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Weekend sulle colline di Forlì: alla scoperta della valle del Montone

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Weekend sulle colline di Forlì: alla scoperta della valle del Montone


Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Poco meno di 60 km separano il Passo del Muraglione dalla città di Forlì. Una distanza tutto sommato breve ma in grado di restituire, grazie alle tante località che costellano il tragitto, una ricchezza scenografica fatte di arte e natura che ha dell’incredibile.

Nel mezzo si estende la valle del fiume Montone, forse una delle più belle della Romagna, meta eletta dagli amanti delle due ruote per quel groviglio di tornanti che, arrampicandosi sull’Appennino Tosco-Romagnolo, raggiunge il celebre passo (la mitica SS 67, nota anche come Via Artusiana).

Il modo migliore per confrontarsi con questo territorio è certamente quello di visitarlo tutto, senza sconti, magari percorrendo le antiche vie dei pellegrini che nel Medioevo si spostavano lungo la vallata per isolarsi dal mondo civile e immergersi nel fascino romantico e spirituale della natura.

Noi cercheremo di non isolarci come facevano un tempo gli eremiti ma andremo alla ricerca di tutte le possibili contaminazioni che questa zona, conosciuta storicamente come Romagna Toscana, sa regalarci.


Castrocaro Terme e Terra del Sole, Rinascimento e Medioevo a confronto

Terra del Sole (Castrocaro Terme)

Terra del Sole (Castrocaro Terme) | Foto © romagnatoscanaturismo.it

Due antichi centri abitati, oggi un unico grande comune, premiati nel 2005 dal Touring Club con il marchio di qualità turistica della Bandiera Arancione.

Da una parte si estende CASTROCARO, famosa per le sue acque termali (già note in età romana) e per l’omonimo festival dedicato ai nuovi talenti della musica italiana.
Il suo cuore è marcatamente medievale: c’è la fortezza, le cinte murarie e un corollario di testimonianze di grande effetto, avvolte in un paesaggio collinare di vigneti e alberi da frutto.

Dall’altra parte, invece, TERRA DEL SOLE, emblema per eccellenza del potere signorile di età rinascimentale. Una vera e propria “città fortezza” costruita al tempo di Cosimo I De’ Medici, legata a ordine e proporzione.

Dovadola, custode del fiume Montone

Dovadola (FC)

Dovadola (FC) | Foto © romagnatoscanaturismo.it

Lasciato Castrocaro alle spalle, dopo poco meno di 10 km si raggiunge la cittadina medievale di DOVADOLA.

Avvolta dal verde della valle del fiume Montone, il borgo appare delizioso con una struttura urbanistica ancora praticamente intatta.

Prima di essere conquistata da Firenze nel 1424, era stata un possedimento dei Conti Guidi la cui rocca, chiamata comunemente la Roccaccia, ancora oggi sorveglia l’inizio del paese quasi a controllo del corso del fiume.

Passeggiare per le sue vie è un vero piacere. Ci si può imbattere in scorci pittoreschi ma anche visitare antichi edifici come la romanica e silente abbazia di Sant’Andrea.

Assolutamente da non perdere è l’Eremo di Montepaolo, poco fuori Dovadola. Un luogo di preghiera dedicato a Sant’Antonio da Padova e per questo collocato lungo il suo cammino, ma anche punto di partenza per il Cammino di Assisi.

Rocca San Casciano e la sua piazza triangolare

Rocca San Casciano (FC)

Rocca San Casciano (FC) | Foto © romagnatoscanaturismo.it

Divisa per secoli tra la Repubblica fiorentina e i signori di Romagna, l’anima pulsante di ROCCA SAN CASCIANO è nella sua piazza principale dedicata a Giuseppe Garibaldi, che per via della sua forma triangolare è simpaticamente soprannominata “a baccalà”.

Circondata da caratteristici portici e attorniata da palazzi cinque-seicenteschi e antiche osterie, è stata per secoli luogo di mercati e di fiere, in particolare tra ‘700 e ‘800 quando fu sede di quello della seta.

Dal paese partono sentieri circolari, meglio noti come Percorsi della Margherita, che risalendo sulle colline circostanti volgono lo sguardo a un panorama incantevole sulla dolce vallata del fiume Montone.

Da non perdere a soli 4 km dall’abitato l’Abbazia San Donnino, una delle più antiche di tutta la Romagna Toscana.

Tra monaci e cascate, il borgo di Portico di Romagna e San Benedetto in Alpe

Portico di Romagna - Vie di Dante

Portico di Romagna (FC) | Foto © Le Vie di Dante

L’ultimo abitato prima di raggiungere il Passo del Muraglione è quello di PORTICO DI ROMAGNA e SAN BENEDETTO IN ALPE, vincitori anch’essi della Bandiera Arancione del Touring Club.

Siamo nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, circondati da un contesto naturatistico senza pari.

Tra le fronde degli alberi secolari si celano diversi tesori: le limpide cascate dell’Acquacheta, citate da Dante Alighieri nel XVI canto dell’Inferno, la Cascate della Brusia (in loc.tà Bocconi) con il tipico ponte a schiena d’asino risalente al XVIII secolo e il borgo fantasma di Bastia inghiottito dal verde della natura.

Portico è un gioiello. L’assetto medievale su tre piani è pressoché intatto. C’è il castello, la pieve, i palazzi padronali e sul fondo valle le case del popolo.

Come per gli altri borghi della valle, anche qui le sue vicende storiche risultano legate a stretto giro con la famiglia dei conti Guidi. Secondo la leggenda si narra che proprio a Palazzo Portinari, il Padre della Letteratura Italiana Dante Alighieri avesse incontrato la sua amata Beatrice, la cui famiglia era originaria di queste zone.

Pochi chilometri più in là e si raggiunge San Benedetto in Alpe, nota ai libri di storia per l’Abbazia di San Benedetto, una delle più antiche di tutto l’Appennino da cui la stessa località ha tratto il suo nome.

Infine, una chicca. A metà strada tra Rocca San Casciano e Portico, in direzione del comune di Tredozio, si erge il Monte Busca (740 m s.l.m.).
Lungo le sue pendici si trova il vulcano più piccolo d’Italia, o almeno in molti lo credono: si tratta in realtà di una fonte di metano che erutta perennemente dal sottosuolo, come fosse un piccolo soffio di gas.

Premilcuore, il grido urlante della Romagna

Premilcuore (FC)

Premilcuore (FC) | Foto © LeliMaz

Prima di svalicare in confine e arrivare in Toscana, c’è un ultimo borgo da visitare ai margini del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, nella valle del fiume Rabbi. È PREMILCUORE, da molti considerato uno dei luoghi più incantevoli dell’Appenino Tosco-Romagnolo.

Bandiera Arancione del Touring, la cittadella è di origini medievali. Qui il tempo ha fallito nel suo intento. Il centro storico è pressoché intatto con le torri pittoresche, le case abbarbicate e gli edifici dal nobile passato.

Il territorio attorno è molto suggestivo e gli scorci da non perdere sono molti: il fiume Rabbi con le sue piscine naturali, la Cascata della Sega e la Grotta Urlante dove gli unici rumori a sentirsi sono lo scrosciare dell’acqua che si getta impetuosa tra le rupi.

Ci sono, infine, i mulini perchè Premilcuore è terra di antichi mulini, tutti dislocati lungo il corso del fiume. Prima di partire, allora non dimenticatevi di fare una visita al mulino Mengozzi a Fiumicello e al mulino Biondi a Castel dell’Alpe: testimonianze antiche di un presente quanto mai affascinante!

Autore:

Nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

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