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Emilia Romagna Low Cost: 5 cose da fare e vedere gratis (o quasi)

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Emilia Romagna Low Cost: 5 cose da fare e vedere gratis (o quasi)


Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Al di là dei classici itinerari turistici, l’Emilia Romagna è una terra ricca di sorprese e possibili suggestioni difficilmente descrivibili se non vissute sulla propria pelle e ammirate con i propri occhi.

Non sempre serve pagare un biglietto per ammirare tanta bellezza. A volte basta un consiglio di un amico oppure affidarsi a qualcuno che il territorio lo conosce e lo ama davvero, e non lesina certo consigli alla prima richiesta d’aiuto.

Se i soldi in tasca non sono molti e non volete proprio rinunciare a visitare la nostra regione, ecco qualche consiglio da seguire che secondo noi può fare proprio al caso vostro.


La Basilica di San Francesco di Ravenna

La cripta della basilica di San Francesco (Ravenna)

La cripta della basilica di San Francesco (Ravenna) | Foto © Nicola Strocchi, Archivio Fotografico Comune di Ravenna

Piazza San Francesco, nel centro di Ravenna, nasconde molti tesori. Uno di questi è sicuramente la basilica che dà il nome alla piazza, che nel Trecento era frequentata dal Sommo Poeta Dante Alighieri.
L’ingresso alla basilica è gratuito, e pagando solo 1€ è possibile ammirare la suggestiva cripta sommersa: uno spettacolo d’arte sospeso nel tempo, contraddistinto da un antico pavimento in mosaico interamente coperto dall’acqua di falda che, a seconda delle piogge, sale e scende di livello. Un piccolo consiglio. Aguzzate un po’ la vista: potrete vedrete tante piccole compagnie di pesci rossi sguazzare beatamente tre le onde della storia.

Scattare una foto dall'alto di Piazza Maggiore

Piazza Maggiore (Bologna)

Piazza Maggiore (Bologna) | Foto © ebikecult.it

Piazza Maggiore è il cuore pulsante di Bolognaun enorme spazio circondata da alcuni degli edifici che hanno fatto la storia dell’antica città medievale. C’è San Petronio con la sua facciata non conclusa, Palazzo dei Banchi, Palazzo dei Notai e infine Palazzo d’Accursio, sede del comune della città.
Salite all’ultimo piano di quest’ultimo e godetevi il panorama dalle grandi finestre che si aprono in fondo alla sala, di fianco all’entrata del museo civico Collezioni Comunali d’Arte.

A Tresigallo, sospesi tra geometrie e sogno

Cinema Sogni, Tresigallo (Ferrara)

Cinema Sogni, Tresigallo (Ferrara) | Foto © ilcontrafforte.com

Sembra di trovarsi in un quadro di Giorgio De Chirico quando si cammina per le strade di Tresigallo, un piccolo centro situato a metà strada tra Ferrara e le Valli di Comacchio, rifondato alla fine degli anni Venti del secolo scorso.
Qui, dove le nebbie in autunno e inverno fanno da padroni, si estende questa località dall’aria rarefatta e straniante, rivelandosi un esempio folgorante di architettura razionalista italiana perfettamente integro. C’è la piazza a forma di “D”, la chiesa e il porticato ricco di bassorilievi, gli incroci delle strade con gli edifici dalle facciate simmetriche e molto, molto altro…

A Rimini la storia romana a portata di mano

Ponte di Tiberio (Rimini)

Ponte di Tiberio (Rimini) | Foto © Framor1981

Sembra di sfiorare la storia con le proprie mani quando ci si sofferma nell’area del grande Parco XXV Aprile di Rimini. Ci si siede su uno dei suoi tanti gradini e si ammira lo specchio d’acqua dell’antico invaso del fiume Marecchia incorniciato dal suggestivo profilo del Ponte di Tiberio, uno dei più notevoli ponti romani ancora oggi superstiti.
Il bianco del marmo incontra il verde del parco e l’azzurro del cielo e dell’acqua. Uno spettacolo ancor più unico poi la sera quando, tra una passeggiata e una chiacchierata, ci si sofferma anche per un attimo per godere di così tanta opera.

A Ferrara nel Giardino dei Finzi-Contini

Ghetto ebraico (Ferrara)

Ghetto ebraico (Ferrara) | Foto © walksinsideitaly.com

Siamo nel cuore di Ferrara e precisamente nel ghetto di quella che fu una tra le comunità ebraiche più antiche d’Italia, rimasta qui segregata dal 1627 fino all’Unità del Paese.
Situato a ridosso delle mura estensi, alle spalle della monumentale Certosa, fra il verde dei frutteti che caratterizzano sorprendentemente quella parte di città – tanto di avere l’impressione di essere in aperta campagna – sorge il suggestivo cimitero israelitico, tuttora in uso. Qui il grande scrittore Giorgio Bassani, nella sua reinvenzione letteraria, collocò la tomba della famiglia più famosa del suo Romanzo di Ferrara, quella dei Finzi-Contini.
L’aria è tersa di storia, tradizione e ricordi. Suonate il campanello della casa del custode ed entrate, rispettosi e spirituali.

Autore:

Davide Marino nasce come archeologo ma finisce per fare altro. Razionale ma non metodico, lento e appassionato. Un giovane entusiasta dai capelli grigi

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