Sulle orme di Dante. In treno, tra Emilia-Romagna e Toscana
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Sulle orme di Dante. In treno, tra Emilia-Romagna e Toscana

di /// Agosto 31, 2021 /// Tempo stimato di lettura: 8 minuti

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Il 2021 segna 700 anni dalla morte di Dante, il “Sommo Poeta” ritenuto il padre della lingua italiana e la cui Divina Commedia è considerata uno dei maggiori capolavori della letteratura di tutti i tempi.

Le Vie di Dante, premiate da Lonely Planet come Best in Travel per la Sostenibilità 2021, permette di ripercorre i luoghi dell’esilio di Dante, tra Emilia-Romagna e Toscana.
Un viaggio lento, da Ravenna a Firenze, tra natura e cultura.

Le Vie di Dante: il cammino

Creato nel 2012, il Cammino di Dante è un percorso ad anello che collega Ravenna, dove il Poeta è sepolto, a Firenze, luogo di nascita di Dante, per poi tornare a Ravenna seguendo un itinerario diverso.
In tutto, sono circa 400 km, lungo i quali si attraversano i bellissimi scenari naturalistici dell’Appennino e del Casentino, passando per antiche pievi e deliziosi borghi dove il tempo sembra essersi fermato.

Vie di Dante, Trekking

Vie di Dante, Trekking

Per gli appassionati dello Slow Travel e vacanze attive, il Cammino di Dante può essere percorso a piedi o in bici. Una bella alternativa è il treno, magari arricchendo le tappe con brevi camminate nei dintorni.
Il trasporto pubblico non consente di raggiungere tutti i luoghi delle Vie di Dante, ma molti di essi.
Da non perdere, il trenino che collega Faenza a Firenze, e che, nella sua lentezza, regala scorci di grande bellezza tra dolci colline, uliveti e foreste.

Ravenna: la tomba di Dante e i meravigliosi mosaici bizantini

L’esilio di Dante ebbe inizio nel 1301 e, nonostante i numerosi tentativi e la mai sopita speranza, il Poeta non riuscì mai a tornare a Firenze. Dopo numerose peregrinazioni, nel 1318 Dante approdò a Ravenna, dove rimase fino alla sua morte, nel 1321.
La neoclassica tomba di Dante a Ravenna rappresenta il punto di partenza, anche simbolico, del Cammino di Dante.

Se è la prima volta che andate a Ravenna, non potete assolutamente mancare una visita ai meravigliosi mosaici bizantini.

Mosaici di Ravenna - Vie di Dante

Mosaici di Ravenna – Vie di Dante

Dichiarati patrimonio UNESCO nel 1996, i mosaici di Ravenna sono tra le opere d’arte più stupefacenti di sempre; uno dei luoghi che tutti dovrebbero ammirare almeno una volta nella vita.
È inoltre probabile che le magnifiche raffigurazioni dei mosaici ravennati abbiano ispirato Dante nelle sue descrizioni di santi e beati.

A Ravenna, Dante completò la Divina Commedia, scrivendo la fine del Purgatorio e l’intero Paradiso. Alla sua morte, nel 1321, Dante divenne a Ravenna oggetto di culto. Ciononostante, per molto tempo Firenze, luogo di nascita di Dante, e Ravenna, si contesero le spoglie del Sommo Poeta.

Ravenna - Vie di Dante

Ravenna – Vie di Dante

Molti sono i riferimenti a Ravenna e ai suoi personaggi nella Divina Commedia.
L’episodio più noto è certamente quello del Canto V dell’Inferno, dove nel cerchio dei Lussuriosi Dante incontra Francesca da Rimini, figlia del Signore di Ravenna, Guido da Polenta. La storia sventurata del suo amore segreto e illegittimo con Paolo Malatesta è narrata in alcuni tra i versi più belli e famosi del Sommo Poeta:

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

(Dante Alighieri, Inferno, Canto V, 97-108)

Il Treno di Dante: un viaggio lento tra paesaggi pittoreschi

Il trenino panoramico che collega Faenza a Firenze, ribattezzato il “Treno di Dante”, è perfetto per chi vuole viaggiare lentamente, riducendo l’impatto ambientale.
Cullati dal ritmo delle carrozze in movimento, circondati da paesaggi bellissimi, liberi di scendere lungo il percorso, il Treno di Dante è un modo fantastico per visitare alcuni dei luoghi attraversati dal Sommo Poeta durante il lungo esilio.

Il tratto tra Faenza e Borgo San Lorenzo è il più pittoresco, e offre un caleidoscopio di paesaggi. Morbide colline segnate dalle geometrie dei filari delle vigne, aree coperte di uliveti con i loro riflessi argentati, e le zone più selvagge del Mugello.

Sulle orme di Dante in treno: le tappe principali

Faenza

Famosa in tutto il mondo per le sue ceramiche artistiche e la maiolica, Faenza sorge lungo l’antica Via Emilia. Cittadina di origine romana, Faenza raggiunge il proprio apice nel Basso Medioevo e nel Rinascimento. Piazza del Popolo e l’adiacente Piazza della Libertà, incorniciate da bellissimi palazzi antichi, sono il cuore della città.

Faenza - Vie di Dante

Faenza – Vie di Dante

In Piazza del Popolo, spiccano il Palazzo del Podestà, dalla tipica architettura medievale, e Palazzo Manfredi, con le sue arcate eleganti e le sottili colonne che danno all’edificio un senso di leggerezza.
Da vedere anche il Voltone della Molinella, decorato da deliziose grottesche della seconda metà del Cinquecento, che collega Piazza del Popolo con il Teatro Masini.

Altrettanto scenografica Piazza della Libertà, dove il Rinascimentale Duomo di Faenza, dalla facciata incompiuta, evoca ricordi di San Petronio, a Bologna.
Completano la splendida cornice della piazza il Portico degli Orefici e la Fontana Monumentale.

Faenza - Vie di Dante

Faenza – Vie di Dante

Merita una visita il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, uno dei più importanti al mondo.

Brisighella

Basta posare lo sguardo per attimo, e subito diventa chiaro perché Brisighella è considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Circondato da dolci colline dalle bellissime sfumature di verde, nel cuore dell’Appennino, Brisighella è un borgo medievale di incredibile bellezza.
Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni. Ci sono tante cose da fare e da vedere, e Brisighella merita molto di più di una visita affrettata.

Brisighella, Via degli Asini - Vie di Dante

Brisighella, Via degli Asini – Vie di Dante

Vale la pena spendere almeno una notte, così da poter scoprire anche lo splendido Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. La facile camminata da Brisighella fino al Rifugio Carnè è una bellissima gita di un giorno che vi farà scoprire una breve sezione del trekking lungo il Cammino di Dante, circondati da uno scenario meraviglioso.

Il modo migliore per gustare Brisighella è perdersi tra i vicoletti, che regalano scorci pittoreschi.
Da non perdere il centro storico, con le sue coloratissime case, e la Via degli Asini. Questa straordinaria strada sopraelevata, coperta e illuminata dagli archi a “mezzaluna” visibili da Via Naldi, risale al XII secolo, e rappresenta una unica testimonianza storica e architettonica.

Non lasciatevi scoraggiare dalle ripide salite che conducono ai tre speroni rocciosi che ospitano tre dei principali monumenti di Brisighella: l’iconica Torre dell’Orologio, la Rocca e il Santuario del Monticino.
La vista sui tetti e sulle dolci colline, il paesaggio idilliaco, vi ripagheranno dello sforzo. Uno dei momenti migliori per salire alla Torre dell’Orologio è il tramonto, quando i raggi del sole ormai bassi illuminano la torre e le colline di una luce dorata.

Brisighella, Rocca - Vie di Dante

Brisighella, Rocca – Vie di Dante

È proprio la Torre dell’Orologio a richiamare il Canto XXVII dell’Inferno, dove Dante, pur senza rivelare il nome, incontra il Signore di Brisighella, Maghinardo Pagani da Susinana. Fu Maghinardo a far costruire, nel 1290, una torre difensiva sullo sperone di roccia dove oggi svetta la Torre dell’Orologio. Maghinardo combatté a fianco dei Guelfi a Firenze, in una battaglia alla quale prese parte anche Dante, e successivamente sposò la causa dei ghibellini in Romagna. Così lo racconta il Poeta:

Le città di Lamone e di Santerno
conduce il lioncel dal nido bianco,
che muta parte da la state al verno.

(Dante Alighieri, Inferno, Canto XXVII, 49-51)

Marradi

Marradi segna il passaggio tra la regione Emilia-Romagna e la Toscana. Borgo di confine, Marradi è conosciuto come il “Paese delle Castagne”, oltre che per essere il luogo natale del poeta Dino Campana.
Dalla stazione, si raggiunge il centro storico in meno di 10 minuti a piedi.
Un primo angolo delizioso si ha appena varcato il ponte, con le vecchie case che si riflettono nelle acque del fiume Lamone.
Il borgo è piccolo, ma delizioso, e va scoperto andando a zonzo, addentrandosi nelle viuzze laterali oltre che seguendo le vie principali.

Marradi - Vie di Dante

Marradi – Vie di Dante

Se siete golosi di marroni, vale la pena curiosare nelle piccole botteghe che vendono prodotti tipici, tutti a base di castagne.

In treno, da Borgo San Lorenzo a Firenze

Giunti a Borgo San Lorenzo, si può proseguire in direzione Firenze sul Treno di Dante, o scegliere la variante che segue il fiume Sieve. La deviazione vale la pena. Non solo perché il tratto più panoramico del Treno di Dante termina poco dopo Borgo San Lorenzo, ma anche perché il percorso che da Borgo San Lorenzo porta a Firenze è denso di storia, e offre l’opportunità di visitare borghi interessanti.
Anche in quest’area, scoprirete altri luoghi che fanno parte delle Vie di Dante, spostandovi dal Mugello in direzione del Casentino.

Dicomano

A Dicomano, piccolo borgo a cavallo tra Romagna e Toscana, si respira un’atmosfera di altri tempi.
Il paese strizza ben poco l’occhio ai turisti, ed è proprio la sua autenticità ad ammaliare.

Dicomano, centro storico - Vie di Dante

Dicomano – Vie di Dante

Sotto i portici di Via Dante Alighieri, la via principale, persone di mezz’età si ritrovano per una partita a carte o per fare due chiacchiere. Si incrociano signore con le borse della spesa, gente in bicicletta. Insomma, la vita quotidiana, che ha l’effetto di una vera boccata di aria fresca.

Dicomano, lungo il torrente Comano - Vie di Dante

Dicomano – Vie di Dante

In fondo a Via Dante, uno stretto passaggio conduce a una stradina che costeggia il torrente Comano. È un breve tratto dove passeggiare assaporando la pace, il silenzio e la tranquillità, e che offre scorci pittoreschi di Dicomano.
Merita una visita anche la Pieve di Santa Maria, che si trova su una piccola collina non distante dal centro, e da dove si può ammirare il paesaggio circostante.

Pontassieve

Lungo la linea ferroviaria che collega Borgo San Lorenzo a Firenze, dopo Dicomano, si giunge a Pontassieve, un paese che si affaccia sul fiume Sieve, non lontano dal luogo in cui confluisce con l’Arno.
Il piccolo centro storico, delizioso, conta tra gli edifici più caratteristici i resti del Castello di Sant’Angelo e le antiche porte di accesso: l’imponente Porta Aretina, chiamata anche Torre dell’Orologio, e Porta Filicaia, il cui arco incornicia l’ingresso dell’antico borgo.

Il punto più interessante, e scenografico, di Pontassieve, è tuttavia il Ponte Mediceo.

Pontassieve - Vie di Dante

Pontassieve – Vie di Dante

Eretto nel XVI secolo per volere di Cosimo I De’ Medici, il ponte fu costruito allo scopo di collegare la strada che da Firenze conduceva al Mugello, al Casentino e infine ad Arezzo.
La costruzione del ponte influì anche sul nome del borgo, che venne trasformato da Castel Sant’Angelo a Ponte a Sieve (Pontassieve). Vale la pena ammirare il ponte da diversi punti di vista: a livello del fiume, per assaporare il rosso dei mattoni, il verde dei prati e i colori delle case riflessi nell’acqua, e anche dall’alto, per godere meglio delle colline circostanti.

Firenze: la culla del Rinascimento e di Dante

L’itinerario in treno che ripercorre in buona parte il Cammino di Dante termina a Firenze, la città che dette i natali al Sommo Poeta e universalmente considerata la culla del Rinascimento.

Partiti da Ravenna e dalla Tomba del Poeta, la Casa di Dante è il punto di arrivo ideale del Cammino di Dante. Tuttavia, è bene sapere che l’edificio, che ospita anche il Museo Storico, è stato ricostruito all’inizio del XX secolo, laddove una volta si trovavano le abitazioni della famiglia Alighieri.

Firenze, Santa Croce - Vie di Dante

Firenze, Santa Croce – Vie di Dante

Uno dei luoghi più belli dove ricordare Dante è la meravigliosa Basilica di Santa Croce. Alla sinistra della facciata, una grande statua del Poeta, il cui sguardo profondo e forse un po’ accigliato scruta la grande piazza, invita a un momento di riflessione e introspezione.

Merita una visita il meraviglioso Battistero di San Giovanni, dove Dante fu battezzato nel 1266. All’inizio del Canto XXV del Paradiso, Dante racconta la speranza, mai spenta, di poter tornare nella sua Firenze natìa e nel Battistero, dove ebbe inizio la sua Fede.

Se mai continga che ‘l poema sacro
al quale ha posto mano e cielo e terra,
sì che m’ha fatto per molti anni macro,

vinca la crudeltà che fuor mi serra
del bello ovile ov’io dormi’ agnello,
nimico ai lupi che li danno guerra;

con altra voce omai, con altro vello
ritornerò poeta, e in sul fonte
del mio battesmo prenderò ‘l cappello;

però che ne la fede, che fa conte
l’anime a Dio, quivi intra’ io, e poi
Pietro per lei sì mi girò la fronte.

(Dante Alighieri, Paradiso, Canto XXV, 1-12)

Firenze, San Miniato al Monte - Vie di Dante

Firenze, San Miniato al Monte – Vie di Dante

Sono molti, a Firenze, i luoghi che custodiscono testimonianze di Dante. Uno su tutti, da non perdere assolutamente, è la meravigliosa Abbazia di San Miniato al Monte, di origine romanica. Avvolta da un’intensa spiritualità, offre anche uno dei panorami più suggestivi di Firenze.


Che abbiate letto l’intera Divina Commedia, oppure no; che amiate il Sommo Poeta o meno, le Vie di Dante vi faranno scoprire angoli nascosti, borghi poco conosciuti, e paesaggi bellissimi.
Lentamente, a piedi, in bici, o in treno, verrete a contatto con un’Italia insolita, fuori dai sentieri battuti, e, soprattutto, incredibilmente autentica.

Autore

Simon Falvo

Viaggiatrice solitaria da oltre 20 anni, Simon Falvo ha un grande amore per la montagna, i ghiacciai e la natura, insieme a una passione per l’arte e il design. Nel suo blog Wild About Travel racconta in parole e immagini le sue esperienze in terre lontane come il Pakistan, e luoghi vicini fuori dai sentieri battuti.

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