Street Art in Emilia Romagna

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Street Art in Emilia Romagna


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Nato come fenomeno di nicchia agli inizi degli anni ‘80, la Street Art con l’avvento del nuovo millennio è letteralmente esplosa in tutte le sue declinazioni per le strade delle città italiane. Al di là delle polemiche sulla trasformazione di questo fenomeno underground rispetto alle origini e la sua ibridazione con forme autorizzate e legali, sempre più edifici abbandonati, palazzi e muri di periferia sono stati ricoperti di colore e si sono fatti portavoce di messaggi solitamente legati alla protesta sociale e politica, ma non solo.

Girovagando per le città dell’Emilia Romagna oggi è abbastanza facile imbattersi in opere murarie, capaci di attirare la nostra attenzione e rapire in un attimo uno scatto fotografico. Riqualificazione, Valorizzazione e Riappropriazione sono stati alcuni dei concetti chiave che hanno sostenuto questi interventi, eleggendo murales e graffiti a vere e proprie opere d’arte, capaci di abbattere il grigiore della quotidianità e trasformare gli spazi urbani in musei “a cielo aperto”.

La Street Art è diventata così uno strumento per rileggere le realtà urbane e il territorio circostante, un ottimo spunto di viaggio per esplorare con occhi nuovi alcune città della nostra regione lungo rotte inusitate.

Officine Reggiane, Reggio nell'Emilia | Foto tratta da Mogol Bordello

Officine Reggiane, Reggio nell’Emilia | Foto tratta da Mogol Bordello


Bologna

Dalla grande mostra dedicata alla Street Art del 1984 “Arte di Frontiera. New York Graffiti, Bologna ha sempre mostrato un’attenzione particolare per quest’arte dai contorni sfuggevoli. Vuoi per i movimenti popolari attivi in città, vuoi per la forte vocazione universitaria, partendo dai centri sociali la Graffiti Writing e la Street Art si è diffusa a macchia olio sul tessuto urbano in forme più o meno spontanee. Alle grandi opere di Blu (ormai scomparse nel 2016 come protesta nei confronti degli stacchi di alcuni suoi murales) e di Ericailcane, nel corso degli anni si sono aggiunti interventi del Collettivo FX | Nemo’s | Pupo Bibbitò | Alicé | Tellas e molti altri.

Dal 2012, poi, questa vocazione artistica è stata rinnovata grazie al progetto “Frontier – La linea dello stile”, che ha coinvolto artisti italiani e stranieri (tra questi: M-City | Does | HoNeT | Hitnes | Etnik | Eron | Joys | Dado | Cuoghi Corsello | Rusty | Daim | Andreco | Phase II | Peeta | Seikon | Nuria | Lokiss | Rae Martini) nella valorizzazione di alcuni palazzi popolari; e tramite il percorso del Cheap Festival, incentrato sulla sensibilizzazione dello spazio pubblico attraverso la poster art.

Tutta Bologna è comunque ricca di opere murarie, molte delle quali – almeno quelle più grandi – si collocano al di fuori del centro storico. Il consiglio è quindi quello di spostarsi in bicicletta per la città, magari facendosi guidare dalla mappa digitale che l’Associazione SenzAncora, in collaborazione con il collettivo Ozono Factory, ha realizzato con un percorso di immagini, biografie e focus sugli artisti; oppure affidarsi al sito BolognaStreetArt per essere sempre aggiornati.


Ferrara

Trasformare Ferrara in un posto più bello e accogliente, promuovendo la conoscenza di forme d’arte contemporanee per educare così le nuove generazioni a vivere il proprio territorio con partecipazione e rispetto: grazie al portale Ferrarastreetart.it cittadini e turisti possono oggi orientarsi nel mondo dell’arte urbana, guardando con occhi nuovi l’ambiente che li circonda. A venir in loro soccorso gallery fotografiche e informazioni su singoli progetti e artisti attivi sul territorio, tra cui: Ericailcane | Mendez | Psiko | Sfiggy | Dissenso Cognitivo | Macs | Stefano Capozzi e tanti altri.

Spostandoci dalla capitale estense in piena Pianura Padana, ci s’imbatte nel progetto Rurales di Alessandro Gallerani. Ci troviamo nei dintorni di Cento e qui, dove un tempo vi erano comunità di contadini con le loro famiglie, oggi si trovano per lo più coltivazioni industriali e tanto, molto silenzio. E allora, perchè non recuperare i luoghi abbandonati della campagna e dare loro nuova vita con la street art?

Blu | Depuratore, Comacchio | Foto tratta da ferrarastreetart.it

Blu | Depuratore, Comacchio | Foto tratta da ferrarastreetart.it


Modena

Agli inizi degli anni 2000, quando la Street Art non si chiamava ancora così, il festival Icone di Modena si prese l’incarico di cancellare il grigio dai muri della città. Innumerevoli artisti di fama nazionale e internazionale furono coinvolti in questo progetto e per 6 edizioni inondarono Modena in modo capillare. Bastardilla | Stak | Blu | Ericailcane | Dem | Etnik | Francesco Barbieri | Aris | 108 | Ozmo, etc. trasformarono sottopassaggi, cavalcavia, zone periferiche e la fascia ferroviaria in una galleria a cielo aperto. Nell’ultima edizione, infine, la cosìddetta 5.9 il festival portò questa forma d’arte anche nei paesi della Bassa (Finale Emilia, Camposanto, Cavezzo, etc.) colpiti dal grande terremoto del 2012.
Recentemente, poi, in occasione dei 2200 anni della fondazione romana di Modena, un nuovo intervento è stato realizzato da Eron su Palazzo Santa Chiara.

Ericailcane e Bastardilla | Icone, Camposanto di Modena | Foto tratta da Artribune

Ericailcane e Bastardilla | Icone, Camposanto di Modena | Foto tratta da Artribune

Il concetto di partecipazione attiva ben presente anche nella bassa modenese a Novi. Qui TOTART, una giovane rassegna di street art sta coinvolgendo differenti realtà creative del territorio, invitando differenti artisti ad esprimersi sui muri della città: Ericailcane | Bastardilla | Giorgio Bartocci | Luca Zamoc | Basik | Mat! | Mr. Thoms.


Reggio nell’Emilia

Dimenticate e dismesse per anni, le Officine Reggiane sono uno di quei luoghi che sono stati salvati letteralmente dal “colore”. Poste nella periferia nord-est di Reggio nell’Emilia, sono state trasformate in un interessante laboratorio di street art. Il tutto è nato in maniera spontanea. Via via ha poi preso le sembianze di un progetto più articolato, capace di attrarre artisti da tutto il mondo nella realizzazione di una grande opera collettiva. Il nostro invito è quello di fare un tour a piedi tra le rovine dei suoi grandi capannoni o in alternativa affidarsi alla tecnologia grazie alla Reggiane Urban Gallery, un sistema dinamico per navigare tra i capannoni, gli artisti e le loro opere.


Filmato realizzato da Livio Ninni. Copyright: Urban Lives

Spostandosi, invece, tre le montagne dell’appennino reggiano nell’area di Trinità di Canossa, è possibile imbattersi in decine gli interventi murari realizzati in occasione della Sagra della Street Art. Un progetto nato da un’idea di Collettivo FX e Associazione Whats che ha portato decide di artisti a confrontarsi con stalle, fienili, osterie, cisterne, case e caseifici ma soprattutto con le persone di quei territori. Piccole località di montagna (oltre Trinità si ricorda Selva, Selvapiana, Monchio delle Olle, Pardella, Vedriano e Albareto) si sono così ritrovate a comparire nelle mappe della Street Art internazionale grazie agli interventi di artisti tra i quali: Astro Naut | Ben Slow | Bibbitò | Collettivo Fx | Gas | Gola Hundun | James Kalinda | Julieta Xlf | Neko | Otto Grozni | Psiko Patik | Random | Reve+ | Signora K | Zibe.


  • Millo | Festival Subsidenze | Ravenna

  • Collettivo FX “Immigrato al contrario” | Imola

  • Ozmo | Icone 5.9 | Modena

  • Levalet “The Hunt” | Bologna

  • Tellas | Mikasa, Bologna

  • Nemos | Sagra della Street Art | Vedriano (Reggio nell’Emilia)

  • Snem | Officine Reggiane | Reggio nell’Emilia

  • Borondo | Cotignola (Ravenna)

  • Basik “St. Luke tuning his own picture according to its diagonal size” | Totart Festival | Novi di Modena

  • Ericailcane e Bastardilla | Icone 5.9 | Modena

  • Nabla & Zibe | Parma Street View | Parma

  • Giorgio Bartocci | Totart Festival | Novi di Modena

  • Alessio “Sfiggy Bolognesi” e Cristiano De Matteis | Ferrara

  • Eron | Palazzo Santa Chiara | Modena

  • About Ponny | Festival Subsidenze | Ravenna

  • Stinkfish | Cuma Project | Cotignola (Ravenna)

  • Invader | Planetario | Ravenna

  • PixelPancho “The Last Kiss” | Festival Subsidenze | Ravenna

  • Jim Avignon | Festival Subsidenze | Ravenna


Parma

Anche a Parma la volontà di riqualificare esteticamente alcuni muri della città ha dato il via, nel 2014, a un progetto di arte muraria dal titolo Parma Street View. Passeggiando nei pressi del Liceo Linguistico Marconi è oggi possibile ammirare un’opera collettiva (A. Canu | Chomp | Dildo Society | Grozni | Mha Corre tra gli Alberi | P-45 | PsikoPatik) di oltre 250 mq dedicata al tema delle barricate del 1922. Più a nord, nel cuore della città, ci si può imbattere nell’intervento di PAO sul muro perimetrale della Pensilina di viale Toschi; e, poco più lontano, nel sottopasso della stazione ferroviaria nell’opera dedicata a Giuseppe Verdi di Nabla & Zibe.


Ravenna

Nell’ex capitale bizantina i murales sono distribuiti su tutto il centro urbano, con un percorso d’arte che, abbracciando la contemporaneità, comprende diversi quartieri: primo tra tutti la Darsena. Le diverse opere possono essere raggiunte agevolmente persino a piedi, anche se è preferibile l’uso di una bicicletta. La mappa messa a disposizione dal portale turistico della città può essere d’aiuto. Tanti gli artisti coinvolti, molti dei quali promossi grazie al festival Subsidenze: Invader | Ericailcane | Kobra | Millo | Sea Creative | PixelPancho | No Curves | Camilla Falsini | Tellas | Dissenso Cognitivo | Rustam Qbic | Jim Avignon | Zed1 | About Ponny | Reve+ e molti altri.

Kobra "Dante Alighieri" | idDante, Ravenna

Kobra “Dante Alighieri” | Progetto idDante | Ravenna

Uscendo da Ravenna, poi, sono molti gli esempi di Street Art da scoprire. Nel piccolo comune di Cotignola alcuni progetti legati alla memoria locale hanno portato diversi artisti a confrontarsi con i muri e le facciate degli edifici: Signora K e James Kalinda | Mina Hamada e Zosen Bandido | Collettivo Fx | Gonzalo Borondo | Stinkfish, etc. A Milano Marittima la famosa discoteca Woodpecker, oggi in stato di abbandono, mostra la cupola dell’antica sala da ballo interamente dipinta da una pregevole opera di Blu; poco lontano, a Cervia, il progetto #CantiereBellezza punta invece a riqualificare vecchi palazzi con l’intervento di Gue e del duo Giulio Vesprini e Aris.

Blu | Woodpecker, Milano Marittima

Blu | Woodpecker, Milano Marittima


Imola

Anche Imola ha dato il via, negli ultimi anni, a un processo di rigenerazione urbana di alcuni quartieri. Grazie al festival RestART si è intervenuti su aree degradate con l’obiettivo di riqualificarle attraverso incontri, eventi, contest, workshop, laboratori di progettazione urbanistica. Numerosi gli artisti chiamati a lasciare il segno: Collettivo FX | Awer | Mr. Fijodor | Ale Senso | Etnik | Reve+ | Sea Creative | a cui se ne aggiungono molti altri.
Grazie a una mappa digitale è possibile scoprirli tutti, muovendosi per le strade della città, vedendo foto, conoscendo il loro nome e i significati delle loro opere.

Nemos e DissensoCognitivo | ReStart Festival, Imola | Foto tratta da ilgorgo.com

Nemos e DissensoCognitivo | ReStart Festival, Imola | Foto tratta da ilgorgo.com


Dozza

Quando ancora la parola Street Art non esisteva, nel piccolo abitato medievale di Dozza era già attivo un festival dedicato all’arte di strada. Era il 1960 e l’obiettivo era trasformare la città in una galleria a cielo aperto. Oggi, passeggiando lungo i suoi vicoli, si possono ammirare circa 90 opere realizzate nell’ambito della “Biennale del Muro Dipinto”. Nel corso del tempo sono intervenuti centinaia di artisti (Sebastian Matta | Alberto Sughi | Ennio Calabria | Bruno Ceccobelli | Omar Galliani, etc.) che, lasciandosi trasportare dall’ispirazione e dalla fantasia, hanno abbellito i muri di quello che è considerato a ragion veduta uno dei più bei borghi d’Italia.

A solo 3km da Dozza, più giù sulla via Emilia, si possono ammirare a Toscanella altri importanti murales (come quelli di Macs e Tellas), realizzati proprio nel corso delle ultime Biennali.

Biennale del Muro Dipinto | Dozza | Foto di Vanni Lazzari

Biennale del Muro Dipinto, Dozza | Foto di Vanni Lazzari


Rimini

Un tour nella Street Art di Rimini non può che iniziare dal piccolo borgo di pescatori di San Giuliano. Addentrandovi tra i suoi vicoli è facile farsi conquistare dai murales che decorano le facciate delle case, molti dei quali realizzati in occasione della Festa de Borg del 1994 dedicata a Federico Fellini. Poco più lontano, in via Ducale e sul muro prospiciente il bacino del ponte di Tiberio, troverete rispettivamente due murales firmati Bastardilla e Ericailcane.

Rimini, però, è anche la città di Eron, uno dei più importanti graffitari del panorama nazionale. Molte sue opere resistono sui muri dell’antica colonia romana, altre si sono scolorite, altre si trovano nel Museo della città come i dipinti del ciclo Mindscape. Eppure, l’opera che ha consacrato Eron e il suo talento è senza dubbio “Forever and ever…nei secoli dei secoli” , un trompe-l’œil realizzato sul soffitto della chiesa di San Martino in Riparotta a Viserba, momento in cui per la prima volta la Street Art è entrata in un luogo di culto.

Spostandoci da Rimini, l’arte di Eron si ritrova a Riccione nel sottopasso del ciclo-pedonale di Via Flaminia con l’opera “Concrete vs Concrete”, a Coriano sulla facciata del palasport con una riproduzione di 350mq dedicata al grande Marco Simoncelli e infine a Santarcangelo sulla facciata dell’antico lavatoio.

Proprio quest’ultima città, terra di sperimentazioni culturali e patria del festival “Santarcangelo dei Teatri”, ospita sui suoi muri opere di artisti di tutto il mondo. Ericailcane | Dem | 108 | Allegra Corbo | Hitnes | Kabu | Run e Zbiok sono solo alcuni dei nomi che hanno reinventato con le loro opere gli spazi pubblici del paese, andando a creare una mappa alternativa.

Qui si trova anche la “città” di Mutonia, la comunità di artisti e performer che dagli inizi degli anni ’90 ha scelto di stanziarsi nel cuore della Romagna, dedicandosi al riuso e allo scarto. Recentemente l’area da loro occupata è stata invasa da una jam di street artist chiamati a ridisegnare il volto di questo luogo magico grazie al progetto Vertigo Truth (Gola | Ericailcane | Bastardilla | Andreco | Tracy Pica Pica | Gio Pistone | Dem | Basik | Nicola Alessandrini | Paperesistance | e molti altri).

Ericailcane | Santarcangelo di Romagna

Ericailcane | Santarcangelo di Romagna


Saludecio

Trascorrere una giornata nel bel borgo di Saludecio significa intraprendere un viaggio tra le invenzioni che più di altre hanno inciso sulla nostra vita a partire dall’800. La locomotiva, il cinema e la fotografia ma anche la radio, il telefono e la lampadina: vicolo dopo vicolo, i dipinti che campeggiano sui muri del paese compongono una mostra a cielo aperto fatta da quasi 50 opere.


Consigli di lettura

Per essere sempre aggiornati sulle attività e le iniziative legate a questa fantastica forma d’arte, il nostro consiglio è visitare il sito http://urbanlives.it/. Vi aiuterà a conoscere racconti e storie presenti sui muri della vostra città, che probabilmente non immaginavate nemmeno!

Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

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