Dolce Vita in Valmarecchia: un itinerario tra borghi e colline

 | 

Dolce Vita in Valmarecchia: un itinerario tra borghi e colline


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Racchiusa tra i colli dell’entroterra di Rimini, all’estremità sud dell’Emilia Romagna, c’è una valle incantata fatta di panorami mozzafiato e paesini autentici.
È la Valmarecchia, la valle Romagnola tracciata dall’omonimo fiume, al confine tra Toscana e Marche: un territorio rigoglioso, di verdi colline costellate da villaggi, torri e castelli. Oggi vi portiamo a spasso tra alcuni dei suoi borghi più affascinanti per un itinerario giornaliero alla scoperta di questo territorio.

Mappa della Valmarecchia @Erinaceus via Wikipedia

Mappa della Valmarecchia | Photo @Erinaceus, via Wikipedia

Partiamo dall’Alta Valmarecchia, da PENNABILLI, borgo medievale perfettamente conservato alle pendici occidentali del Monte Carpegna. Costruito sulle emergenze rocciose della Rupe e del Roccione, il suo assetto urbano è composto dall’unione di due castelli, quello di Billi (sopra la Rupe) e quello di Penna (sopra il Roccione).
Questo panoramico borgo, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, è considerato la capitale religiosa del Montefeltro. Nel 1572 è stato, difatti, designato come sede della Diocesi di San Marino-Montefeltro, ruolo che tutt’oggi riveste e che ha lasciato in eredità alla cittadina numerosi monumenti: la Cattedrale, il Santuario della Madonna delle Grazie e il Convento delle Agostiniane.
Ma Pennabilli è stata anche una delle località più amate dal famoso poeta di Santarcangelo Tonino Guerra, che la trasformò in vero e proprio museo all’aperto dedicato ai Luoghi dell’Anima. Infine Pennabilli è un ottimo punto di partenza per addentrarsi alla scoperta del Parco del Sasso Simone e Simoncello.
Qui, di seguito, un elenco dei suoi principali siti d’interesse mentre per avere precise informazioni turistiche vi rimandiamo all’Ufficio Turistico competente.


A 30 minuti da Pennabilli troviamo SANT’AGATA FELTRIA, uno dei borghi medievali più caratteristici di tutto il Montefeltro, anche grazie al suo castello dalle forme fiabesche.
Le vicende storiche che hanno coinvolto il paese e le signorie succedutesi nel tempo hanno lasciato in questo luogo un enorme patrimonio artistico e culturale, tra cui la Rocca Fregoso, il Teatro Mariani (il più antico teatro interamente in legno esistente in Italia) e il Convento di San Girolamo.
Da non perdere nelle vicinanze anche il piccolo borgo fortificato di PETRELLA GUIDI, caratterizzato da case altissime in pietra bianca antica unite tra loro in una serie irregolare. Per ulteriori informazioni, ecco come e quando contattare lo IAT.


Riprendiamo la macchina e in una quarantina di minuti arriviamo a SAN LEO, uno dei Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Questo scenografico villaggio, cuore storico del Montefeltro, si erge abbarbicato su un enorme masso roccioso invalicabile, salvo che per un’unica strada tagliata nella roccia. Sulla punta più alta si eleva l’inespugnabile Forte, famoso per aver ospitato la prigionia dell’alchimista Cagliostro. Tra le altre importanti personalità storiche che hanno trascorso qualche tempo a San Leo ricordiamo il grande Dante ALighieri, che tra l’altro lo citò nella sua Divina Commedia e il santo Francesco d’Assisi, che proprio qui ricevette in dono il Monte della Verna.
Oltre al Forte, da cui si gode di una vista speciale dai colli fino al mare, San Leo vanta un patrimonio architettonico perfettamente conservato, tra cui una pieve pre-romanica e un duomo datato agli inizi del XII secolo.
Da segnalare, nelle vicinanze, i Balconi di Piero della Francesca: due punti panoramici dai quali poter ammirare i paesaggi rappresentati nelle opere del grande pittore, identificati grazie a un recente progetto chiamato Montefeltro Vedute Rinascimentali. Per ulteriori informazioni, ecco come contattare lo IAT.


Ultima tappa del nostro itinerario, a mezz’ora di auto da San Leo, è VERUCCHIO, antico borgo che con la sua Rocca Malatestiana domina la bassa Valle del Marecchia. Bandiera arancione del Touring Club Italiano, questo scenografico villaggio, collocato sulle prime alture rocciose a breve distanza dal mare, fu capitale malatestiana e proprio nella sua possente Rocca i Malatesta diedero avvio alla loro prestigiosa ascesa al potere. Qui visse il Mastin Vecchio, considerato uno dei capostipiti di tutta la famiglia, citato anche da Dante Alighieri nella Commedia. Per questo, per tradizione Verucchio viene definita la “Culla dei Malatesta”. L’impianto medievale, che la passeggiata nel centro storico mette pienamente in risalto, conferma quanta parte abbiano avuto i suoi Signori alla crescita di questo luogo che, anche nei secoli successivi, ha goduto di sviluppo e prosperità, oggi fondamento della sua vocazione culturale. Tutte le informazioni presso lo IAT.

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

Lascia un commento anche tu!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *