[Parlami di tER] Bici e Arte Urbana
Cicloturismo

[Parlami di tER] Bici e Arte Urbana

di /// Gennaio 4, 2022 /// Tempo stimato di lettura: 6 minuti

24 h

Tempo
24 h

Cicloturismo

Interesse
Cicloturismo

SHARE

24 h

Tempo
24 h

Cicloturismo

Interesse
Cicloturismo

SHARE

Un percorso in sette opere tra Riccione e Longiano

Come organizzare un tour in bici e godere allo stesso tempo dell’arte?
In questo percorso che va da Riccione a Longiano, lungo 51 km, è possibile rimanere in sella percorrendo ciclabili, ciclovie e strade collinari e ammirare allo stesso tempo panorami, borghi, arte urbana e street-art. Per la precisione si tratta di 7 opere in 4 città diverse.


Si parte dal porto di Riccione. La prima sosta è a pochi chilometri, sulla statale, all’altezza del cimitero vecchio, nel punto in cui c’è il sottopasso ciclo-pedonale. Qui, sui muri delle due curve, si trova l’opera Concrete is Concrete di Eron, nome d’arte di Davide Salvadei, nato a Rimini e classe 1973.

Concrete is Concrete è composta da un gabbiano e un airone, ai lati opposti, entrambi nell’atto di prendere il volo, come una sequenza di fotogrammi, per simboleggiare il movimento. Ma c’è di più, le forme dei volatili sono nella parte bassa del muro appena abbozzate e i colori non definiti e tenui. Man mano che la sequenza del movimento va avanti le forme sono sempre più delineate e i colori più vividi. Insomma prendere forma concretamente e spiccare il volo.

Il pensiero va subito al ciclismo e a Fausto Coppi, anche lui veniva chiamato l’airone per il suo fisico e le sue fattezze: tanto capace di volare quando era in bici quanto fragile quando ne era senza. Lo scrittore Gian Luca Favetto in un suo spettacolo teatrale lo ricorda così: “…aveva ali al posto delle gambe e, invece di pedalare, volava”.

Autore: Eron
Titolo: Concrete VS Concrete
Luogo: Via Flaminia, sottopasso del cimitero (Riccione)

  • Concrete is Concrete di Eron Ph. Massimo Colasurdo
  • Concrete is Concrete di Eron Ph. Massimo Colasurdo

Si prosegue lungo la ciclovia adriatica: la ciclabile lunga circa 10 km che costeggia la spiaggia e collega Riccione a Rimini. Una volta arrivato in Piazzale Tripoli si entra verso il centro della città. Proseguo vicino al “Romeo Neri”, nell’800 il terreno su cui fu costruito lo stadio era chiamato prato della Sartona perché di proprietà di una contessa di nome Teresa Sartoni.

Lì vicino c’è una scuola, la cui facciata è stata decorata da Eron con l’opera The Difference Creates The Rainbow. L’opera riguarda il tema della diversità e dell’integrazione ed è composta da diverse illustrazioni di volatili caratterizzate da tratti diversi: alcune sproporzionate, stilizzate e colorate, come se fossero state disegnate da bambini, altre invece dettagliate e realistiche nelle forme, nelle proporzioni e nei colori. La diversità crea un arcobaleno fatto di identità, luoghi e tempi.

Autore: Eron
Titolo: The Difference Creates The Rainbow
Luogo: Via Arnaldo da Brescia, Rimini (Nuova scuola materna XX Settembre)

The Difference Creates The Rainbow di Eron Ph. Massimo Colasurdo
The Difference Creates The Rainbow di Eron Ph. Massimo Colasurdo

Si prosegue verso Castel Sismondo e si imbocca via Dario Campana. Incontro strade dedicate a viaggiatori ed esploratori e poi finalmente trovo la Via dedicata a Ludovico de Varthema, viaggiatore italiano, precisamente di Bologna, l’unico che nel ‘500 riuscì a visitare la Mecca. Qui c’è la sede CAI di Rimini.
Costeggio sulla destra l’edificio basso e accedo sul retro, trovo un enorme spiazzo delimitato da edifici industriali e un’altra opera di Eron che fa riferimento ad un avvenimento accaduto nel 1994 quando in seguito alla manifestazione di writing “Indelebile” furono realizzati diversi graffiti i quali anni fa, per via di lavori all’edificio, vennero cancellati.
L’opera di Eron mostra un signore che dà una mano di grigio sulla parete dove c’è la Gioconda, ricoprendola, proprio a testimoniare che quei graffiti del 1994 avevano un valore e che in generale la street art è un’espressione del nostro tempo.

Autore: Eron
Luogo: Via Ludovico de Varthema, Rimini

Opera senza titolo di Eron Ph. Massimo Colasurdo
Opera senza titolo di Eron Ph. Massimo Colasurdo

A poca distanza da lì si entra nel parco XXV aprile. Lo percorro, passo il ponte di legno e prendo la ciclabile del Marecchia: una strada bianca lunga circa 40 km che costeggia il fiume e porta fino a Novafeltria. Si prosegue per circa 8 km e si incontra Mutonia, una comunità nella campagna di Santarcangelo abitata da artisti, nata nei primi anni ‘90 quando il gruppo Mutoid Waste Company da Londra decise di fermarsi in questo luogo dopo un’edizione del festival dei teatri.

Pedalo verso il centro di Santarcangelo, arrivo all’arco Ganganelli, la piazza è piena di bancarelle di Natale. Mi dirigo verso la scuola elementare Pascucci dove alcuni mesi fa, nell’aprile 2021, due facciate sono state dipinte con una serie di piante e fiori: forme lineari e colori primari alte quanto l’edificio. L’autore è Agostino Iacurci, classe 1986, conosciuto in tutto il mondo proprio per realizzare grandi opere sulle pareti di spazi pubblici.

Autore: Agostino Iacurci
Titolo: Disegno d’esame
Luogo: Scuola elementare Pascucci, Santarcangelo

Disegno d'Esame di Agostino Iacurci Ph. Massimo Colasurdo
Disegno d’Esame di Agostino Iacurci Ph. Massimo Colasurdo

Riprendo fino a percorrere via della Rocca e poi a sinistra su via Acquedotto: qui, tutta la parete è dipinta da Ericailcane, l’opera si intitola La Ricerca di Utopia. Le grandi dimensioni di questa e altre sue opere ti proiettano davanti al muro come se fosse lo schermo di un cinema: i suoi animali, umanizzati, sembrano usciti da favole e nascondono storie da raccontare. Negli ultimi anni questo street artist ha realizzato graffiti in collaborazione con Blu e la colombiana Bastardilla.

Autore: Ericailcane
Titolo: La Ricerca di Utopía
Luogo: Via acquedotto, Santarcangelo

La Ricerca di Utopía di Ericalcane Ph. Massimo Colasurdo
La Ricerca di Utopía di Ericalcane Ph. Massimo Colasurdo

Esco dal borgo e alla rotonda giro a destra, una discesa mi porta verso l’ultima opera di Eron di oggi, Tower to the People, disegnata nel 2018 su una torretta dell’acqua di via Pozzo Lungo. Un avambraccio destro con il pugno chiuso, fatto di rose bianche, alzato verso il cielo. La caratteristica di questa opera è che simula la tridimensionalità, sembra scolpita più che disegnata, la bellezza è anche nell’effetto ottico che produce.

Autore: Eron
Titolo: Tower to the People
Luogo: Via Pozzo Lungo, Santarcangelo

Tower to the People di Eron Ph. Massimo Colasurdo
Tower to the People di Eron Ph. Massimo Colasurdo

Mi allontano dal centro urbano di Santarcangelo, passo davanti a diverse chiese e assisto alla routine della domenica. Pedalo in via San Bartolo, in mezzo ai campi, è una bella giornata e si vede benissimo San Marino. Mi dirigo verso l’ultima tappa, Longiano. Dal punto di vista ciclistico inizia un tratto interessante.

Mi immetto in via Sogliano e inizio a salire. Appena superato il Castello di Ribano che è sede di un produttore locale di vini, Komoot mi indica un percorso che mi porterebbe direttamente in Via Scodella ma non è praticabile, non è nemmeno una strada ed è piena di fango. Decido allora di proseguire per via Sogliano, poi imbocco Via Felloniche dove inizia una bella discesa che mi porta davanti al laghetto e una volta terminata giro a sinistra.

Dopo qualche minuto incontro il punto critico della giornata, il cosiddetto muro di Montilgallo: 582 metri con un dislivello di 50 metri e pendenza fino all’11%. Arrivato in cima con molta fatica, giro a sinistra e trovo la via che mi porta dritto al centro di Longiano. Prima di entrare nel paese, all’altezza del teatro Petrella trovo la fonte del ciclista, la fontana con una targhetta incisa con l’illustrazione di Coppi e Bartali che si passano la borraccia.

Proseguo ed entro nel borgo e dopo aver costeggiato il castello sulla sinistra trovo la facciata di un edificio dipinta da un enorme pianta appoggiata su una sedia con sopra un cappello. L’autore è Agostino Iacurci ispirato da Tito Balestra, scrittore e artista di Longiano.
Il titolo dell’opera sembra rifarsi alla frase di apertura di una lettera di Balestra del 1957: “Qui, caro amico, tutto lentamente”. L’opera è inoltre protagonista di una puntata della serie di documentari sulla Street Art intitolata Muro, diretta da David (Diavù) Vecchiato e trasmessa su Sky Arte.
Continuo fino ad arrivare al castello Malatestiano, sede della fondazione dedicata allo scrittore che ospita circa 2000 opere di artisti del ‘900 italiano (De Pisis, Guttuso, Morandi, Rosai, Maccari, Sironi, Vespignani e numerosi altri) e una preziosa collezione di grafiche di autori stranieri tra i quali Goya, Chagall e Matisse.

Autore: Agostino Iacurci
Titolo: “Qui, caro amico, tutto lentamente”
Luogo: Piazzetta degli Ebrei, Longiano

Qui, caro amico, tutto lentamente di Agostino Iacurci Ph. Massimo Colasurdo
Qui, caro amico, tutto lentamente di Agostino Iacurci Ph. Massimo Colasurdo

È ora di ritornare, il sole sta calando e il freddo di dicembre si fa sentire. Mi dirigo di nuovo verso il mare e inizio a immaginare un nuovo percorso, accompagnato da queste parole di Tonino Guerra:

“Ho sempre voglia di andar lontano, ovunque ci sia un profilo di favola, un sapore di magia, la dimensione della immensità…Quella che un tempo poteva dare, a noi qui, solo l’incontro col mare, quand’io e gli amici Tito Balestra e Federico Moroni andavamo in bicicletta fino alla riva dell’Adriatico.”

Autore

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *