L’Emilia Romagna raccontata da Gianni Celati e Luigi Ghirri

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L’Emilia Romagna raccontata da Gianni Celati e Luigi Ghirri


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Facile innamorarsi del cielo terso sopra le vette dell’Appennino, delle albe in riva al mare, dei tramonti sul colli di Bologna.
Più difficile, invece, accorgersi del fascino di quel cielo che sembra perennemente opaco, quasi lattiginoso, che caratterizza la Via Emilia, il filo che tiene cucite insieme gran parte delle province dell’Emilia Romagna.

Nessuno ha saputo raccontare le suggestioni della Via Emilia meglio di Gianni Celati, accompagnato dalle fotografie di Luigi Ghirri. Insieme hanno attraversato le province emiliano romagnole, fotografandole e assimilando tutti i dettagli di come la luce viene giù dal cielo, come tocca e avvolge le cose.

Luigi Ghirri. Carpi, 1973.

Luigi Ghirri. Carpi, 1973.

“Naturalmente ci sono molte differenze tra i modi in cui la luce si disperde nelle varie ore del giorno e nelle diverse stagioni. Poiché quelle terre sono un antichissimo golfo di paludi colmate per lo più da argille, dove le piogge scorrono o evaporano senza essere trattenute dal suolo, sono anche una zona con nebbie stagionali tra le più impervie.
Dunque la nube di riflessi sulla lunga strada appare spesso opaca o cinerea nelle stagioni umide, per le nebbie fitte di vapori che salgono dal suolo. Invece è quasi sempre iridescente nei mesi più caldi, e ad esempio in estate al mattino un campo di cavoli può presentarsi agli occhi con un verde fluorescente, una stazione di servizio e un capannone industriale possono apparire tremolanti come un miraggio, mentre il cielo sereno è tutto perlaceo fino allo zenit.

Luigi Ghirri. Bologna, 1986.

Luigi Ghirri. Bologna, 1986.

Solo quando il sole è basso all’orizzonte diventa possibile scorgere bene le ombre sulla terra, i contorni delle cose, e guardare le cose senza averne lo sguardo offuscato dai barbagli nell’aria. E di notte sulla lunga strada non si vedono mai molte stelle, perfino ci si dimentica che in altre zone del pianeta i cieli fittamente popolati di luci sono uno spettacolo normale”.

(Gianni Celati, Quattro novelle sulle apparenze – Condizioni di luce sulla Via Emilia. 1987)

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