[Parlami di tER #33] Di mamma ce n’è una sola

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[Parlami di tER #33] Di mamma ce n’è una sola


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Parlami di tER è una serie di racconti dell’Emilia-Romagna. Sono sguardi d’autore gettati sulla regione da donne e uomini che son nati, vivono o semplicemente si sono innamorati di questa singolare, bellissima, terra con l’anima.

Parlare dell’Emilia Romagna non è semplice. Emilia Romagna vuol dire tante cose, almeno per me. Anni fa, quando decisi di trasferirmi, la Romagna mi accolse in una cittadina, Forlì, che per caratteristiche non si discosta molto da quella da cui provengo.

Trasferirsi significava tanto, la prima volta fuori casa, l’indipendenza di vivere da soli, la gestione di un ritmo di vita tutto nuovo, ma anche la paura di sentire il vuoto sotto i piedi.
La prima sera, nel letto, mi giravo e rigiravo pensando a come sarebbe stata la mia nuova vita, lontana dal “guscio” nel quale avevo vissuto fino a quel giorno e speravo in cuor mio di non sentire la mancanza di quanto avevo avuto fino a quel momento. Il mio desiderio fu esaudito. Già dal giorno successivo mi resi conto di aver fatto la scelta giusta. Forlì mi accolse come una seconda casa grazie alla cordialità dei suoi abitanti e al calore delle sue vie. Più passavano i giorni e più mi sembrava di essere a casa mia. Dicono che di mamma ce n’è una sola, ma Forlì per me è stata la seconda.

Forlì in certi giorni ha saputo farsi amare come se avessi vissuto lì da sempre e in certi altri mi ha mostrato dei luoghi che sembravano attendere il mio arrivo, come la bellissima piazza Saffi illuminata di sera o la suggestiva Rocca, con la sua storia alle spalle. Si è fatta conoscere sia attraverso i suoi abitanti che grazie ai tanti stranieri che la popolano, con il loro passato, le loro culture e tradizioni.

Una volta mi hanno detto che la Romagna ti crea un cordone ombelicale e che andarsene è difficile. Mai parole furono più azzeccate. Forlì mi ha segnato, mi ha cresciuto, mi ha coccolato nei momenti in cui avevo nostalgia di casa.
Però la cosa più importante, quella per la quale ringrazierò sempre questa città, è che mi ha dato la possibilità di inseguire il sogno che avevo sin da bambina, frequentare la Scuola per Interpreti e Traduttori.

Tutto questo per me è la Romagna. E se anche adesso l’ho abbandonata, so che posso tornare quando voglio, perché lei è lì, che mi aspetta a braccia aperte, per accogliermi di nuovo.


Valeria Di Virgilio, aka XuNie, è una traduttrice/blogger. Nata a Teramo, si trasferisce in Romagna nel 2006. Da sempre nutre una grande passione per ogni forma di scrittura e si diletta scrivendo libri, racconti e poesie. In seguito, per dare sfogo alla sua creatività, apre il blog “Come La Vedo Io” nel quale offre la sua visione riguardo aspetti della vita sociale, accademica, virtuale, lavorativa. Il blog si trova all’indirizzo: www.comelavedoio-xunie.blogspot.com

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