SelfieDOP: intervista al fotografo

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SelfieDOP: intervista al fotografo


Tempo stimato di lettura: 1 minuto

In attesa della prossima sessione di workshop, la missione: scoprire chi sta dietro gli scatti di SelfieDOP.
Dopo Selena e Anna, oggi è il turno di Marco Fortini: non uno studente, bensì l’insegnante dei corsi Reflex.

Ecco come racconta la propria esperienza di insegnante per caso ma, soprattutto, di professionista della food photography:

Colori, sensazioni, immagini
«In merito al mio percorso professionale, non è stato il settore a scegliermi. Ho iniziato partendo dalla fotografia still life classica, scoprendo successivamente in me una predilezione per la ripresa degli alimenti. È così iniziata un’avventura alla scoperta di un mondo fatto di textures, colori e sensazioni che cerco di tradurre in immagini. A volte riesco, a volte no, ma questa varietà di stimoli mi spinge a continuare».

SelfieDOP visto da dietro la cattedra
«Trovo molto interessante il format SelfieDOP, in particolar modo l’aspetto itinerante del workshop.
Le sessioni si svolgono infatti presso diverse realtà del territorio, un buon modo per coniugare la scoperta della fotografia culinaria con la conoscenza delle eccellenze gastronomiche dell’Emilia Romagna.
La giornata è idealmente divisa in due momenti, quello teorico che si concentra sul metodo e sull’approccio all’immagine fotografica, seguito da quello pratico nel quale sviluppiamo il tema della giornata: contribuire all’animazione di questi incontri è per me un’occasione di rileggere  la mia attività quotidiana, di sintetizzarla per trovare qualche spunto interessante da condividere».

Fotografia, una passione da condividere
«Mi piacciono i soggetti che hanno forme e textures interessanti, mi piace vedere la loro interazione con la luce: per me la fotografia è prima di tutto una passione, perciò nei corsi spero di essere contagioso.
Per quanto riguarda il rapporto con gli studenti, cerco di rendere il più possibile interattiva la parte teorica in aula. Nei primi minuti, i partecipanti si presentano e in base alle loro aspettative cerchiamo di tarare il corso in modo che ciascuno possa trovare riscontri utili».Il consiglio che non manca mai
«Cercate di pre-visualizzare la scena per farvi un’idea di come verrà riprodotta dalla macchina».

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