vescovi e i cavalieri medioevali vegliavano, protettivi e un poco sinistri, nell’ombra” (Ritorno a La mia Rimini, Federico Fellini, Guaraldi Editore).

In via IV novembre, quasi di fronte al Tempio Malatestiano, si trovava FeBo, la bottega artistica che Fellini aprì insieme al pittore riminese Demons Bonini (l’insegna riporta le iniziali dei rispettivi cognomi). Proprio all’interno di quest’ultima un giovane Fellini disegnò caricature e vendette i suoi primi ritratti.

3. Monumento della Vittoria

Situato in Piazza Ferrari, si trova il monumento alla Vittoria (meglio conosciuto come Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale), edificato nei primi anni Venti del secolo scorso.

«Questo è il monumento della Vittoria, andavamo a vederlo tutti i giorni… E io me lo sognavo anche la notte!», racconta la voce fuori campo di Titta, l’alter ego di Fellini in Amarcord.

4. Fontana della Pigna

In Piazza Cavour, centro della vita cittadina riminese, si trova la Fontana della Pigna, così chiamata appunto per la presenza di una pigna sulla cima della scultura in marmo di Carrara risalente alla metà del ‘500.

Su questa fontana, ricostruita negli studi di Cinecittà per le riprese di Amarcord, si posa il grande pavone apparso all’improvviso a conclusione della divertente scena delle battaglia delle palle di neve che coinvolge anche il personaggio della Gradisca.

5. Castel Sismondo

La Rimini di Fellini in 8 tappe 1/2 | Il Castel Sismondo

Il Castel Sismondo, anche noto come Rocca Malatestiana, è simbolo del potere della famiglia Malatesta in città tra il Trecento e il Quattrocento.

Fellini narra di quel giorno in cui, ancora ragazzo, fuggì di casa per assistere allo spettacolo del grande circo che aveva posto il tendone proprio di fronte alla rocca medievale, nel centro della città.

Di quella giovane esperienza se ne ricordò più avanti, utilizzando quell’immagine come fonte d’ispirazione per il suo film I clowns.

Oggi il castello è cuore del Fellini Museum, il polo museale dedicato alla sua figura e alla sua poetica.

6. Cinema Fulgor

La Rimini di Fellini in 8 tappe 1/2 | Il Cinema Fulgor

Nel cuore della vecchia Rimini era situato il Cinema Fulgor, al n° 162 di Corso d’Augusto.

Nelle sue sale, ancora bambino, Fellini vide il suo primo film sulle ginocchia del padre, Maciste all’Inferno di Guido Brignone, come racconta egli stesso nel suo film Roma.

Durante l’età adolescenziale Fellini frequentò spesso il Fulgor, instaurando una collaborazione per la produzione di locandine pubblicitarie in cambio della possibilità di assistere gratuitamente alle proiezioni.

Durante le riprese di Amarcord, fece un richiamo a quel periodo giovanile in cui frequentava il cinema, mettendo in scena un giovane Titta alle prese con un approccio maldestro nei confronti della bella “Gradisca”, intenta a guardare una pellicola.

Oggi, dopo un lungo restauro, il Fulgor è ritornato agli antichi splendori, con una ricca programmazione fatta di film, rassegne, monografie e retrospettive sulle varie correnti e periodi del cinema.

7. Il Porto

Fonte d’ispirazione per Fellini dev’essere stato il lungomare di Rimini ed è per questo che non si può tralasciare il porto, sede della passeggiata invernale de I Vitelloni (girata a Ostia ma ispirata a Rimini) ma anche delle scorrerie motociclistiche di “Scureza”, il motociclista pazzo di Amarcord.

8. Grand Hotel

Fellini Day. Rimini, Grand Hotel, 1983

Quando Fellini era ragazzo il Grand Hotel significava qualcosa di irraggiungibile, un emblema di tutti i suoi desideri “proibiti”, tanto da inserirlo successivamente più volte nei suoi film.

Una volta affermatosi come regista, divenne il suo punto di riferimento in città. Era solito alloggiare nella suite 315, vivendo questo spazio come la casa delle sue ambizioni e delle sue inquietudini.

In realtà il Grand Hotel rappresentava per Fellini molto più di un semplice luogo in cui alloggiare. Era un mondo fatto di feste e sogni, la cui atmosfera onirica stimolava la sua fantasia e creatività.

Lui stesso scrive nel volume La mia Rimini: «Il Grand Hotel era la favola della ricchezza, del lusso, dello sfarzo orientale. Quando le descrizioni nei romanzi che leggevo non erano abbastanza stimolanti da suscitare scenari suggestivi nella mia immaginazione, tiravo fuori il Grand Hotel, come certi scalcinati teatrini che adoperano lo stesso fondale per tutte le situazioni».

Circa vent’anni dopo l’uscita di Amarcord, in convalescenza da un intervento all’aorta, Fellini fu colpito da un ictus proprio nella sua amata suite (3 agosto del 1993).

Oggi, a pochi passi dal Grand Hotel, si può scattare un selfie davanti a Fellinia, la grande macchina fotografica realizzata a mano nel 1948 dallo scultore Elio Guerra.

8 1/2. Cimitero Monumentale

La Rimini di Fellini in 8 tappe 1/2 | La “Grande Prua” di Arnaldo Pomodoro

La tappa finale della Rimini felliniana culmina nel cimitero monumentale di Rimini davanti la “Grande Prua”, la tomba disegnata da Arnaldo Pomodoro in cui il regista giace assieme alla moglie Giulietta Masina e al figlioletto Pierfederico.

Autore

Davide Marino

Nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

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Questo articolo ha 2 commenti

  • Elisa Fabbri

    Ciao Davide! Il post che hai fatto è bellissimo! Soltanto che contiene un’inesattezza: la tappa 1 in via Dardanelli 10, dove esiste ancora la casa natale di Fellini non corrisponde alla foto che hai inserito e non si trova all’interno del Borgo di San Giuliano, bensì dietro la stazione di Rimini!

    • Davide Marino

      Ciao Elisa, grazie della segnalazione e mi scuso al contempo dell’imprecisione.
      Ho provveduto a sistemare l’articolo riportando l’informazione corretta.
      Cordialmente
      Davide | Staff TER

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