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Bologna: dal MAST (Image Capital) all’Archeologico [PhotoValley]

di /// Marzo 21, 2024
Tempo stimato di lettura: 4 minuti

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Come scoprire la fotografia e la sua storia da un punto di vista insolito?
Per esempio visitando la mostra IMAGE CAPITAL. La fotografia come tecnologia dell’informazione, esposta negli spazi del MAST di Bologna fino all’8 gennaio 2023.

Dalla collaborazione tra il fotografo Armin Linke e la storica della fotografia Estelle Blaschke nasce un percorso di ‘esplorazione’ che, attraverso immagini, testi e vari materiali, illustra le diverse modalità con cui la fotografia viene utilizzata nelle più disparate tipologie di processi di produzione (ad esempio in ambito scientifico, culturale e industriale).

Del resto, la fotografia è ubiquitaria, presente praticamente ovunque, ma quasi sempre racconta e documenta altro da sé. La mostra, curata da Francesco Zanot, è invece un progetto visivo e di ricerca che, come in un gioco di specchi, riflette sulla fotografia e sui suoi utilizzi pratici, sul suo elevato valore scientifico e sulla sua funzione come tecnologia dell’informazione.

Armin Linke, Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, Fototeca, Firenze, Italia, 2018 / Armin Linke, Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, Photothek, Florence, Italy, 2018
Armin Linke, Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut, Fototeca, Firenze, Italia, 2018

La fotografia come capitale

I sistemi di comunicazione e di accesso alle informazioni sono strettamente collegati – come si vede in mostra – alla fotografia, che ha svolto un ruolo essenziale per lo sviluppo delle industrie globali e di vasti apparati governativi. In altri termini, le immagini sono diventate una forma di capitale vera e propria. Image Capital, appunto.

Negli spazi del MAST sono esposte immagini d’archivio, pubblicazioni, interviste, video, oggetti originali di vario tipo. Materiali assai diversi tra loro e disposti senza gerarchie in sei sezioni, per consentire una visione e anche un’esperienza immersiva, che consente a ciascuno di seguire percorsi narrativi originali.

  • Armin Linke, CERN, Large Hadron Collider (LHC), cablaggio, Ginevra, Svizzera, 2019
  • Università di Rochester, Libri Rari, Collezioni Speciali e Conservazione (RBSCP), Kodak Historical Collection. Fotografo sconosciuto, scheda a finestra, 1960 c.
  • Tavolo per la scansione e misurazione (IEP – strumento per la valutazione delle fotografie) di fotografie generate in una camera a bolle, CERN, Ginevra, Svizzera, 08.03.1963

Le sezioni della mostra

Memory

Le fotografie hanno la capacità di raccogliere e immagazzinare informazioni. Qui si analizza l’intrinseca natura della fotografia come strumento di registrazione, le cui potenzialità si sono estremamente ampliate con il passaggio dalla riproducibilità meccanica alla tecnologia digitale.

George Eastman House, the Legacy Collection. Pubblicità Kodak per il Recordak Miracode System, 1966 / George Eastman House, the Legacy Collection. Kodak ad for the Recordak Miracode System, 1966
George Eastman House, the Legacy Collection. Pubblicità Kodak per il Recordak Miracode System, 1966

Access

Sezione dedicata alle modalità di archiviazione, reperimento e indicizzazione delle immagini. L’associazione tra fotografia e testo è da sempre alla base del successo di questo medium come tecnologia dell’informazione. I metadati, però, sono utili, non solo per organizzare le immagini in sistemi ordinati, ma anche per ricercarle, ritrovarle e utilizzarle.

Armin Linke, Sito di stoccaggio di Iron Mountain, Boyers (PA), USA, 2018 / Armin Linke, Iron Mountain preservation facility, Boyers (PA), USA, 2018
Armin Linke, Sito di stoccaggio di Iron Mountain, Boyers (PA), USA, 2018

Protection

Strategie per la conservazione a lungo termine delle immagini e delle informazioni che contengono. Le immagini sono veri depositi di informazioni, ma potenzialmente deteriorabili; quindi, devono essere protette a loro volta per evitarne la dispersione. In questa sezione si espongono le strategie per la protezione delle immagini, dagli archivi ai sistemi di back-up.

Università di Rochester, Libri Rari, Collezioni Speciali e Conservazione (RBSCP), Kodak Historical Collection. Fotografo sconosciuto, ingresso del sito di stoccaggio di Iron Mountain a Boyers (PA), 1955 c. / University of Rochester, Rare Books, Special Collections, and Preservation (RBSCP), Kodak Historical Collection. Photographer unknown, entrance to the Iron Mountain preservation facility at Boyers (PA), ca.1955
Università di Rochester, Libri Rari, Collezioni Speciali e Conservazione (RBSCP), Kodak Historical Collection. Fotografo sconosciuto, ingresso del sito di stoccaggio di Iron Mountain a Boyers (PA), 1955 c.

Mining

Analisi delle immagini e loro utilizzo nelle tecnologie per il riconoscimento automatico. Questi processi comportano la possibilità di utilizzare grandi quantità di immagini simili per lo sviluppo di tecnologie di riconoscimento automatico, oggi fondamentali, particolarmente nei settori dell’industria e della sicurezza.

Aimé Girard, Ricerca sulla coltivazione industriale della patata, Atlante con sei eliografie, 1889 / Research on the cultivation of the industrial potato, Atlas with six heliogravures, 1889
Aimé Girard, Ricerca sulla coltivazione industriale della patata, Atlante con sei eliografie, 1889

Imaging

Sezione sulla fotografia come sistema di visualizzazione della realtà o di un suo progetto. L’analisi parte dalla sua capacità di andare oltre i limiti dell’occhio umano fino al suo utilizzo per lo sviluppo di tecniche di rendering e modellazione digitale. Con un capovolgimento rispetto alla sua connotazione storica, quella che la vede come una prova di realtà, la fotografia diventa la base da cui la realtà viene progettata e costruita.

Movimenti di particelle catturati nella LExan Bubble Chamber (LEBC) installata nella zona nord dell'acceleratore noto come Super Proton Synchrotron, 09.12.1981, CERN, Ginevra, Svizzera / Events of particle tracks in experiment LEBC, LExan Bubble Chamber, installed in the North Area of the Super Proton Synchrotron accelerator, 09.12.1981, CERN, Geneva, Switzerland
Movimenti di particelle catturati nella LExan Bubble Chamber (LEBC) installata nella zona nord dell’acceleratore noto come Super Proton Synchrotron, 09.12.1981, CERN, Ginevra, Svizzera

Currency

Sezione sul valore delle immagini. Dall’associazione tra fotografia e valuta al capitalismo informatico, qui si osservano i processi di attribuzione di valore alle immagini, oggi legati particolarmente alla capacità di accumularne grandi quantità e, soprattutto, di associare ad ognuna ampi set di informazioni.

Università di Rochester, Libri Rari, Collezioni Speciali e Conservazione (RBSCP), Kodak Historical Collection. Fotografo sconosciuto, deposito sotterraneo della Recordak a Iron Mountain, Boyers (PA), 1964 / University of Rochester, Rare Books, Special Collections, and Preservation (RBSCP), Kodak Historical Collection. Photographer unknown, Recordak underground vault at the Iron Mountain, Boyers (PA), 1964
Università di Rochester, Libri Rari, Collezioni Speciali e Conservazione (RBSCP), Kodak Historical Collection. Fotografo sconosciuto, deposito sotterraneo della Recordak a Iron Mountain, Boyers (PA), 1964

L’immagine ai tempi di Pompei

Facciamo ora un salto indietro nel tempo, fino alla civiltà di epoca romana che abitava nell’area di Pompei.
Certo, la fotografia allora non c’era. Ma l’immagine era importante anche in tempi antichi, come si può vedere nella mostra I Pittori di Pompei  al Museo Civico Archeologico, sempre a Bologna, che espone oltre cento opere di epoca romana. appartenenti alla collezione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (la maggiore pinacoteca dell’antichità al mondo).

Il focus è sulle figure dei pictores, ovvero gli artisti e gli artigiani che realizzarono le decorazioni nelle case di Pompei, Ercolano e dell’area vesuviana, e sull’importantissimo patrimonio di immagini che ci hanno lasciato: si tratta di affreschi che raffigurano, ad esempio, scene di accoglienza dell’ospite, immagini di paesaggi e giardini, architetture, e riflettono i gusti e i valori di una committenza variegata.

Parete in IV stile con Nature Morte (xenia), Pompei, Praedia di Iulia Felix, Reg. II, 4, 3, tablino (92), parete sud affresco, cm 298 x 447, I secolo d.C. 2, mostra I Pittori di Pompei, Museo Civico Archeologico, Bologna
Parete in IV stile con Nature Morte (xenia), Pompei, Praedia di Iulia Felix, Reg. II, 4, 3, tablino (92), parete sud affresco, cm 298 x 447, I secolo d.C. 2, mostra I Pittori di Pompei, Museo Civico Archeologico, Bologna

IMAGE CAPITAL. La fotografia come tecnologia dell’informazione è la risultanza della collaborazione internazionale tra la Fondazione MAST di Bologna, il Museum Folkwang di Essen, il Centre Pompidou di Parigi e la Deutsche Börse Photography Foundation di Francoforte/Eschborn.

22.09.2022—08.01.2023
Fondazione MAST
via Speranza, 42, 40133 Bologna
https://www.mast.org/


I Pittori di Pompei, a cura di Mario Grimaldi, è resa possibile da un accordo di collaborazione culturale e scientifica tra Comune di Bologna | Museo Civico Archeologico e Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

23.09.2022 – 19.03.2023
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio 2, 40124 Bologna
http://www.ipittoridipompei.it

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