Undici patrimoni UNESCO dell’Emilia Romagna

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Undici patrimoni UNESCO dell’Emilia Romagna


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Con i suoi 53 luoghi d’arte e cultura, l’Italia attualmente è la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità UNESCO. Quattro di questi, più sette emergenze culturali e naturali, si trovano in Emilia Romagna e oggi li vogliamo celebrare tutti insieme, spiegando perché questi luoghi sono stati importanti per la storia del mondo tanto da essere definiti Patrimonio dell’Umanità.

UNESCO

Ferrara, Castello Estense

Partiamo da Ferrara, eletta nel 1995 come Città del Rinascimento. Nel XV e XVI secolo, infatti, Ferrara fu un importante centro intellettuale, dimora di artisti come Piero della Francesca, Jacopo Bellini e Andrea Mantegna. Qui fu messo in pratica il concetto umanistico della ‘città ideale’, grazie ai progetti urbanistici di Biagio Rossetti. La sua Addizione Erculea fu, per estensione e organicità, il primo progetto realizzato in Europa secondo i nuovi principi della prospettiva e segnò la nascita dell’urbanistica moderna.
La città preserva tutt’ora intatta questa struttura architettonica, i cui canoni ebbero una profonda influenza per lo sviluppo dell’urbanistica nei secoli seguenti.

Nel 1999 il riconoscimento UNESCO è stato esteso al suo Delta del Po, in quanto paesaggio culturale pianificato che conserva in modo notevole la sua forma originale e alle Delizie Estensi (le antiche residenze di corte edificate tra la fine del Medioevo ed il Rinascimento nel territorio ferrarese come luoghi di svago per principi e cortigiani), in quanto opere che illustrano in modo eccezionale il riflesso della cultura del Rinascimento sul paesaggio naturale.

Battistero degli Ariani - Il battesimo di Cristo

Ravenna, Battistero degli Ariani – Il battesimo di Cristo

Ravenna, la Città del Mosaicofu la capitale dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo e dell’Impero Bizantino in Italia fino al VIII secolo. Otto sono i suoi Monumenti Paleocristiani (costruiti tra il V e il VI secolo) dichiarati dal 1996 Patrimonio Mondiale dell’Umanità: la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e di Sant’Apollinare in Classe, il Battistero degli Ariani, il Battistero Neoniano e la Cappella di Sant’Andrea. Questo complesso di monumenti tardo-antichi è considerato unico al mondo per la ricchezza e la qualità artistica delle decorazioni a mosaico presenti in essi ed è testimonianza delle relazioni e dei contatti artistici e religiosi di un importante periodo della storia europea.

Modena, Piazza Grande

A Modena nel giro di pochi metri troviamo ben tre costruzioni uniche, inserite dal 1997 nella lista UNESCO: Piazza Grande, il Duomo e la sua torre Ghirlandina, considerata un po’ il simbolo della città.
La Cattedrale, costruita nel XII secolo per opera congiunta di due grandi artisti, l’architetto Lanfranco e lo scultore Wiligelmo, è un esempio supremo della prima arte romanica, che si propose come importante modello per tutto il Romanico padano. L’edificio è considerato un capolavoro del genio creativo umano nel quale è stato creato un nuovo rapporto dialettico tra architettura e scultura.
Con la sua piazza e la torre slanciata, l’opera testimonia la potenza della dinastia dei Canossa (che lo ha commissionato) e le tradizioni culturali del periodo: è uno dei migliori esempi di un complesso architettonico in cui si combinano valori religiosi e civili in una città cristiana medievale.

11 patrimoni UNESCO dell'Emilia Romagna faggete vetuste parco foreste casentinesi - sasso fratino

Faggete vetuste, Parco Foreste Casentinesi – Riserva Sasso Fratino

Inserito nel 2017 anche un patrimonio naturale: si tratta delle Faggete vetuste del Parco delle Foreste Casentinesi e della Riserva Integrale di Sasso Fratino, che si unisce al riconoscimento già attribuito alle faggete dei Carpazi e di altri 11 Paesi Europei. Si tratta dell’area di maggiori dimensioni tra quelle designate in Italia e uno dei più estesi complessi forestali vetusti d’Europa.

Ognuno dei 10 siti italiani (le nostre faggete regionali sono entrate nella lista insieme ad altre faggete italiane che si trovano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Parco Nazionale del Gargano, Parco Nazionale del Pollino e Parco Regionale di Bracciano e di Monte Cimino) è stato selezionato per la sua unicità biologica ed ecologica, come elemento caratterizzante della rete continentale, la cui diversità ecologica complessiva costituisce il patrimonio vero e proprio da salvaguardare. Di fatto si tratta della prima iscrizione di un patrimonio naturale espressamente per il suo valore ecologico di rilievo globale.

Teatro Comunale (Bologna) | Foto di Lorenzo Gaudenzi, via Wikimedia

Teatro Comunale (Bologna) – Foto di Lorenzo Gaudenzi, via Wikimedia

Dal 2006 Bologna è una delle Città Creative della Musica per la sua ricca tradizione musicale in continua evoluzione e il suo impegno a promuovere la musica come mezzo di sviluppo economico e di inclusione sociale e culturale. Dal passato – tra il XVII e XIX secolo Bologna fu meta dei maggiori musicisti d’Europa (Mozart, Liszt, Mendelssohn e poi Farinelli, Rossini e Donizetti, che la scelsero come dimora per periodi più o meno lunghi della loro vita)- al presente, la città ha accresciuto e vivacizzato la sua vocazione musicale.

Oltre a essere stata la culla di alcuni illustri artisti della musica leggera contemporanea (come Andrea Mingardi, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Luca Carboni, Cesare Cremonini), Bologna è oggi sede dell’Orchestra Mozart, con la Direzione artistica del Maestro Claudio Abbado, e ospita numerosi luoghi dedicati all’arte melodica (come il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, il Museo della Comunicazione G. Pelagalli e l’Oratorio di San Colombano che custodisce la collezione di strumenti musicali del Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini).
Dalla fine degli anni ’50 Bologna è la Capitale europea del Jazz, grazie al Festival Internazionale ideato da Alberto Alberti, e durante l’anno è animata da numerosi festival che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea.

Rimanendo in territorio bolognese, troviamo altri due luoghi selezionati dall’UNESCO come Messaggeri di una Cultura di Pace: la Chiusa di Casalecchio di Reno, la più antica opera idraulica d’Europa ancora in funzione, e l’Abbazia di Santa Cecilia della Croara a San Lazzaro di Savena.

Piatti e formelle di maiolica | Foto da lavecchiafaenza.it

Piatti e formelle di maiolica | Foto da lavecchiafaenza.it

Un altro monumento definito Testimone di una Cultura di Pace è il Mic, Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, in quanto Espressione dell’arte ceramica nel Mondo. Fondato nel 1908, il Museo raccoglie circa 60.000 opere (delle quali 6.000 in esposizione) che testimoniano le produzioni ceramiche di ogni epoca e continente, dai reperti dell’Antica Mesopotamia a quelli dei più grandi artisti contemporanei (Picasso, Matisse, Chagall, Fontana).
Secondo l’UNESCO il Museo costituisce un punto di riferimento per la ceramica antica, moderna e contemporanea, nazionale ed internazionale, tanto per la presenza delle preziose opere ceramiche in esso contenute, quanto per l’eccezionale documentazione custodita nella sua biblioteca, che ospita oltre 60.000 volumi e 400 periodici.

Biblioteca Malatestiana (Sala del Nuti)

Cesena, Biblioteca Malatestiana – Sala del Nuti

Non possiamo inoltre dimenticare Cesena, città che ospita la preziosa Biblioteca Malatestiana, unico luogo in Italia a essere stato inserito (dal 2005) nel Registro UNESCO Memoria del Mondo. La biblioteca monastica, costruita nella metà del XV secolo, ha particolare importanza storica in quanto detiene due primati assoluti: è stata la prima biblioteca civica d’Italia e d’Europa, ed è l’unico esempio di biblioteca monastica umanistica giunta fino a noi perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria. Nella Malatestiana sono conservati 287 incunaboli, circa 4.000 cinquecentine, 1.753 manoscritti e oltre 17.000 lettere. Secondo gli storici, la curiosa particolarità che la Biblioteca Malatestiana fosse di proprietà pubblica, ma che la sua custodia fosse affidata ai frati Francescani, fu ciò che la preservò da danneggiamenti e saccheggi nel corso dei secoli.

UNESCO

Parma City of Gastronomy

Forse non tutti sanno che anche la città di Parma vanta un riconoscimento UNESCO, quello di Città Creativa della Gastronomia, proprio per la sua lunga e raffinata tradizione culinaria. Un riconoscimento prestigioso che premia la città emiliana per l’unicità della sua proposta gastronomica e per l’eccellenza dei prodotti lavorati nelle aziende locali.
Parma infatti, insieme alla tutta la Food Valley, è universalmente conosciuta per la sua capacità di custodire un’eredità gastronomica senza rivali, continuando a regalare da secoli al mondo prodotti come il Parmigiano Reggiano o il celebre Crudo di Parma.

UNESCO

Bismantova, Panorama – Ph. G Bianchini

Infine, tra i più recenti patrimoni UNESCO dell’Emilia Romagna troviamo la Riserva MAB UNESCO dell’Appennino Tosco Emiliano. Il programma UNESCO “L’Uomo e la Biosfera” (MAB) è un programma intergovernativo che mira a creare una base scientifica per il miglioramento del rapporto tra popolazioni e ambiente.
La Biosfera dell’Appennino Tosco-Emiliano si trova infatti divisa tra Toscana ed Emilia Romagna e copre il crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano dal Passo della Cisa al Passo delle Forbici, il quale segna anche il confine geografico e climatico tra l’Europa continentale e l’Europa mediterranea. L’area ospita circa il 70% delle specie presenti in totale in Italia, tra cui 122 specie di uccelli, anfibi, rettili, mammiferi e pesci, oltre a una grande varietà di flora che comprende almeno 260 specie di piante acquatiche e terrestri.

Autore:

Social Media Manager per @inEmiliaRomagna e mamma a tempo pieno.
Amo viaggiare, sia fisicamente che con la fantasia, grazie a film e libri, e celebro ogni giorno con un sorriso.

7 commenti

  1. Manuel Scacco

    È tutto molto bello sapere la nostra storia,io vengo dal Lazio a Rocca Priora un paese molto brutto con scuole orribili ma tutto sommato è molto bello

  2. Luigi colletti

    Scusate tanto,ma non menzionare fra i patrimoni della Unesco Bologna ed il suo record mondiale di 47 kilometri di porticato o le ineguaglibili due torri degli Asinelli e Garisenda, mi sembra una incredibile mancanza di rispetto nei confronti della mia citta’.
    BOLOGNA

    1. Elisa Mazzini

      Gentile Luigi,
      come avrai visto Bologna è menzionata come Città Creativa della Musica Unesco; quella per i portici per ora è ancora solo una candidatura.

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