Emilia Romagna Slow | La Via Romea Nonantolana

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Emilia Romagna Slow | La Via Romea Nonantolana


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“Come nessun tempo mi appartiene,
eppure sempre indico il tempo,
così nessun tempo sicuro
appartiene a te o viandante”.
(Torre dell’Orologio di Fanano, iscrizione datata 20 ottobre 1609)

Per raccontare la nascita e lo sviluppo della Via Romea Nonantolana bisogna tornare indietro nel tempo al VII secolo, ovvero quando la parte centro settentrionale della penisola italiana era divisa tra i territori conquistati dai Bizantini e quelli appartenenti ai Longobardi. A quel tempo, a causa delle conflittualità tra i due regni, le due grandi vie di comunicazione con il resto dell’Italia (la Via Flaminia e la Via Emilia) erano occupate in vari settori dalle due armate nemiche, cosa che rendeva difficoltoso il loro attraversamento verso il nord ed il sud del’Italia.

In particolare i Longobardi, attestati nel modenese, avevano necessità di vie di comunicazione sicure e lontane dagli avamposti bizantini; nel 749 quindi, sotto il regno di Re Astolfo, i Longobardi procedettero ad una riorganizzazione della viabilità all’interno dei possedimenti con la fondazione di un monastero e di un ospizio benedettino nei pressi di Sestola e Fanano, al tempo strutture indispensabili per il supporto ai viandanti in prossimità dei crinali appenninici.

Nonantolana

Via Romea Nonantolana – Bizantini e Longobardi

Pochi anni dopo nel 752 Anselmo, fratello di Re Astolfo, fondava un altro monastero a Nonantola, un atto che al tempo era dettato sia da questioni religiose, ma anche e soprattutto dettato da ragioni di carattere politico e militare e connesso alla necessità di controllare il territorio di pianura, oltre che di suggellare i confini del Regno Longobardo con un marchio di inviolabilità tramite l’insediamento di una struttura monastica.
Nonantola ed il suo monastero divennero cosi il nuovo centro della viabilità che collegava i due monasteri, quello di pianura e quello di montagna, e la strada che li collegava prese il nome di Via Romea Nonantolana, un tracciato che nel tempo è stato percorso da milizie e corti reali, pellegrini diretti a Roma e carovane commerciali.

Con il decadere di Nonantola e con l’affermarsi delle potenze vicine di Modena e Bologna, la Via Nonantolana, venendo meno l’unità territoriale in cui si snodava, perse la sua importanza e si avviò lentamente verso il declino con la frammentazione del tracciato originario.

La Via Romea Nonantolana fa oggi parte del progetto Cammini d’Europa: una rete europea di storia, cultura e turismo, il suo tracciato si innesta (limitatamente al tratto Emiliano romagnolo) sulla via Romea Strata, che dal nord est dell’Italia va verso Roma, ed è percorribile secondo due direttrici: : il percorso occidentale, che si sviluppa lungo la sponda sinistra del fiume Panaro, e il percorso orientale, che ne percorre, invece, la sponda destra. Entrambi i tracciati partono da Nonantola e si ricongiungono a Fanano per poi proseguire verso il crinale appenninico e valicarlo al passo di Croce Arcana.
Inoltre il tracciato romeo nonantolano si congiunge a Fucecchio alla Via Francigena in direzione Roma.


Borghi Attraversati

Nonantolana

Fanano, Panorama – Foto di Comune di Fanano

Tra gli itinerari religiosi più suggestivi del territorio modenese la Via Romea Nonantolana si distingue anche per attraversare, lungo il suo percorso di risalita degli Appennini, alcuni tra i più rinomati borghi della Provincia di Modena. E’ il caso di Fanano, piccolo borgo incastonato all’interno del Parco dell’Appennino Modenese e rinomato per le attività all’aria aperta come passeggiate, mountain-bike nei mesi estivi, e le ciaspole e lo sci in inverno.
Da Fanano è inoltre possibile raggiungere la vetta del Monte Cimone che con i suoi 2.165 metri è la cima più alta dell’Appennino Settentrionale.


Specifiche tecniche e servizi

La Via Nonantolana oggi è un tracciato lungo circa 105 km che si snoda quasi interamente lungo le valli modenesi dell’Emilia Romagna e solitamente viene divisa in circa 6 tappe, percorribili sia a piedi, sia in bici che a cavallo.
Sul sito ufficiale dei Cammini Storici italiani è possibile visualizzare il dettagli delle singole tappe, cosi come cercare i punti di interesse lungo il tracciato e le strutture ricettive.

Nonantolana

Parco Regionale dell’Alt Appennino Modenese – Foto L Montagna

Regioni attraversate: Emilia-Romagna, Toscana
Tappe:

Il tracciato occidentale

1° Tappa | Nonantola – Modena 15,5 km
La prima tappa consente di raggiungere Modena, con il suo duomo patrimonio dell’UNESCO, partendo dalla monumentale abbazia di Nonantola, attraverso strade secondarie poco trafficate e piste ciclabili in sede propria avvicinandosi al centro cittadino.

2° Tappa | Modena – Castelvetro 20,5 km
La seconda tappa, che termina a Castelvetro, attraverso il percorso ciclabile realizzato sulla ex ferrovia Modena-Vignola e la ciclabile lungo il torrente Guerro, conduce l’escursionista a penetrare un caratteristico e suggestivo paesaggio di campagna caratterizzato dai vigneti.

3° Tappa | Castelvetro – Coscogno 21 km
La terza tappa da Castelvetro a Coscogno, superato il suggestivo borgo di Levizzano Rangone, si inerpica sulla destra idrografica del torrente Guerro a scalare il monte delle Tre Croci, incantevole luogo da dove si gode un grandioso panorama, per poi toccare in successione gli abitati di Denzano e Ospitaletto.

4° Tappa | Coscogno – Pavullo nel Frignano 15 km
La quarta tappa raggiunge la cittadina di Pavullo nel Frignano e in particolare il suo monumentale castello di Montecuccolo, con l’annesso borgo medievale, sede di un importante centro museale artistico e naturalistico.

5° Tappa | Pavullo nel Frignano – Fanano 18,5 km
La quinta tappa attraversa trasversalmente la valle del torrente Scoltenna per raggiungere il centro abitato di Fanano, toccando in successione il caratteristico borgo di origini medievali Renno di Sopra, la Pieve di San Giovanni Battista a Renno e il borgo di Rocchetta Sandri.

6° Tappa | Fanano – valico della Croce Arcana 13 km
L’ultima tappa percorre la Valle del torrente Ospitale conducendo allo storico valico della Croce Arcana a quota 1675 m. Nel tratto che conduce da Fanano a Ospitale il tracciato ripercorre sentieri e mulattiere dal sapore antico offrendo suggestivi scorci sul torrente Ospitale. Oltrepassato il borgo di Ospitale a poco a poco si guadagnano le praterie d’alta quota con panorami grandiosi che si aprono sia sulle vallate emiliane che, una volta raggiunto il passo, su quelle toscane.

Il tracciato orientale

1° Tappa | Nonantola – Spilamberto 21,5 km
La prima tappa consente di raggiungere Spilamberto, sede della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, attraverso cavedagne, strade e piste ciclabili in sede propria avvicinandosi al centro cittadino.

2° Tappa | Spilamberto – Vignola 8 km
La seconda tappa, che termina nella città dei ciliegi, si sviluppa principalmente lungo il percorso natura che costeggia il fiume Panaro. Maestosa la rocca di Vignola, simbolo della città, che rappresenta uno degli esempi più interessanti di architettura fortificata della regione.

3° Tappa | Vignola – Samone 20 km
La terza tappa, che attraversa il cuore del Parco dei Sassi di Roccamalatina, si sviluppa inizialmente lungo il percorso natura che costeggia il fiume Panaro fino alla località Casona, da cui attraversato il fiume prende a salire lungo più stretti sentieri fino a raggiungere la Pieve di Trebbio e superate le maestose guglie arenacee, simbolo del parco, raggiunge l’abitato di Samone.

4° Tappa | Samone – Montese 18,5 km
La quarta tappa conduce a Montese dopo aver toccato la sommità dei monti della Riva, il suggestivo borgo di Montalbano, e percorso un lungo tratto di sentieristica CAI contrassegnato dai segnavia 400, 434, 440.

5° Tappa | Montese – Fanano 22,5 km
Da Montese la lunga e faticosa quinta tappa conduce a Fanano, passando dalle frazioni di Maserno, Castelluccio, Rocca Corneta e Trignano. Incredibilmente ampio è il panorama che si gode dal monte della croce poco distante dal centro di Castelluccio ed estremamente affascinante è il tratto che conduce da Rocca Corneta a Trignano lungo la sponda sinistra del torrente Dardagna.

6° Tappa | Fanano – valico della Croce Arcana 13 km
L’ultima tappa percorre la Valle del torrente Ospitale conducendo allo storico valico della Croce Arcana a quota 1675 m. Nel tratto che conduce da Fanano a Ospitale il tracciato ripercorre sentieri e mulattiere dal sapore antico offrendo suggestivi scorci sul torrente Ospitale. Oltrepassato il borgo di Ospitale a poco a poco si guadagnano le praterie d’alta quota con panorami grandiosi che si aprono sia sulle vallate emiliane che, una volta raggiunto il passo, su quelle toscane.

Lunghezza: il tratto occidentale è lungo 103,5 km; il tratto orientale è lungo 103,5 km
Livello di difficoltà: medio

Per maggior informazioni – IAT Informazione e Accoglienza Turistica
Piazza Grande, 14 – 41121 Modena
Telefono: +39 059/2032660 – Fax: +39 059/2032659
Mail: info@visitmodena.it



La rubrica [Emilia Romagna Slow] è realizzata nell’ambito del progetto Turismo Esperienziale dei Cammini con il Network degli Operatori e dei Cammini aderenti al circuito.
Per informazioni < m.valeri@aptservizi.com >

Autore:

Esploratore e Avventuriero: ama navigare gli oceani, scalare le montagne più alte e surfare sulle onde del web

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