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Palazzi e Residenze Estensi tra Modena e Reggio Emilia

di /// Luglio 20, 2023
Tempo stimato di lettura: 4 minuti

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È stata una delle dinastie più durature d’Europa: dalla fondazione al suo declino sono passati circa otto secoli. Tra i suoi esponenti troviamo nomi molto noti, che ancora oggi risuonano sia nei libri di storia che nei manuali di storia dell’arte.

Il loro dominio si estese da Ferrara – la prima capitale del Ducato – fino a Reggio Emilia e Modena, città in cui la corte si stabilì nel 1598.

Ormai non dovreste avere più dubbi: stiamo parlando proprio della Casata d’Este, protagonista della storia emiliana dall’XI al XIX secolo. Una nobile e potente famiglia che esercitò un’influenza tangibile sui territori governati, anche in ambito artistico e culturale, lasciando dietro sé numerose tracce del proprio passaggio.

Ci riferiamo ai palazzi, alle rocche e ai castelli eretti a simbolo del loro potere, che rappresentano un’affascinante chiave di lettura dell’area e una buona idea per un itinerario tutto dedicato all’arte e all’architettura.

Oggi ve ne raccontiamo alcuni, soffermandoci sulle residenze estensi dell’antico ducato di Modena e Reggio.

Palazzo Ducale di Modena

Modena, Palazzo Ducale
Modena, Palazzo Ducale | Credit: Vivida Photo PC, via Shutterstock

Se non vi avessero regnato gli Estensi, oggi Modena avrebbe un volto diverso. Di certo non esisterebbe il maestoso Palazzo Ducale, oggi sede dell’Accademia Militare.

Come avvenne con la residenza ducale di Sassuolo, anche il palazzo modenese venne eretto per volere di Francesco I d’Este, definito il “protagonista della rinascita estense” per il suo ruolo centrale nella fase successiva al trasferimento della capitale del Ducato da Ferrara a Modena nel 1598.

Francesco avviò una serie di opere architettoniche con l’obiettivo di trasformare quest’ultima in una città degna del suo titolo. E ci riuscì appieno: il Palazzo Ducale di Modena rappresenta tutt’oggi un importante esempio di architettura barocca, riccamente decorata al suo interno.

La costruzione della nuova corte estense partì nel 1634 su progetto di Bartolomeo Avanzini, ma pare avervi contribuito anche il Bernini in persona.

Prima di entrare nel Cortile d’Onore prendetevi un minuto per osservare l’imponente facciata e i suoi marmi su cui spiccano le aquile estensi; una volta all’interno potrete aggirarvi tra le sale dell’Appartamento di Stato e i loro sfarzosi decori. Da non perdere il Salone d’Onore con affreschi di Marcantonio Franceschini, e lo scintillante Salottino d’Oro.

Palazzo Ducale di Sassuolo

Sassuolo (MO), Palazzo Ducale
Sassuolo (MO), Palazzo Ducale | Credit: D-Visions, via Shutterstock (solo per uso editoriale)

Il piano di Francesco I per ridare lustro alla sua dinastia non si esaurì con il celebre palazzo modenese.

Il 1634 segna infatti l’inizio dei lavori di ammodernamento di una seconda residenza, altrettanto fastosa. Si tratta del Palazzo Ducale di Sassuolo, nato dalla trasformazione di un precedente castello.

Ma a quale scopo costruire un ulteriore palazzo di corte a pochi chilometri dal centro di Modena? Francesco aveva le idee ben chiare: desiderava creare una residenza estiva fuori dalle mura modenesi che fungesse anche da sede di rappresentanza per la casata.

Dal progetto di Bartolomeo Avanzini nacque dunque un grandioso palazzo in stile barocco che oggi annoveriamo tra le cosiddette Delizie Estensi. Come le “cugine” ferraresi, anche la residenza sassolese era inserita in un contesto naturale, la valle del Secchia, dotata di un grande giardino e splendidamente decorata al suo interno.

La visita di Palazzo Ducale è una vera e propria immersione nella produzione artistica dell’epoca in tutte le sue forme.

Da un lato si possono ammirare le numerose stanze affrescate a tema letterario, allegorico e mitologico dai pittori prediletti dalla corte come Jean Boulanger e Angelo Michele Colonna; dall’altro il palazzo ospita la quadreria delle Gallerie Estensi, che vanta nomi del calibro di Elisabetta Sirani, Lavinia Fontana e Giovan Battista Crespi.

Una menzione a parte merita la spettacolare Peschiera, la grande vasca un tempo animata da spettacolari giochi d’acqua situata nei pressi del palazzo.

Reggia di Rivalta

La Villa Estense di Rivalta, anonimo, sec. XVIII (1730 - 1770)
La Villa Estense di Rivalta, anonimo, sec. XVIII (1730 – 1770) | Credit: Museo Civico di Modena, Public domain, via Wikimedia Commons

Probabilmente l’ultima delle Delizie Estensi, con la Reggia di Rivalta facciamo un salto in avanti nel tempo di circa un secolo e ci spostiamo nel territorio di Reggio Emilia, anch’esso parte del Ducato.

La “piccola Versailles” reggiana sorge infatti a partire dal 1724 per iniziativa di Francesco III d’Este e della moglie Carlotta Aglaia d’Orléans, desiderosi di creare una residenza destinata alla villeggiatura e allo svago.

Ampliando una villa preesistente, la coppia diede vita a una dimora sontuosa formata in origine da tre corpi architettonici e un immenso parco animato da giochi d’acqua.

Oggi possiamo soltanto intuire la grandezza della struttura originaria date le tante spoliazioni e demolizioni subite nel corso del tempo.

Dell’edificio originale rimane soltanto l’ala meridionale, mentre dell’antico giardino si riconosce solo l’impianto. Tuttavia il complesso è attualmente oggetto di riqualificazione da parte del Comune.

Palazzo Ducale di Reggio Emilia

Reggio Emilia, Palazzo Ducale
Reggio Emilia, Palazzo Ducale | Credit: Kgbo, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Proprio così, anche Reggio ha il suo Palazzo Ducale! L’edificio si trova nel centro storico della città e venne eretto nel 1783 per volere del Duca Francesco III nel luogo di un antico monastero.

Pur non godendo della stessa fama degli omonimi palazzi modenesi, il Palazzo Ducale di Reggio venne concepito come un luogo carico di significato politico.

Al suo interno ospitava di fatti la residenza del Governatore, del Comandante delle Armi e del Maggiore di Piazza, affrescate con opere di Vincenzo Carnevali e Prospero Minghetti.

Oggi il palazzo è sede degli uffici della Provincia e della Prefettura, dunque non è visitabile; è però possibile ammirarne le eleganti forme neoclassiche dall’esterno, lungo Corso Garibaldi.

Castello di Spezzano

Fiorano Modenese (MO), Castello di Spezzano
Fiorano Modenese (MO), Castello di Spezzano | Credit: Bagaj dun Bagaj, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

Oltre ai palazzi e alle regge, gli Este legarono il proprio nome anche ai molteplici castelli del territorio modenese e reggiano. Uno di questi è il Castello di Spezzano, conosciuto anche con il nome di Rocca Coccapani.

Di origine medievale, il castello sorge sulle prime colline di Fiorano Modenese, circondato da un magnifico parco non lontano dalla Riserva Naturale delle Salse di Nirano.

Oggi l’edificio ospita il Museo della ceramica di Fiorano e l’acetaia comunale, mentre all’epoca del dominio estense era adibito a residenza di campagna delle famiglie nobili che lo abitarono. In particolare i Pio di Carpi, che nel Cinquecento la trasformarono nella propria dimora signorile dopo aver ottenuto il potere sul feudo dagli Este stessi.

Questi ultimi entrarono in possesso del castello tra il 1599 e il 1629, anno in cui venne affidato alle cure del marchese Guido Coccapani.

Al suo interno si trova infine un piccolo tesoro: la Sala delle Vedute, abbellita dal ciclo pittorico di Cesare Baglione che raffigura la serie di paesi, castelli e torri appartenenti al feudo dei Pio.

Autore

Maria Grazia Masotti

Eterna sognatrice con i piedi per terra. Cresciuta in campagna e amante delle grandi città. È sempre pronta per un viaggio, purché sia sostenibile.

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