9 ricette per un aperitivo in stile emiliano-romagnolo
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9 ricette per un aperitivo in stile emiliano-romagnolo

di /// Giugno 8, 2022 /// Tempo stimato di lettura: 11 minuti

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State organizzando un aperitivo con gli amici e volete farlo direttamente sul vostro terrazzo?

Ecco nove ricette che attingono dalla tradizione regionale dell’Emilia-Romagna per preparare deliziosi piatti sfiziosi e finger food.

Se pensavate quindi di aver ormai cucinato di tutto, ecco la smentita. Vi presentiamo tante idee per strutturare un aperitivo sfizioso in stile emiliano-romagnolo.

TORTA CON I FICHI (Piacenza)

A Piacenza la torta con i fichi dei frati del convento

Questa buonissima torta nasce nel 1600 all’interno del convento dei Gesuiti di Albarola di Vigolzone (PC).

I gesuiti che viaggiavano per mezzo mondo, avevano portato a casa alcune piantine di fico.

Nel giro di poco tempo c’erano talmente tanti fichi nel giardino del convento che per forza bisognava inventarsi qualche ricetta per conservarli. La torta è una di queste.

Ingredienti

  • Mezzo chilo di farina 00 (si possono aggiungere, volendo, 50 g di farina di mais);
  • 150 gr di burro;
  • 150 gr di zucchero o miele;
  • 2 uova intere;
  • 1 dose di lievito;
  • 1 pizzico di sale;
  • succo di due limoni;
  • 20 fichi di vario colore;
  • 3 fichi fioroni (sono i fichi che maturano prima, già in estate);
  • Mandorle amare o armelline – semi di albicocche.

Preparazione

Per prima cosa amalgamate tutti gli ingredienti, ad eccezione delle mandorle amare e dei fichi. Ottenuto un impasto morbido e omogeneo, lasciatelo riposare per circa 1h.

Stendete la pasta con un matterello. A parte, invece, sbriciolate le mandorle amare e iniziate a stenderle sul fondo di una teglia.

Coprite tutto con la pasta in modo da formare una sorte di “fodera” che vi consigliamo di bucherellare con una forchetta.

Sopra lo strato di pasta appoggiate i fichi della varietà bianca, verde e rossa, tagliati tondi e disposti in cerchio. Sopra, come tocco finale, decorate tutto con i tre fichi fioroni.

Se non trovate fichi di vari colori, vanno benissimo anche quelli di un solo colore.

Preparare il forno e portatelo fino a circa 200°. Infornate la teglia e dopo circa 40 minuti, quando il colore della porta di fichi è rossastra e ci sono rinsecchiti, sfornate il tutto e lasciatelo riposare prima di servire.

Un’altra versione della torta prevede di mettere un altro strato di pasta sopra i fichi in modo che diventino il ripieno.

Dove lasciarsi trasportare mentre si mangia questo piatto

A Vigolzone, già famoso nel 218 a.C. perché è qui che Annibale sconfisse l’esercito romano di Scipione. A due passi, c’è Grazzano Visconti, uno dei borghi più belli d’Italia.

Per passare una grande giornata scegliete una delle passeggiate naturalistiche che partono da Vigolzone. Si cammina (o si pedala) lungo il fiume, antiche ferrovie, oasi protette, bellezza.

INFO: valnure.info

PROSCIUTTO, MIELE E ZENZERO (Parma)

A Parma la frutta diventa “stilosa” con Prosciutto DOP, miele e zenzero

È più facile dire cosa NON si può fare con il Prosciutto di Parma… è così morbido, dolce e naturale (zero conservanti, zero additivi, solo vento e una lunga attesa) che va bene in ogni occasione.

Una ricetta più curiosa delle altre? Con la frutta, per stupire tutti.

Ingredienti per 4 persone

  • 1/2 melone Cantalupo, piccolo, a polpa arancione, tagliato a fette;
  • 1/2 melone Gallia, piccolo, a polpa verde, tagliato a fette;
  • 1 papaya matura, sbucciata e tagliata a fette;
  • 1 pera grande, senza torsolo, tagliata a fette;
  • succo di ½ limone;
  • 150 g di latte intero oppure di yogurt naturale;
  • 2 cucchiai di miele chiaro, fluido;
  • 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato;
  • 8-12 fette di Prosciutto di Parma.

Preparazione

Sistemate tutte le fette di melone su 4 piatti, unirvi la papaya e la pera. SpruzzaTe alcune gocce di succo di limone.
Mescolate lo yogurt, il miele e lo zenzero.

A questo punto versate la miscela ottenuta in piccole ciotole da disporre accanto ad ogni piatto per intingolo.

Infine, adagiate le fette di Prosciutto di Parma sulla frutta su ciascun piatto e servire.

Dove lasciarsi trasportare mentre si mangia questo piatto

In tutto il territorio di Parma, elegante città Capitale della Cultura 2020.

Se si parla di Prosciutto di Parma, bisogna andare a Langhirano dove c’è il Museo del Prosciutto di Parma. Si trova all’interno dell’edificio dell’ex Foro Boario, un’architettura rurale degli anni ’20, splendidamente recuperata.

INFO: parmawelcome.it

MANGIASTECCO (Parmigiano Reggiano, Reggio nell'Emilia)

A Reggio Emilia il mangiastecco al Parmigiano Reggiano, pronto in 10 minuti

Per caso avete mai pensato a cosa contiene un pezzetto di Parmigiano Reggiano? Un cubetto da 25 grammi (diciamo poco più grande di un dado da brodo) copre il 36% del fabbisogno di calcio di una persona e il 24% di fosforo. In aggiunta è iperproteico: 32% è la sua quota.

Veramente è anche molto più buono di una compressa di un integratore. Ma questa è un’altra storia.

Ingredienti

  • 100 g Parmigiano Reggiano;
  • semi di sesamo o di zucca;
  • pistacchi spezzettati o noci;
  • maggiorana o altra erba aromatica;
  • stuzzicadenti lunghi da spiedino.

Preparazione

Grattugiate il Parmigiano Reggiano. Rivestite una teglia con carta forno e su di essa adagiate alcune cucchiaiate di Parmigiano Reggiano dando a ognuna di loro una forma circolare. Ci si può aiutare con uno stampino o un piccolo bicchiere rovesciato.

Mettete al centro uno stuzzicadenti lungo da spiedino.

Aggiungete sopra il Parmigiano Reggiano grattugiato dei pistacchi oppure noci tritate oppure semi di zucca o di sesamo, un pizzico di maggiorana o di altre erbe aromatiche.

Infornate il tutto per circa 7 minuti a 220°. Quindi lasciate raffreddare alcuni minuti, staccate delicatamente e servire.

Dove lasciarsi trasportare mentre si mangia questo piatto

Dalle placide campagne del Po fino all’Appennino più verde del Parco Nazionale Tosco Emiliano.

Qui c’è una rete di sentieri che disegna luoghi di incanto. Si possono noleggiare le Parco Bike, biciclette a padalata assistita, per fare sport in libertà, senza faticare troppo.

INFO: turismo.comune.re.it

TORCETTI AL LAMBRUSCO (Modena)

A Modena i Torcetti al Lambrusco e uvetta fanno più dolce la vita

Il Lambrusco è il vino più socievole che esista. Sarà per le bollicine che mettono allegria, sarà per il colore, una gamma di rossi traboccanti di energia, per il suo bouquet floreale e poi perché, se prodotto da una buona cantina del territorio, è un vino eccellente da compagnia.

Con il Lambrusco a Modena ci si impastano anche dei piccoli biscotti, come questi torcetti (ricetta di saltandoinpadella.com).

Ingredienti

  • 250 g di farina;
  • 70 ml di olio di semi;
  • 70 ml di Lambrusco;
  • 80 g di zucchero;
  • 1/2 cucchiaino di ammoniaca per dolci (o 1 cucchiaino di lievito per dolci);
  • uvetta;
  • sale un pizzico;
  • zucchero semolato per la superficie.

Preparazione

Setacciate la farina con il lievito o l’ammoniaca e aggiungere l’uvetta. Emulsionate l’olio con il vino, aggiungendo lo zucchero, il sale. Mescolate.

Unire i mix e impastare il tutto. Create dei piccoli cordoni dello spessore di un mignolo e uniteli alle due estremità formando delle ciambelline.

Passatele nello zucchero semolato solo da un lato e posizionatele sulla placca (rivestita di carta forno) con la parte zuccherata verso l’alto.

Cuocete in forno caldo a 180°per 18-20 minuti, fino a che risultino dorate.

Lasciate raffreddare e conservare in un contenitore di vetro o latta a chiusura ermetica.

Dove lasciarsi trasportare mentre si mangia questo piatto

Un piccolo borgo medievale. Un castello che potrebbe raccontare tante storie. Una piazza con una pavimentazione a grandi scacchi bianchi e neri dove si disputano dei tornei di Dama vivente (con persone I carne ed ossa al posto delle pedine).

Questo è il paese di Castelvetro di Modena, dove nasce il Lambrusco Grasparossa: fra torri, campanili e piccole botteghe, ci sono colline così rasserenanti che sembrano dire “Ehi, cosa stai aspettando per una passeggiata?”.

INFO: terredicastelli.eu

CRESCENTINE E MORTADELLA IGP (Bologna)

A Bologna con crescentine e Mortadella IGP “non ce n’è più per nessuno”

Quando plana in tavola questa accoppiata, non ce n’è più per nessuno: crescentina fritta bollente e Mortadella IGP, il salume bolognese famoso in tutto il mondo.

A Bologna, è facile trovare osterie e piccole trattorie che servono questa bontà, ma anche a casa si può provare a riproporre questo pezzo di Bologna con la ricetta giusta e i prodotti originali (ricetta di bolognawelcome.com).

Ingredienti

  • 1 kg di farina 00;
  • 1 cubetto di lievito fresco;
  • 2-3 cucchiai di olio extravergine;
  • 2 cucchiai di sale fino;
  • acqua tiepida;
  • latte intero.

Preparazione

In una ciotola stemperate bene il lievito nell’acqua. Setacciate la farina con il sale e disporla a fontana.
Al centro mettete il lievito sciolto nell’acqua tiepida e l’olio.

Impastate e lavorate bene aggiungendo il latte fino ad ottenere una pasta morbida e omogenea.

Mettete l’impasto in una ciotola e copritela con uno strofinaccio umido. Lasciate lievitare per almeno 2 ore.

Tirate la pasta in una sfoglia alta 3-4 mm e tagliatela a piccoli rombi.

Friggete le crescentine, poche per volta, nello strutto o in olio di semi di arachide.

Le crescentine vanno servite caldissime, accompagnandole con mortadella, salumi, formaggi freschi e morbidi, sottaceti e sott’oli. Per ottenere un fritto asciutto, aggiungete all’impasto un cucchiaino di aceto.

Dove lasciarsi trasportare mentre si mangia questo piatto

Un borgo fuori dal tempo e avvolto in una pace assoluta è Dozza.

Qui, all’ombra del castello, ogni piccola casa è un’opera d’arte colorata e fantastica: le case del borgo sono coperte da murales, firmati da artisti che arrivano a Dozza ogni due anni da tutto il mondo per il concorso Muro Dipinto.

È anche per questo uno dei Borghi più Belli d’Italia.

INFO: imolafaenza.it

CIPOLLA MARINATA E ANGUILLLA (Ferrara)

A Ferrara cipolla in sciroppo di zucchero con l’anguilla marinata

L’anguilla selvatica di Comacchio è un presidio Slow food. Comacchio è un borgo sul Delta del Po che per secoli ha vissuto con la pesca delle anguille che però ci sono soltanto da novembre a gennaio.

Ecco perché è così importante conservarle, per garantirsi qualcosa da mangiare tutto l’anno. Alla Manifattura dei Marinati si lavorano le anguille allo stesso modo come si faceva nel 1600.

L’anguilla viene lavata, tagliata e cotta allo spiedo negli antichi camini a legna. Poi è inscatolata in bei barattoli di latta, immersa in una salamoia di aceto di vino bianco, sale e alloro.

Ecco una ricetta sfiziosa per gustarla (ricetta di imarinatidicomacchio.it).

Ingredienti per quattro persone

  • 600 g anguilla marinata;
  • 400 g cipolle rosse dolci;
  • 200 g zucchero semolato;
  • 1 ciuffetto di prezzemolo.

Preparazione

Sbucciate la cipolla rossa, tagliarla a fettine sottili, metterla a bagno con acqua e zucchero per almeno un’ora.

Dopodiché saltatela leggermente in padella con tutto il liquido: si formerà così uno sciroppo di zucchero.

Disponete la cipolla in un piatto fondo, aggiungete anche lo sciroppo di zucchero, unite l’anguilla marinata con una spolveratina di prezzemolo tritato.

Decorate con fette di arancia e ciuffetti verdi di prezzemolo riccio

Dove lasciarsi trasportare mentre si mangia questo piatto

Comacchio è chiamata la piccola a Venezia per il suo incanto e perché è attraversata da canali di acqua dove girano piccole barche di legno.

Ha case colorate che si affacciano sui canali dove nuota qualche anatra e bei ponti barocchi. Il più scenografico è il Trepponti.

È lontana dalle classiche rotte turistiche, perciò c’ è sempre un’atmosfera di pace e di silenzio.

Pedalando cinque minuti si è già nel Parco del Delta del Po fra laghi salmastri, casoni dei pescatori, boschi e fenicotteri rosa.

INFO: visitcomacchio.it

SFORMATINO AI FILETTI DI TRIGLIA CON OLIO DI BRISIGHELLA DOP (Ravenna)

A Ravenna lo sformatino ai filetti di triglia con Olio di Brisighella DOP e Sale dolce di Cervia

Non c’è bisogno di essere un raffinato sommelier dell’olio per capire la differenza fra un buon olio d’oliva extravergine e quel fuoriclasse che è l’Olio di Brisighella DOP.

Basta assaggiarlo una volta e si impara la lezione all’istante. Perfetto per condire a crudo o per le bruschette, ecco una ricetta un po’ creativa per goderne al massimo il sapore (ricetta di agricoltura.regione.emilia-romagna.it).

Ingredienti per 6 persone

  • 1/2 litro latte;
  • 100 g di farina;
  • 100 g di burro;
  • 1 bel mazzetto di erbe aromatiche (timo, maggiorana, basilico);
  • 6 filetti di triglia nostrana (si può sostituire con un altro pesce azzurro);
  • olio di Brisighella Dop;
  • sale dolce di Cervia;
  • stampini per gli sformati

Preparazione

Si comincia con il preparare la besciamella che dovrà essere piuttosto consistente. Tagliate il burro a pezzetti e scioglietelo lentamente in un pentolino a fuoco molto basso (non deve attaccarsi al fondo).

Non appena sciolto, togliete dal fuoco e unite un po’ per volta la farina, sempre continuando a mescolare, fino a ottenere una salsa omogenea e senza grumi.

Riportate il pentolino sul fuoco per scaldare la crema ottenuta, fino a farla diventare di un colore ambrato (ci vorranno un paio di minuti).

Nel frattempo versate il latte in un’altra casseruola e metterlo a scaldare. Fate attenzione che il latte non raggiunga mai una temperatura alta (massimo 60-70°).

Togliete dal fuoco la crema ambrata di burro e farina e aggiungervi a filo il latte caldo sempre continuando a mescolare con una frusta a mano.

Riportate il composto sul fuoco a fiamma bassa e continuate la cottura, mescolando, finché la besciamella non si è addensata al punto desiderato.

Tritate le erbette aromatiche e unite tutti gli elementi, regolando sale e pepe. Ungete gli stampini e riempite il composto di besciamella ed erbette.

Mettete in forno a 160° gradi per 20 minuti. Nel frattempo con l’Olio di Brisighella scaldate a fuoco vivace sei filetti di triglia.

Componete il piatto mettendo lo sformatino alle erbette aromatiche e a lato i filetti di triglia. Guarnite il piatto con alcune foglioline di erbette aromatiche.

Un filo di olio extravergine di Brisighella a crudo completa il piatto. Vino consigliato: Albana di Romagna Docg

Dove lasciarsi trasportare mentre si mangia questo piatto

Brisighella è uno dei Borghi più Belli d’Italia. Un angolo di Medioevo rimasto immutato nel tempo, circondato da verde e colline. C è un dedalo di viuzze da scoprire passo dopo passo. Fino ad arrivare alla più bella di tutte: la Via degli Asini, una bizzarra strada coperta, sopraelevata e illuminata da mezzi archi.

INFO: brisighella.org

MIGLIACCIO DI GRANO AL FORMAGGIO DI FOSSA (Forlì)

A Forlì si spizzica il Migliaccio di grano al formaggio di fossa

Il migliaccio di grano (si chiama così perché una volta si faceva con la farina di miglio), è un piatto ricco. È un bel ciambellone con dentro uova, latte, pecorino e con il tocco finale del formaggio di fossa. Basta stappare una bottiglia di Sangiovese, affettare un migliaccio e in cucina è già festa.

Non è difficile prepararlo, è pronto in meno di un’ora (ricetta di romagnaatavola.it).

Ingredienti per quattro persone

  • 150 g di farina di grano (volendo si può usare in parte anche farina di mais);
  • 100 g di pane grattugiato;
  • 80-100 g di formaggio pecorino grattugiato;
  • mezzo litro di latte;
  • quattro o cinque uova;
  • 1 cucchiaio da tavola di olio extravergine di oliva;
  • strutto o burro (o olio) per ungere la teglia;
  • 1 l di acqua;
  • un pizzico di bicarbonato e di noce moscata;
  • una spolverata di formaggio di fossa;
  • sale e pepe q.b.

Preparazione

Mescolate con una frusta e la farina, il formaggio e le uova. Aggiungete il latte insieme a un po’ di acqua.

Amalgamate bene gli ingredienti, aggiungendo olio, bicarbonato, noce moscata, sale, pepe e resto dell’acqua.

Ungete con lo strutto una teglia che abbia una dimensione tale che, versando il composto, questo abbia uno spessore di circa 2 cm.

Mettete in forno già caldo a 150° e fate cuocere per circa 30-35 minuti fa fino all’addensamento del composto.

Durante la cottura bisogna controllare che non si formino delle bolle che, eventualmente, vanno forate con una forchetta.

Il migliaccio è cotto quando si forma una leggera crosta appena bruciata, oppure si può controllarne la consistenza a fondando la lama di un coltello che ne deve uscire pulito.

Tagliate a quadrotti il migliaccio e sistematelo nel piatto di portata.

Come tocco finale, grattugiate sopra un po’ di aromatico formaggio di fossa. Servite ben caldo.

Dove lasciarsi trasportare mentre si mangia questo piatto

Il Parco Nazionale Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna è una vasta foresta boscosa che si estende sull’Appennino e i crinali fra Romagna e Toscana.

Cascate, corsi d’acqua, abbazie medievali, foreste rimaste intatte da mille anni. Fra i borghi del parco c’è Bagno di Romagna, premiato dal Touring con la Bandiera Arancione.

INFO: bagnodiromagnaturismo.it

CASSONE CON LE ERBETTE (RIMINI)

A Rimini il cassone con le erbette si mangia a qualsiasi ora.

Difficile dire se è più buona la famosa piada o il panciuto cassone con le erbette.

La differenza è che la piada si farcisce dopo la cottura, i cassone (detto anche crescione o cascione) è viene farcito a crudo con erbe selvatiche, bietole, o spinaci e poi cotti sul testo rovente a forma di mezzaluna o di rettangolo.

Ingredienti

PER L’IMPASTO

  • 500 g di farina 00;
  • 80 g di strutto (si può sostituire con olio extravergine);
  • un pizzico di sale

PER IL RIPIENO

  • 1,5 kg di erbette fra bietole e spinaci;
  • olio q.b.
  • 1 spicchio di aglio.

Preparazione

Per l’impasto: disponete la farina a fontana, aggiungere un pizzico di il sale e lo strutto e acqua (c’è chi usa una parte di acqua frizzante) – se ne aggiunge tanta quanta ne serve a rendere l’impasto morbido ed elastico.

Lavorate e impastate per qualche minuto. Dividete la pasta in 6 parti uguali, dando a ognuna di queste una forma circolare schiacciata. Lasciate riposare i sei panetti per 30 minuti coperti da un canovaccio.

Nel frattempo lavate bene le erbette, fatele appassire in una casseruola con il coperchio e con un po’ di acqua (va bene quella del lavaggio).

Dopo circa 5 minuti, scolatele e tritatele. Soffriggete l’aglio nell’olio, fate saltare le bietole per una decina di minuti e regolate di sale. Eliminate l’aglio e lasciate raffreddare.

Stendete con il matterello i dischi di pasta in sfoglie sottili e farcire ogni disco con la verdura cotta.

Richiudete a mezzaluna e sigillate bene le estremità con i rebbi di una forchetta. Infine eliminare la pasta in eccesso con una rotella.

Cuocete i cassoni su una piastra rovente da entrambi i lati per circa due minuti, o comunque fino a quando saranno tutti belli dorati.

Dove lasciarsi trasportare mentre si mangia questo piatto

Il cassone con le erbe si mangia in tutta la Romagna. Si trovano i chioschi che vendono piadine e cassoni cotti sul momento.

Un cassone può essere l’accompagnamento perfetto durante una passeggiata sul molo di Rimini per godersi in silenzio il tramonto sul mare.

La palata, cioè appunto il molo, era uno dei luoghi del cuore del regista Federico Fellini. Quest’anno la sua città, Rimini, celebra i suoi 100 anni con un nuovo museo internazionale che sarà aperto a fine anno.

INFO: riminiturismo.it

E se non vi bastano provate a sbirciare anche questi antipasti made #inEmiliaRomagna 😉

Autore

Daniela Camboni

Giornalista e mamma.
Ho preso a scrivere a 6 anni, non mi sono più fermata. Ottimista. Traveller.

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