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Fotografia Europea 2023: le mostre da non perdere

di /// Aprile 20, 2023
Tempo stimato di lettura: 3 minuti

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Venerdì 28 aprile si apre Fotografia Europea 2023 (le giornate inaugurali proseguono fino al 1° maggio), festival internazionale, che vede Reggio Emilia come centro focale della manifestazione.

Questa 18ª edizione è dedicata all’idea di Europa con riflessioni sugli ideali che la costituiscono e sul mondo attuale, multiculturale e globalizzato. Attraverso le immagini, i fotografi segnano le linee di un’identità sempre più mobile, cercando un senso per l’inquietudine che la attraversa.

Per vivere Fotografia Europea attraverso gli eventi che la animano fino all’11 giugno, sarebbe interessante dedicarle più di un giorno. Ma se il tempo è tiranno, non resta che pianificare, ottimizzandola, la visita o lasciarsi invece trasportare dall’istinto e dall’atmosfera coinvolgente della manifestazione, che The Lucie Awards hanno indicato quale miglior Photo Festival of the Year.

Europe matters: visioni di un’identità inquieta, è il tema dei progetti selezionati dalla direzione artistica del Festival, composta da Tim Clark , Walter Guadagnini e Luce Lebart.

Accanto alle mostre, come da tradizione, si tengono incontri, conferenze, presentazioni di libri e varie attività.

  • Mónica de Miranda, Whistle for the wind, Portugal, 2022, 105 x 70 cm, inkjet print on cotton paper, © Mónica de Miranda, Comissioned by Autograph London
  • Sabine Weiss. Venezia, Italia, 1950 © Sabine Weiss, collections Photo Elysée, Lausanne
  • Alessia Rollo, Maddalena divenuta per forza di ragione Maria, Basilicata 2022, 120×120,©Alessia Rollo
  • Luigi Ghirri, Ferrara, 1981 ©Eredi Luigi Ghirri
  • Ferdinando Scianna, Budapest, Ungheria, 1990. Tre allegre ragazze accompagnano Josip Stalin alla pattumiera della storia, 1990, 43×49 cm, ©Ferdinando Scianna
  • Roberto Masotti, Demetrio Stratos dalla serie: You Tourned the Tables On Me, Milano 1976, ©Roberto Masotti/ Lelli e Masotti archivio
  • Samuel Gratacap, dalla serie Bilateral, 2018 – 2022 © Samuel Gratacap
  • ©Yelena Yemchuk, Odesa

Percorsi da scoprire

Lasciamo il piacere di scoprire le molte proposte ai lettori, pur segnalandone alcune.

I Chiostri di San Pietro ospitano dieci mostre, che analizzano il mutare della società, il paesaggio e il confine, il passato coloniale, l’ibridazione culturale, visti attraverso le opere di Mónica De Miranda, Jean-Marc Caimi & Valentina Piccinni, Simon Roberts, Alessia Rollo, Samuel Gratacap, Yelena Yemchuk, Geoffroy Mathieu, Cédrine Scheidig, oltre a The Archive of Public Protests, che raccoglie le tracce visive dell’attivismo sociale.

La mostra storica, curata da Virginie Chardin, è Sabine Weiss, Una vita da fotografa. Tra le più importanti voci della fotografia umanista francese, Weiss ha abbracciato tutti gli ambiti della fotografia, immortalando emozioni e sentimenti dei propri soggetti.

Tra le mostre ai Chiostri di San Domenico c’è quella dedicata alla committenza, che il festival affida ogni volta a un diverso artista (quest’anno a Myriam Meloni) insieme ai progetti vincitori della Open Call.

A Palazzo da Mosto sono esposte opere dalla collezione di Ars Aevi sulla Bosnia Erzegovina, Paese ospite di questa edizione del festival.

Le mostre partner

Altre mostre partner gravitano intorno al festival, organizzate da importanti istituzioni culturali cittadine.

A Palazzo dei Musei la sezione di fotografia propone Un piede nell’Eden. Luigi Ghirri e altri sguardi. Giardini in Europa e L’Architettura degli Alberi , oltre al progetto Giovane Fotografia Italiana #10 | Premio Luigi Ghirri 2023, a cura di Ilaria Campioli e Daniele De Luigi.

Alla fototeca della Biblioteca Panizzi sarà esposta, tra l’altro, Flashback, con fotografie tratte dall’edizione 2007 del Festival, anch’essa sul tema dell’Europa.

You Tourned the Tables On Me, allo Spazio Gerra, propone 115 ritratti, scattati da Roberto Masotti, dei più noti musicisti contemporanei.

La Collezione Maramotti presenta No Home from War: Tales of Survival and Loss, prima mostra in Italia del fotogiornalista irlandese Ivor Prickett.

Il CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione – dell’Università degli Studi di Parma espone Antonio Sansone: Rituali d’Europa, con immagini che sono esempio del fotogiornalismo di impegno civile del secondo dopoguerra.

A Reggio Emilia la fotografia è pervasiva

Il programma completo include anche il progetto formativo Speciale Diciottoventicinque, conferenze, book signing, letture portfolio e [PARENTESI] BOOKFAIR, dedicato agli editori indipendenti. Senza dimenticare la declinazione musicale di Fotografia Europea, FOTOFONIA, curata da Max Casacci dei Subsonica.

Anche per questa edizione il CIRCUITO OFF, l’evento indipendente che arricchisce il Festival con moltissime mostre, presenta progetti di professionisti, giovani fotografi, appassionati e associazioni. Parte di questo circuito è anche il progetto OFF@school che coinvolge le scuole della provincia di Reggio Emilia.

Il 6 maggio è la serata dedicata al Circuito Off, occasione in cui viene decretato il vincitore del premio Max Spreafico, che avrà l’opportunità di produrre una nuova mostra ed esporla nell’edizione 2024 di Fotografia Europea.

  • Fotografia Europea 2023
  • Fotografia Europea 2023
  • Fotografia Europea 2023

Info:

FOTOGRAFIA EUROPEA 2023.
Europe Matters: Visioni di un’identità inquieta

28 aprile – 11 giugno 2023
Reggio Emilia
www.fotografiaeuropea.it

Giornate inaugurali 28, 29, 30 aprile e 1 maggio 2023

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