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Monteleone, il ruggito del medioevo

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Monteleone, il ruggito del medioevo


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Piccola frazione del comune di Roncofreddo, in quel di Forlì-Cesena, il piccolo borgo di Monteleone vanta origini molto antiche: le prime notizie risalgono al 1233, quando Monleonis vantava una posizione privilegiata sul territorio, svettando con il suo castello sulle terre dell’entroterra cesenate.

Ancora oggi è possibile ammirarlo, viste le ottime condizioni, tali da avergli conferito il riconoscimento di Borgo Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, in quanto “piccolo borgo abitato, ben conservato e caratterizzato da un arredo urbano e spazi verdi curati”.


Cenni storici

L’abitato di Monteleone, sorto spontaneamente attorno al castello, ha visto il suo sviluppo nell’epoca delle signorie: le esatte origini non sono documentate, sebbene sappiamo che attorno all’anno Mille, il castello fosse possedimento della chiesa di Ravenna, in lotta con Rimini per la proprietà.

Proprio Rimini nel XIV secolo realizzò una prima vera rocca, tenuta dai Malatesta fino al 1335, poi persa a favore prima di Francesco degli Ordelaffi di Forlì poi dei Montefeltro, per tornare sotto il controllo della Santa Sede e successivamente, nel 1433, nuovamente ai Malatesta.

Nel 1485 ritornata sotto il controllo dell’arcivescovo di Ravenna, venne infeudata ai Roverella di Cesena che la detennero fino al 1745, apportando ampliamenti e la trasformazione da castello in dimora estiva. Contemporaneamente si incentivarono le costruzioni di abitazioni sull’antico circuito murario, demolendo le precedenti più addossate al palazzo e ricavandone al loro posto un giardino pensile.

Nel 1960 il castello fu venduto agli attuali proprietari, i conti Volpe (attualmente il castello non è visitabile).

Cosa vedere

Estate: scoprire le chiese del luogo ci allontanerà dalla stretta del sole, sulle orme della storia di Romagna: da non perdere il Tempio Malatestiano di Roncofreddo e la Chiesa di San Biagio.

Autunno: periodo di vino, foglie caduche e sfumature di giallo e arancione. La locale Strada dei vini e dei sapori vi porterà a scoprire il gusto e il sapore della Romagna, magari in una bella osteria della zona.

Inverno: immergerci nelle suggestive atmosfere di Piazza Byron coperta dalla neve, mangiando castagne arrosto e bevendo un bicchiere di Sangiovese. Proprio qui il famoso omonimo scrittore inglese soggiornò nei primi dell’800 per amore dalla duchessa Gamba.

Primavera: per gli amanti dell’aria aperta una gita al lago è proprio l’ideale! Il lago di Monteleone infatti vi proporrà splendidi panorami e suggestivi tramonti, e perché no, potrete anche gettare un amo in acqua.

Eventi

D’estate Monteleone è uno dei luoghi che ospitano il festival musicale itinerante Borgo Sonoro: cosa c’è di meglio nelle calde sere d’estate di rifugiarsi al fresco e vivere il borgo accompagnati da dolci note?

A inizio settembre a Monteleone invece potrete vivere la più antica manifestazione folkloristica della zona: la festa della Madonna di Monteleone, da qualche anno affiancata anche dalla Sagra dei fichi, famoso prodotto della zona.

Enogastronomia

Oltre ai fichi, a Monteleone non mancano tutti i sapori tipici dell’entroterra romagnolo: dai formaggi, come lo squisito raviggiolo, ai primi di pasta fresca, tra cui la poco conosciuto spoja lorda, dai salumi di Mora Romagnola accompagnati dall’immancabile piadina, fino – dulcis in fundo – ai golosissimi dolci della tradizione.

Monteleone di Roncofreddo | Ph. bandierearancioni.it

Monteleone di Roncofreddo | Ph. bandierearancioni.it


La rubrica Emilia Romagna Borghi è realizzata basandosi sulle adesioni dei Borghi alle Associazioni: Borghi più belli d’Italia, Bandiere Arancioni, Borghi autentici d’Italia.

2 commenti

  1. Valentina Foà

    Ciao, sono la nipote di Giovanni Volpe, Valentina Foà, ti ringrazio e mi complimento per il bellissimo video su Monteleone.
    Mi hanno raccontato che, quando mio nonno ha preso in affitto il castello (l’acquisto è stato successivo), tutti i contadini del comune erano mezzadri ed indebitati pesantemente con il proprietario dell’epoca. Fu allora che mio nonno decise di acquistarlo, con tutti i possedimenti. Liberò i contadini dai debiti, gli offrì un contratto di lavoro regolare e gli regalò le case che abitavano con una pertinenza esterna. Per questo fatto la nostra famiglia, che trascorreva le estati nel castello, è sempre stata circondata da un grande affetto. Avrai capito quanto amo questo luogo, che mi lega ad una vita semplice e sana e all’affetto per mio nonno Giovanni. Grazie ancora

    1. Elisa Mazzini

      Grazie mille a te per il racconto Valentina 🙂

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