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Le Grotte di Soprasasso, meraviglia dell’Appennino bolognese

di /// Aprile 3, 2024
Tempo stimato di lettura: 3 minuti

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Mai sentito parlare dei tafoni? Questi solchi scavati nella roccia sono tipici delle zone marittime e aride, ma non è necessario partire alla volta di mete esotiche per ammirarli. Si trovano infatti anche nell’entroterra emiliano: basta partire alla volta delle Grotte di Soprasasso, meraviglia della natura situata a circa 50 chilometri da Bologna.

Siamo in località di Montecavalloro, nel comune di Vergato, un territorio sospeso tra la valle del fiume Reno e le panoramiche montagne dell’Appennino bolognese caratterizzato dalla presenza di rocce di arenaria. Tendenzialmente porosa e granulare, a queste altitudini l’arenaria è stata modellata dall’azione continua del vento e dell’acqua di condensazione, dando vita a un fenomeno davvero singolare.

Tutti le conoscono come grotte, ma quelle di Soprasasso rappresentano in realtà cavità nella roccia, tanto particolari quanto sorprendenti per il loro aspetto. Alcuni le paragonano a un gruviera, altri a un alveare o ancora alla superficie lunare, ma la sostanza non cambia: queste insenature sono disseminate di cavità più o meno sferiche, simili a fori dalle pareti lisce che i geologi chiamano appunto tafoni. Uno spettacolo da non perdere, che la regione Emilia-Romagna ha inserito nell’elenco dei geositi di rilevanza locale.

Grotte di Soprasasso: il sentiero

Vergato (BO), Grotte di Soprasasso | Ph. Elena Tartaglione via Wikimedia Creative Commons CC BY-SA 4.0 DEED
Vergato (BO), Grotte di Soprasasso | Ph. Elena Tartaglione via Wikimedia Creative Commons CC BY-SA 4.0 DEED

Come visitare le grotte di Soprasasso? Per raggiungerle occorre seguire un sentiero ad anello ricavato qualche anno fa sull’antico tracciato della Linea Gotica, che parte dalla località Cavalloro, sede di una piccola chiesa abbandonata. Una volta lasciata la macchina presso il parcheggio delle grotte noterete l’imbocco del sentiero, ben segnalato, che in circa un’ora di camminata vi condurrà alla meta.

O per meglio dire, alle mete. Le cavità da esplorare sono infatti tre: la Grotta di Soprasasso, la Grotta Buia e la Grotta dei Piatti. Ognuna ha le sue peculiarità, ma ciò che le accomuna è la magnifica vista sulla valle del Reno e il paesaggio montano che si spinge fino al Corno alle Scale.

Se la Grotta di Soprasasso si presenta come un’apertura nella roccia con all’interno una sorta di trono scavato nella pietra, la Grotta dei Piatti si riconosce per via delle sue cavità circolari che ricordano proprio la forma dei piatti. Chi si spinge fino alla Grotta Buia, prestando attenzione al tratto in salita e munendosi di una torcia, rimarrà a bocca aperta di fronte al fascino misterioso di questo luogo avvolto nell’oscurità, che attraverso la sua apertura regala però scorci meravigliosi sulla natura circostante.

Pur non essendo molto lungo – circa 6 chilometri – il sentiero per le Grotte di Soprasasso presenta alcuni punti ripidi e alcune brevi scalette, quindi è consigliato ai camminatori con un po’ di esperienza alle spalle.

Come arrivare alle grotte

Come abbiamo visto le Grotte di Soprasasso si trovano a circa 50 chilometri da Bologna, nel comune di Vergato. Vi consigliamo di impostare sul navigatore il piccolo parcheggio gratuito delle grotte, situato in località Serra-Riola, da cui parte il sentiero.

Le grotte non sono l’unico punto di interesse di questa porzione dell’Appennino bolognese. Se decidete di trascorrere la giornata in queste zone, potreste approfittarne per una visita alle Grotte di Labante e alla loro cascatella, anch’esse raggiungibili tramite un sentiero, e alla Rocchetta Mattei, il celebre castello in stile medievale e moresco edificato dal conte Mattei attorno alla metà dell’Ottocento.

Autore

Maria Grazia Masotti

Eterna sognatrice con i piedi per terra. Cresciuta in campagna e amante delle grandi città. È sempre pronta per un viaggio, purché sia sostenibile.

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Questo articolo ha 3 commenti

  • Elisabetta

    C e anche l.unica chiesa cattolica progettata dal grande maestro finlandese pilastro dell architettura del 900 A. Aalto splendida edificio che rispecchiano le idee che caratterizzano le opere del maestro : curve armoniose luce diffusa inserimento e contatto con la natura circostante e riportano le nuove regole dell arte liturgica volute dal Concilio Vaticano 2. Da non perdere assolutamente a due minuti dalla stazione di Riola .

    • Gino Piacenti

      …Certo che il mio è un commento “di parte”!!…
      Ma credo di sbagliare di poco, anzi di niente se sostengo che questi luoghi siano i più belli dell’Appennino Bolognese…
      Tutti controllati dall’unico e meraviglioso skyline del Monte Vigese quale riferimento certo ed Amico, il Sasso di Vigo, le vicine borgate Medievali, la Spiritualità di Montovolo, il Castello fatato delle Fiabe, i laghi, la limpidezza e cristallinità del torrente Limentra… il cielo stellato per l’aria pura ed il non inquinamento luminoso, le migliori sorgenti di …”acqua azzurra, acqua chiara…”, i funghi, il verde ed il rumore del silenzio …e potrei continuare per un bel po’, mi dispiace molto molto molto, ma per gli altri… …non c’è n’è per nessuno!

      Un carissimo saluto a tutti …da qui!

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